Incoerenza all'ordine del giorno

Non se ne ha traccia nella convocazione della prossima seduta del Consiglio Comunale di Collepasso. Sparita dalle tv ufficiali sparisce anche dalle coscienze. Anche da quelle di chi dovrebbe essere un po’ più sensibile. Dopo aver, con squilli di trombe e rulli di tamburi, preso posizione sulla caduta del Muro di Berlino e sulla rimozione dei crocifissi dai luoghi pubblici, il Consiglio Comunale non si è nemmeno posto il problema di esprimere un pensiero, anche solo una riflessione, sulla tristissima vicenda dei tre cooperanti di Emergency rapiti e fortunatamente liberati, da un blitz della polizia afgana e dei militari inglesi. I soliti maligni vociferano come il ratto sia stato organizzato per eliminare testimoni scomodi ora che riprenderà l’ennesima sanguinosissima offensiva della Nato proprio nella regione nella quale opera l’ospedale di Emergency dove operano i tre nostri connazionali sequestrati. Ma meglio non dar retta a queste voci e concentrarsi sulla versione ufficiale dalla quale apprendiamo come, invece del filo di sutura e delle protesi, medici, infermieri e tecnici, conservavano gelosamente bombe a mano e munizioni. Proprio nella regione a più stretto controllo dei talebani, dove le armi si trovano anche nei mercatini rionali, il complotto dei complotti ordito dai pericolosi terroristi di Emergency avrebbe avuto origine da questo imponente deposito d’armi detenuto nell’ospedale. Nessuno è stato sfiorato dall’idea che, un po’ come avviene nelle stazioni di provincia dei carabinieri quando fermano un ragazzino con uno spinello, le armi possano essere arrivate lì proprio col proposito di incolpare Emergency e di intimidire pesantemente ogni possibile testimone.

Ma al di là di queste speculazioni sulle quali comunque andrebbe la pena confrontarsi, sarebbe stato bello che il Comune di Collepasso si fermasse un attimo a riflettere sui veri operatori di pace. Su coloro che sono veramente “dalla parte degli ultimi” come in qualche testo sacro è scritto. Avrebbe avuto ancora più senso anche dopo la liberazione dei tre ostaggi. Perché l’opera di Emergency non conosce pause in tutti i teatri di guerra. Sarebbe stato bello devolvere anche simbolicamente il gettone di presenza dei consiglieri all’organizzazione fondata da Gino Strada.

Fossi stato ancora in Consiglio Comunale non so se avrei proposto la discussione di un ordine del giorno sulla vicenda (il gettone avrei chiesto di devolverlo comunque e, magari, si sarebbero potute inventare anche altre iniziative): non ho mai creduto nell’efficacia e nell’utilità di questo strumento, salvo alcuni particolari casi. Ma da coloro che hanno inteso esprimersi persino sugli effetti storici e sociali della caduta del Muro, con un dibattito che definire populista, qualunquista e nichilista è dire poco, una sensibilità maggiore sarebbe stata auspicabile. Anche da parte di chi una volta si ispirava alle idee della sinistra. Della pace. Dalla parte dei più deboli. Delle vittime della guerra. Valori che sarebbero anche cristiani. Ma si sa: ogni buon cristiano non deve leggere né la Bibbia né il Vangelo.

C’è ancora qualche ora di tempo e confidiamo nella sensibilità di qualche lettore. Non rivendicheremo nessun merito qualora qualche consigliere comunale mosso da queste considerazioni intendesse promuovere qualche iniziativa a favore di Emergency. Non è davvero questo lo scopo di queste parole.

In fede, Francesco Ria

Milano, 20/4/2010

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *