Inarrestabile il declino italiano?

 

gli schiavi

Inarrestabile il declino italiano?

I risultati elettorali europei, dove il Salvini fa il pieno di voti anche nel Salento, mi fa tornare in mente il Salvini che ci definiva “brutti sporchi e cattivi, fino a qualche anno fa tanto ci amava. Altra immagine che mi torna nella mente, è quella di Piazza Venezia in Roma, di 80 anni fa, in cui il terribile bandito internazionale Mussolini avvisava gli italiani che aveva dichiarato guerra alla Francia. La folla, ancora la vedo spellarsi le mani e urlando grande soddisfazione per quella tremenda decisione. E finche’ le bombe cadevano in testa ad altri popoli e nazioni, il consenso a quel regime dissennato aumentava, si consolidava. Fatta eccezione per quei pochi ma grandi uomini che avevano capito che l’Italia andava a sbattere, chi entrava in clandestinità e chi in esilio, le masse come al solito applaudivano. E applaudirono finchè le bombe cadevano in testa ad altri popoli su altre Nazioni. Ma quando le bombe degli alleati cominciarono a cadergli in testa a loro, di colpo, questo popolo bue diventò, di colpo, antifascista. Ieri il fascismo e il nazismo aveva come capro-espiatorio gli ebrei, oggi ne ha un altro, sono gli africani. E come ieri rispondono alla bisogna. “Quando un popolo dimentica gli errori del passato, inesorabilmente è destinato a ripeterli. Ancora una volta, il cervello lo hanno messo da parte e lasciano parlare la pancia e, di conseguenza, altri terribili prospettive si stagliano all’orizzonte dell’Italia e degli italiani. E’ così che inizia il nostro declino. Se dovessi dire perché scrivo queste cose, posso solo dire che è solo per testimoniare le mei idee. Non mi faccio illusioni, so, quasi per certo che, nelle migliori ipotesi mi faranno passare per una Cassandra fuori tempo e luogo, o giù di lì. E non mancherà neanche il solito opportunista pseudo-politico che mi paragonerà “al cowboy a Manhattan”, auguri insista pure, finche’ c’è in giro così tanto popolo bue, avrà anche tanto successo anche se effimero. E, per evitare false interpretazioni mi corre l’obbligo di aggiungere che non sto sponsorizzando il PD e affini, no, sono proprio loro con la loro dissennata politica che hanno prodotto questo mostro Salvini. No, io ho sempre votato e sempre voterò per la falce e martello, siamo pochi? Si, lo so, erano pochissimi anche nel famigerato vent’ennio. Poi, evidentemente, ebbero ragione da vendere e diventarono tantissimi. Il problema di domani è tenere lontani gli opportunisti sopra citati.

Il declino dell’Italia:

con un debito mostruoso, con una evasione fiscale di cento miliardi di euro annui, con sessanta miliardi di mazzette annue a mafie più o meno organizzate, con una burocrazia che opprime, lavoratori pubblici che invece di lavorare vanno dove li porta il cuore, altri invalidi che, sono tanti, ma che tali non sono e chissà quanti invece di denigrare questi opportunisti stanno pensando invece di capire come si fa per far fessi il prossimo. Ora emerge che persino nel CSM, cioè la magistratura, non riesce a restare fuori dagli sporchi giochi. E, dulcis in fund, osserviamo una strana divergenza politica tra la Cina, sedicente comunista e gli americani. La Cina sedicente comunista è per la globalizzazione ad oltranza, mentre gli american da sempre globalizzanti, ora son diventati nazionalisti e anti globalizzazione. Insomma il mondo continua ad andare sottosopra e, tutte le cognizioni che avevamo acquisito per l’intera vita, sta andando a farsi fottere. Comunque, con tutte queste condizioni, dove pensano questi reazionari di portare l’Italia? L’Italia è destinata ad andare a sbattere ancora una volta. E non solo per una classe politica dissennata, ma anche per un popolo bue che crede di poter fare il furbo e campare sulle spalle del suo prossimo. E, dulcis in fund, tutto questo, senza l’Europa, Senza euro? Ma mi facciano il piacere, diceva TOTO’.

SI PERO’ IL NOSTRO PROBLEMA SONO GLI AFRICANI!!!

Già gli africani, a questa gente che ha votato Salvini che avrebbe bloccato gli africani, ci sarebbe tanto da ridere se non fosse che questo problema solleva tante barbarie commesse da noi europei nei confronti degli africani. consiglierei di leggersi qualche buon libro che parla della tratta degli schiavi e di 400 anni di colonialismo e, ancora oggi, con il cosiddetto neo colonialismo non abbiamo ancora finito di stravolgerli. Vedi la Francia in Libia, vedi gli americani in Afganistan, in Irak, in Siria e, in africa, su decine di paesi africani c’è ancora la mano dei francesi. Però, sempre per motivi umanitari dicono di essere intervenuti, si, per esportare lì la nostra democrazia che non riusciamo a farla funzionare neanche qui da noi. In realtà ecco cosa pensano degli altri popoli i nostri democratici rappresentanti. Ritornando alle baggianate amministrative dei due soci, poche parole per i Grillini di Di Maio: questi, dopo la stangata delle elezioni europee, tutto ciò che era impossibile prima è diventato fattibile poi. Come diceva Andreotti: “meglio tirare a campare che tirare le cuoia”.

Infine, a tutti coloro che hanno votato per Salvini al fine di fermare gli africani consiglio di leggere e rileggere l’articolo di Alessandro Gilioli, qui sotto, è molto significativo al fine di farsi un’idea di quante barbarie, i nostri avi hanno saputo e voluto infliggere a quel continente africano.

Infine: non va dimenticato che dai tempi degli ebrei che Mosè riuscì a far espatriare dall’Egitto fino ai nostri giorni, migliaia di volte l’emigrazione è sempre stata presente e nessuno, dico nessuno è mai riuscito a fermare. Inoltre, in Africa oltre alle guerre che lì portiamo e, se non interveniamo direttamente, facciamo affari con le armi. Inoltre l’inquinamento di cui l’occidente capitalista è responsabile, anche questo ha avuto degli effetti disastrosi. Comunque leggete, leggete l’articolo di Alessandro Gilioli qui sotto e capirete quanto cinismo c’è in ognuno di noi.

F.to pagliatano

Collepasso 15/6/2019

 

CARISSIMI AFRICANI , COME VA?    ADESSO NOI EUROPEI   VI   RACCONTIAMO LA VERITA’

             DI ALESSANDRO GILIOLI

Carissimi africani , come va? Qui è l’Europa che vi parla! Da Bruxelles, avete presente?

Pensate che proprio da qui, giusto un secolo e mezzo fa, ci si divertiva a farvi lavorare gratis nelle piantagioni e nelle miniere per la maggior ricchezza di re Leopoldo; però dai, ragazzi, noi ci si conosceva già da parecchio prima: quando tutti insieme – inglesi, olandesi, portoghesi, spagnoli etc – abbiamo messo in catene 12 milioni di voi per venderli in America, e anche lì è stato un bel business. D’accordo, un paio di milioni ci sono rimasti durante la navigazione, ma pazienza: su quel lucrosissimo commercio triangolare abbiamo costruito la nostra rivoluzione industriale, quella che voi non avete avuto.

Poi però, portarvi di là in catene non ci bastava più e allora abbiamo pensato di prendere direttamente le vostre terre, perché abbiamo scoperto che erano piene di roba che ci poteva essere utile. I francesi hanno iniziato dal nord e gli inglesi da sud, un po’ di stragi a schioppettate ed è diventato tutto roba nostra.  Anche i belgi, si diceva, si sono dati da fare; pensate che a un certo punto il loro impero era composto al 98 per cento di terre africane. Poi si sono mossi i tedeschi, infine gli italiani, insomma dopo un po’ non c’era più un fazzoletto di continente che fosse vostro; che ridere.

A proposito degli italiani, come sempre sono arrivati ultimi, però si sono rifatti con il record di prima nazione al mondo che ha usato i gas sui civili; a un certo punto donne e bambini si ritrovavano dentro una nuvola di iprite e morivano a migliaia tra orrendi spasmi. «Mica vorranno che gli buttiamo giù confetti», disse il generale De Bono: che simpatico burlone. Il bello è che chi si trovava nei dintorni moriva anche una settimana dopo, il corpo pieno di devastanti piaghe, per aver bevuto l’acqua dei laghi piena di veleno: che fresconi che siete stati a non accorgervene.

Finito il colonialismo – ormai vi avevamo rubato quasi tutto, dai diamanti alle antiche pergamene amhare – non è che ci andasse proprio di levare le tende e allora abbiamo continuato a controllare la vostra politica e la vostra economia, riempiendo d’armi i dittatori che ci facevano contratti favorevoli, quindi comprando a un cazzo e un barattolo quello che ci serviva in Europa, devastando i vostri territori e imponendo le nostre multinazionali per quello che abbiamo deciso dovesse essere il vostro sviluppo. Voi creduloni ci siete cascati ancora e ci siamo divertiti così per un altro secolo.

Se poi un dittatore si montava un po’ la testa e pensava di fare da solo, niente di grave: lo cambiavamo con un altro, dopo aver bombardato un po’ di città e aver rifornito di cannoni le milizie che ci stavano simpatiche per massacrare quelle che ci stavano antipatiche. Del resto, da qualche parte le mitragliatrici o i carri-armati che produciamo li dobbiamo pure piazzare: qui in Europa siamo in pace da settanta anni e mica possiamo rinunciare a un settore così florido.

Negli ultimi venti-trenta anni poi abbiamo creato un modello nuovo che si chiama iper-consumismo e globalizzazione, allora abbiamo scoperto che l’Africa era perfetta per comprarsi tutto quello che noi non volevamo più, perché noi dovevamo possedere roba nuova e con più funzioni, così abbiamo trasformato il porto di Lomé in un immenso centro di svendita dei nostri vecchi telefonini e delle nostre vecchie tivù, tanto voi sciocchini vi comprate tutto pur di cercare di essere come noi.

Già che c’eravamo, abbiamo usato i vostri Paesi come discarica dei nostri prodotti elettronici ormai inutilizzabili, quelli che nemmeno voi potevate usare. Pensate che curiosa, la vita di un nostro acrocco digitale: inizia grazie al coltan per cui vi ammazzate nelle vostre miniere e finisce bruciando tra gas cancerogeni nelle vostre discariche; in mezzo ci siamo noi che intanto ci siamo divertiti o magari abbiamo scritto post come questo.

Insomma, ragazzi, siete nella merda fino al collo e ci siete da tre-quattrocento anni, ma a noi di avere avuto qualche ruolo in questa merda non importa proprio niente, non abbiamo voglia di pensarci e abbiamo altro da fare.

Negli ultimi tempi poi, con questa storia dei televisori, dei computer e delle parabole satellitari, purtroppo siete cascati in un altro increscioso equivoco, e cioè vi siete messi in testa che qui in Europa si sta meglio: ma come fa a venirvi in mente che vivere in una casa con l’acqua corrente e l’elettricità sia meglio di stare in mezzo al fango e tra quattro pareti di lamiera ondulata? Bah, che strani che siete. Anche questa cosa, che avere un ospedale è meglio che morire di parto, o che uscire di casa a prendere un autobus sia meglio che uscire di casa e prendere una mina, o che mangiare tre volte al giorno sia meglio che morire di dissenteria per malnutrizione…, che noia, mamma mia.

Così alcuni di voi, di solito i più sfigati, hanno iniziato a lasciare la baracca e le bombe per attraversare prima il deserto poi il mare e venire qui a rompere i coglioni a noi.

D’accordo, quelli che lo fanno alla fine sono poche decine di migliaia rispetto a oltre un miliardo di voi, perché non a tutti piace l’idea di morire nella sabbia o in acqua, e gli emigranti sono pochini anche rispetto a noi, che siamo mezzo miliardo; ma insomma, ve lo dobbiamo dire: ci stanno sui coglioni lo stesso e quindi non li vogliamo, perciò abbiamo deciso che devono tornare nel buco di culo di posto da cui vengono, anche se lì c’è la guerra, la fame, la malaria e tutto il resto di quelle cose lì. Tanto più che quelli che vengono qui mica stanno sempre bene, alcuni hanno pure la scabbia, e a noi non è che ci interessa perché hanno la scabbia, ci interessa che non vengano qui, è chiaro?

Concludendo, con tutta l’amicizia e senza nessun razzismo – ci mancherebbe, noi non siamo razzisti – dovreste gentilmente stare fuori dalle palle e vivere tutta la vita nell’ inferno che vi abbiamo creato. E se fate i bravi, un lavoro in un cantiere di Addis o in una miniera di Mbomou per due dollari al giorno potete anche trovarlo, con un po’ di culo, purché naturalmente a quella cifra lavoriate dieci ore dal lunedì al sabato a chiamata giornaliera, e non diciate troppo in giro quanta gente ci schiatta ogni giorno.

Se poi trasportate sacchi anche la domenica full time vi diamo qualcosa di più, così magari tra un po’ potete comprarvi un altro nostro televisore di scarto; però – mi raccomando – da usare lì, nella baracca piena di merda di capra in cui vivete. Contenti?  F.to  Alessandro Gilioli  

 

 

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