IRAQ, LA GUERRA INFINITA

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IRAQ, LA GUERRA INFINITA

“Una guerra nata dalla menzogna, genera infinite menzogne”

E pensare che gli americani, appena dieci anni fa, consideravano Saddam Ussein il cattivo e Busch il giusto, il saggio, il vendicatore cristiano contro l’Oriente musulmano, contro gli “stati canaglia”. Non avevano fatto ancora la conoscenza dei veri cattivi, gli integralismi religiosi ai quali, l’Occidente, con le sue strampalate aggressioni ha consentito il loro sviluppo, la loro crescita esponenziale. Così la “mezzaluna fertile” è diventata, di fatto, l’alloggio degli integralismi islamici e se la contendono ormai sunniti e sciiti. Oggi, meno della metà degli americani pensano che sia Obama ad aver sbagliato a fuggire o abbandonare l’Iraq, l’altra metà abbondante pensa, e a mio avviso più giustamente, che sia stato Busch a commettere l’enorme errore, spinto dalle multinazionali dell’energia e degli armamenti ad invadere stati sovrani con la scusa delle armi di “distruzione di massa” ma con l’inconfessabile obiettivo del petrolio e con un enorme serbatoio di armi che giacevano nei magazzini e che bisognava utilizzare. Centinaia di migliaia di morti civili ammazzati e non è ancora finita la tremenda tragedia umanitaria. Dall’Iraq, dall’Afganistan, dalla Libia alla Siria e da tutto il Medio Oriente, arrivano disperati in fuga dalla guerra e dalla fame decine e decine di migliaia di uomini donne e bambini dal Magreb e dalla mezza luna fertile. Sarebbe giusto e opportuno trasferire tutti questi disperati nel Nord America e che siano loro a farsi carico di questo disperato esodo di massa dovuto alle loro disumane aggressioni.

Ora, ironia della sorte, l’America si vede costretta ad affiancarsi ad uno dei suoi stati canaglia, l’Iran sciita, per fermare l’avanzata degli integralisti sunniti, foraggiati, guarda caso, da stati nazione come l’Arabia Saudita e il Qatar, da sempre amici stretti degli americani. E poi raccontano che hanno le idee chiare sul da farsi. Persino una squadra di rincoglioniti avrebbero fatto meno danni di quegli illustri consiglieri NeoCon dai quali Busch si lasciò trascinare in un’autentica disavventura dal costo immenso in vite umane e miliardi di dollari. Insomma dei veri e propri “apprendisti stregoni”, questo si può dire di loro.

Non è difficile immaginare Saddam Ussein, impiccato dai suoi nemici sciiti con la complicità degli americani, che, di fronte al disastro provocato dalle armate cristiane di Busch e le conseguenze che gli sciiti stanno subendo da parte delle armate sunnite nel suo Iraq, se la stia ridendo a crepapelle nell’altro mondo, magari nell’inferno, ma all’inferno non perché era più cattivo dei suoi nemici, ma semplicemente perché era un laico, un non credente che però consentiva la libertà religiosa a tutti, compresi i cristiani che continuano a scappare, quei pochi che avevano fin qui resistito.

La stessa figura da imbecilli fu ripetuta con l’aggressione sia della Libia sia dell’Afganistan, altri paesi messi sotto sopra, altre nazioni massacrate con i vari pretesti umanitari, ma in realtà con il solito obiettivo: fonti energetiche e arsenali militari.

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“Fermatevi per un primo riassunto. Abbiamo gli jihadisti che hanno conquistato due province, utili secondo loro a creare un nuovo califfato e a ridisegnare i confini dell’Iraq. Abbiamo i curdi che hanno conquistato una città al di fuori della loro regione autonoma, ridisegnando a loro volta il profilo dello stato iraqueno. Nel mezzo abbiamo Stati Uniti e Iran che minacciano di intervenire – per una volta dalla stessa parte della barricata – per ristabilire l’ordine precedente.

Vi basta? No, perché abbiamo da tener conto dei turchi, che si sono visti sequestrare dagli jihadisti 50 connazionali e promettono interventi armati. Poi, ci sono gli analisti internazionali, che accusano Arabia saudita e Qatar di essere dietro l’offensiva jihadista, di averla finanziata. Ci sono anche 500mila iraqueni sfollati, in fuga dalle loro case nel tentativo di sopravvivere. C’è, infine, il prezzo del petrolio schizzato alle stelle.

Questa la situazione dell’Iraq al giugno 2014. Una domanda arriva diretta come un pungo: ma non ci avevano detto che laggiù la guerra era finita?

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Nessuno pagherà per questi massacri, semplicemente perché, pur avendo perso le guerre, questi massacratori americani e loro alleati, restano ancora troppo forti e nessuna nazione è in grado di presentargli il conto delle loro carneficine. Resta solo l’odio da parte di chi ha perso tutto ma è così impotente che non riesce neanche a farsi sentire.

F.to pagliatano

Collepasso, 17/6/2014

 

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