IN GUERRA LA PRIMA A MORIRE È LA VERITÁ (Eschilo)

 

IN GUERRA LA PRIMA A MORIRE È LA VERITÁ (Eschilo)

Da sempre le guerre sono state operazioni di conquiste, assoggettare popoli, rapinarli, sottometterli, e per secoli è stata la religione cristiana a fornire loro l’alibi. Ora il cristianesimo vive comodamente di rendita acquisita nei secoli precedenti ed ha abbandonato la prima linea. Dalla rivoluzione francese (1789), dopo tanti alti e bassi, si è imposta un’altra “religione laica”, la democrazia. In nome di questa nuova “religione”, si è di nuovo ripartiti per le nuove conquiste sotto un’altra foglia di fico. E l’obiettivo non è più assoggettare i popoli, ma farsi consegnare le risorse della loro terra. Le risorse, di cui la nuova “religione” ha tanto bisogno, si chiamano materie prime, fonti energetiche.

                Dall’Irak all’Afganistan passando per la Libia, ora in Mali. Se in Irak, Libia e Afganistan era il petrolio, in Mali c’è un’enorme ricchezza di oro, bauxite, uranio, manganese, ferro, diamanti e fosfati, petrolio, gas. Tutti materiali, questi, di cui “l’occidente democratico” ha bisogno di ingozzarsi, e le masse, sedicenti democratiche, non rinunciano alla loro dose di iper-consumismo. Quindi, come recita la definizione sulla foto, si tratta di MALIntenzionati, altro che principi di democrazia. Su tutto questo spicca l’assurdità della loro strategia. Si attacca l’Irk togliendo di mezzo un dittatore laico e, al suo posto, come mosche attirate dal miele, arrivano in massa gli estremisti islamici; in Afganistan ripropongono lo stesso film: risorse buttate nel nulla in una guerra che non potranno mai vincere. In Libia c’era un dittatore laico, anche questo teneva sotto controllo i fanatismi religiosi, ma alla Francia non tornavano i conti col petrolio, e in barba agli interessi italiani distrugge un’altra Nazione, finita ora sotto controllo degli estremisti, e scalza gli interessi dell’Italia, alla faccia del “siamo tutti europei”. Dalla Libia, armi e petrodollari finiscono nelle mani dei soliti estremisti islamici. E come se fosse poco, cominciano a imporre, anche nel Mali, il loro dominio. Sì, vi diranno che son lì per imporre la sharia, e i poveri in spirito se la bevono!

                Quindi, se qualcuno pensa che i “nemici” odierni dell’occidente, i musulmani, lottano veramente per Allah e il suo Profeta, o peggio ancora per quanto recita il Corano, racimola un’altra cantonata. Anche questi hanno da tempo imparato che prima del Corano viene il business. Certo, poi si sa, dato che “i poveri in spirito” pullulano in tutte le religioni, il gioco per scaraventare questi contro i nemici da uccidere o farsi uccidere in nome di Allah, risulta facile per i farabutti che gestiscono questo gioco. Loro utilizzano il Corano e definiscono infedeli gli occidentali; noi definiamo terroristi i nostri nemici musulmani, mentre le cupole degli uni e degli altri pensano al business da realizzare.

       Chiunque riesce a vivere con gli occhi aperti la realtà che lo circonda, chiunque non è nei fatti un “povero in spirito”, non è disposto a lasciarsi abbindolare dalle chiacchiere di regime; di conseguenza si è accorto di che tipo di gioco si cela dietro le loro “guerre umanitarie”. Ecco quindi spiegato perché, mentre tutto in Italia va a pezzi, scuola, ospedali, lavoro, non può questo sistema demenziale rinunciare ai F35. Spesa, questa, di miliardi di euro che avrebbero potuto risolvere tanti di quei problemi che assillano le masse. Ma la cosa più rivoltante è che questa cupola di vermi che gestisce il grande business mondiale, si racconta come dei benefattori dell’umanità. In quanto alla politica, beh, questo è un altro pernicioso racconto che farò presto, ora accenno solo al fatto che si è lasciata ingoiare volentieri dalla globalizzazione dei mercati, sbandierando, a mo’ di giustificazione “i tempi son cambiati”; e fu “il pensiero unico”.

C’è chi pensa e sostiene che è necessario fermare la crescita per poter continuare a vivere sulla Terra. L’ozono, la deforestazione, l’inquinamento, la frenesia del consumo non ci permetterà di vivere a lungo su questo nostro Pianeta. Ma finchè questa cupola di affaristi globali la farà da padroni, non c’è speranza per un mondo migliore. Le generazioni future avranno molto da fare per districarsi da questo tremendo problema. Tanti auguri alle future generazioni affinchè riescano a invertire questa demenziale tendenza all’autodistruzione. 

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 26/1/2013

 

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