Indagato per diffamazione e infrazione sulle norme del lavoro, Salvatore Perrone.

 

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Da giorni siamo a conoscenza che la Procura della Repubblica di Lecce, contesta a Salvatore Perrone, oltre al reato di diffamazione aggravata nei confronti del sindaco Vito Perrone, anche l’evasione contributiva a danno dei lavoratori della cooperativa agricola “Madonna delle Grazie”, di cui è presidente. Problemi giudiziari notevoli quindi per l’ex sindaco Salvatore Perrone attuale consigliere di opposizione, nonché Assessore provinciale.

 

     Non è da escludere inoltre, l’ipotesi in verità sussurrata con il solito pissi pissi bau bau che, in seguito a questa ulteriore rogna di carattere giudiziario, potrebbe restare fuori dalla prossima consultazione elettorale comunale. Ma questa potrebbe risultare solo una pia illusione di chi lo vorrebbe fuori gioco. Infatti, proprio questa mattinata, domenica 12 dicembre, è presente in piazza, nel largo del palazzo comunale, a presidiare una manifestazione politica del  PDL, e l’ho visto ascoltare con gusto e orgoglio le mastodontiche balle governative del suo grande capo Berlusconi.

    

Personale considerazione politica:

Beh, per la nostra Collepasso penso che non sarebbe poi tanto grave una sua assenza dalle liste elettorali. Perché…Sì, la propensione di Salvatore Perrone a spararle grosse, ad eccedere cioè nell’uso temerario del linguaggio, è un  fatto noto  anche ai suoi stessi tifosi. Anche se, gli stessi tifosi, nel tentativo maldestro di giustificarlo, ci raccontano che, anche tra i suoi avversari politici c’è chi utilizza un linguaggio oltraggioso. E che vuol dire signori,  “mal comune mezzo gaudio”?

 

     Questo atteggiamento, questa esigenza di sproloquiare scivolando sul personale ad ogni piè sospinto, denota, da qualunque schieramento provenga, non solo un vuoto di proposta politica, ma anche un vivere la politica come fosse un’affare personale e, di conseguenza, una mancanza di rispetto per l’arte della politica. Infatti, “l’arte del possibile” dovrebbe essere considerata la politica, se correttamente intesa, se correttamente praticata. Ma, tant’è…

 

     Però, la cosa più perniciosa legalmente e odiosa socialmente, resta  quella che, sempre che un giudice lo confermi, di non aver versato i contributi ai lavoratori. Beh, non sono abbastanza cattivo da augurargli una condanna, anche perché chi scrive, non ha mai dato dignità politica ai risentimenti personali. Quindi, gli auguro che possa dimostrare di essere estraneo almeno a questa accusa per me grave e ripugnante. Mentre per gli aggettivi denigratori rivolti nei confronti del sindaco, non c’è speranza d’innocenza, troppi testimoni quella sera al suo comizio.

 

 

F.to gaetano paglialonga

 

Collepasso, 12/12/2010

 

 

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