l’ITALICO TRASFORMISMO

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l’ ITALICO TRASFORMISMO

(C’è bisogno di riforme e stanno realizzando delle controriforme)

Questa tendenza è un vezzo che ha origini molto antiche, quanto meno nella nostra italica cucina politica e, col tempo, si è sempre più consolidata, a volte persino giustificata con argomenti pseudo politici. In realtà, chi per garantirsi carriere chi per pura e/o semplice bramosia di denaro ha cambiato sponda salendo sul carro del vincitore. Vincitore, quasi sempre, uomo della provvidenza, a volte sedicente persino divino, in realtà un autentico meschino.

La storia del trasformismo italiano risale già al 1876 con il governo Depretis. In un discorso solenne nel 1882, sostenne, il Depretis, che la distinzione tra destra e sinistra aveva perso di significato e invitò sia la desta che la sinistra a dirsi progressisti e stare insieme appassionatamente. E ci riuscì, e tutti salirono sul carro del vincitore. Da allora in avanti questo genere di operazioni s’intensificarono e sempre più, con argomenti sofisticati, cercarono di dare dignità alle loro squallide ambizioni. Venne la volta di Crispi e dei suoi che, da democratici mazziniani diventarono zelanti monarchici conservatori; seguì, nel primo dopoguerra, in presenza di un intero sistema che franava, liberali, popolari e persino una parte di socialisti salì sul carro di Mussolini; arrivò anche, dopo la fine della seconda guerra mondiale, il socialista Nenni che, con i suoi alleati comunisti ruppe e passò all’alleanza con i democristiani; breve, isterica e dannosa parentesi craxiana, infine arrivò il tempo della seconda repubblica così ex democristiani, ex soalisti, ex craxiani, ex liberali, tutti all’unisono salirono sul carro del nuovo vincitore, il carro berlusconiano.

Ci risiamo, questa volta, nel nostro 2014, il nuovo uomo della provvidenza si chiama Renzi ed ha trasformato il PD in PDR, cioè, è riuscito ad appiattire tutto o quasi il PD al suo ritmo, alla sua ambizione, alla sua visione, anche questo, con la solita sputtanata storia del mondo che cambia sostiene con convinzione e fa proseliti sul fatto che non c’è più né destra né sinistra che tenga, ma è solo questione del “FARE”. Come se non aspettassero altro, in tanti si sono accalcati nel salire sul nuovo carro. In realtà si tratta della solita giaculatoria del liberalismo sfrenato, delle esigenze della globalizzazione dei mercati. E per dimostrare che non sta scherzando, il nuovo uomo della provvidenza ha aperto un rapporto particolare addirittura con il pregiudicato Berlusconi. Manco a dirlo, da destra e da sinistra si son fatti in quattro per trovare gli argomenti più o meno sputtanati del superamento delle loro posizioni politiche fin lì sostenute. Da SEL di Vendola ai grillini di Grillo-Casaleggio, dal NCD di Alfano a FI di Berlusconi, tutti uniti a cantare le lodo del vincitore e del nuovo ventennio, questa volta tutto renziano, il quale parte come al solito con tutte le buone intenzioni e tra vent’anni saremo dietro a contare i danni che ha causato questo ulteriore ventennio che è già iniziato.

Chi non se n’è accorto ancora che Renzi è un prodotto berlusconiano? O, quanto meno, sta ricalcando le sue orme, fatta eccezione per quelle giudiziarie, ovviamente, per adesso! Fare l’elenco delle cose che hanno in comune sarebbe troppo lungo. Ora il partito

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democratico è, di fatto, diventato il PD di Renzi, tutto personalizzato. Gli ottimisti saliti sul carro di Renzi se ne accorgeranno presto! Vedremo, ma soprattutto vedremo che fine farà il PD. Renzi è nato e, di fatto si è imposto, come l’uomo antipartito, il denigratore dei partiti, il rottamatore, cogliendo e sfruttando così una tendenza popolare molto diffusa. Insomma ha cavalcato la tigre! La mia modesta opinione che scaturisce da letture della storia patria, mi dice che una democrazia senza i partiti di fatto è solo un simulacro della stessa. Tant’è che sulle riforme sta seguendo una strada che porta dritto verso, se non ad un completo annullamento della democrazia, quanto meno ad un suo ridimensionamento. Riflettere e cerca di capire l’andazzo se vi riesce. Inoltre, quello zombie di Berlusconi lo ha rimesso in pista politica, c’è di che augurarsi che con il prossimo appuntamento in aula giudiziaria finisca definitivamente sotto terra, politicamente s’intende! Ma guarda caso, sta già chiedendo la grazia per le sue disgrazie giudiziarie. A questo, alla fine, provvederà il regista di questo andazzo, il “Re Giorgio”? Chi vivrà vedrà!

Pagliatano

Collepasso, 10/7/2014

 

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