IL ROTTAMATORE DEI DIRITTI DEI LAVORATORI.

 

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IL ROTTAMATORE  DEI DIRITTI DEI LAVORATORI.

L’utile idiota al servizio dei pescecani.

Il Mister Quarantapercento, si conferma come esecutore convinto di ordini altrui, sbadiglia durante gli incontri con le autorità istituzionali straniere, gioca con il telefono, twitta e si fa i selfie”.

Però non è un imbecille, sa molto bene quello che fa. È, di fatto, un infiltrato all’interno di quel partito che una volta rappresentava e ben difendeva i diritti dei lavoratori. Moltissimi eletti di quel partito che durante le elezioni hanno sempre giurato di voler realizzare leggi a vantaggio dei lavoratori, sono, di fatto, saliti sul carro del  vincitore di turno. Così quel partito è ormai perso alla causa del lavoro, di fatto è chiaramente e inesorabilmente schierato con Confindustria e con la finanza internazionale nonché decisamente con i signori di questa disgustosa Europa dei capitali. Ma già tanto tempo fa uno che aveva capito tanto della politica aveva affermato: “per realizzare politiche di destra, è necessario un governo di sinistra”. Così affermò un certo Agnelli tanto tempo fa, mentre ora è evidente che, di fatto, era necessario prendere un partito di centro-sinistra e infiltrarlo di elementi di centro destra; così è stato e la nuova legge sul lavoro, con la soppressione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, di fatto è una loro pietra miliare di questa loro strategia dissennata, disumana.

Però, per poter realizzare gli sporchi interessi di questi pescecani, è necessario, a loro giudizio, che la democrazia sia ridotta nel paese a puro simulacro. A questo e non ad altro sono legate sia l’abolizione del Senato, sia i capolista bloccati, lo smantellamento delle Province ecc.. Così il gioco della destra è fatto e quindi ridotto, come è per loro necessario, la democrazia nel paese a puro simulacro. D’ora in avanti le lotte sindacali, le contestazioni, non conteranno più nulla e un governo così blindato può avanzare nella sua sporca strategia come un carro armato contro un popolo disarmato.

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In Grecia gli elettori invece hanno saputo sbugiardare e ridurre al lumicino quel partito sedicente socialista che aveva accettato le imposizioni della troika dando vita ad un altro partito di sinistra radicale, questo significa l’acronimo Syriza di Alexis, esattamente sinistra radicale. In Italia invece: il nostro elettorato pensando di votare ancora a sinistra continua a votare per il PDR di Renzi. Che è un po’ come scopare una vecchia baldracca pensando a come era bella, buona e onesta tanti anni fa. Penso, purtroppo, che in Italia non saremo capaci di dare una risposta uguale alla troyka come hanno saputo fare i greci. Questo governo liberale di Renzi cercherà solo di utilizzare le richieste dei greci per racimolare qualche briciola per sopravvivere a questa crisi. C’è di che augurarsi, comunque, che la sinistra radicale italiana sappia scrollarsi di dosso le varie sigle di cui va tanto orgogliosa e soprattutto sappiano fare un passo indietro tutti quei leader i quali pensano di poter fare i generali senza truppe, e riescano una buona volta a realizzare una unione che parta dal basso coinvolgendo quindi tutti coloro che hanno interesse a percorrere una strada diversa.

Pagliatano

Collepasso, 27/1/2015

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Ma ecco una buona analisi di Pierfranco Pellizzetti che inserisco a conferma di quanto ho sostenuto con il mio intervento sopra esposto.

PIERFRANCO PELLIZZETTI – 20 gennaio, nascita del partito Forza Matteo

 

Segnatevela sul calendario la data del 20 gennaio, giorno natale di “Forza Renzi”: il nuovo partito fondato a seguito del secondo summit tra Superbone e l’ex Cavaliere, a conferma degli accordi stipulati nel precedente patto “Nazareno”; sotto l’impeccabile regia manageriale di Denis Verdini e con una stella polare/programmatica di rara luminosità, quale la roadmap made in Arezzo tracciata da Licio Gelli.

Sotto il profilo strutturale l’operazione consiste nell’accorpamento di parte dell’elettorato di PD e Forza Italia (con l’incognita di perdere qualcosa a sinistra, mentre i berluscones non chiedono di meglio di un leader più giovane a tutelare i loro privilegi, più o meno legittimi), coniugato con il mixaggio tra pezzi dei due gruppi dirigenti. Per cui fa un po’ ridere l’odierna indignazione di Massimo d’Alema, visto che una non troppo dissimile operazione l’avrebbe voluta promuovere proprio lui, al tempo dell’invereconda Bicamerale. Quando fu giocato dall’allora meno logoro e affardellato Berlusconi.

Se si ricerca un’immediata conferma proveniente dalla periferia del nuovo corso rifondativo, valga la conferenza stampa di Raffaella Paita in contemporanea all’incontro tra i due Padri Fondatori della Terza Repubblica. Infatti, probabilmente istruita da una mente politica un po’ più attrezzata, la Giuditta burlandiana con ancora in mano la testa mozzata di Cofferati-Oloferne (e già immortalata su tavola da una singolare premonizione caravaggesca) ha fornito l’interpretazione autentica dell’accaduto in terra di Liguria: la sua vittoria ha sventato una congiura anti-renziana. Tesi per certi versi con qualche barlume di verità, almeno per la parte che riguarda l’aggregazione elettorale vittoriosa della ciclonica (rock?) giovanotta: più ancora degli extracomunitari sviliti dal cinismo del nuovo che avanza a truppe cammellate (con l’irrisione di presentare la sordida manovra di compravendita alla stregua di un processo di integrazione democratica) – come ormai sta evidenziandosi con grande chiarezza (e qualche ammissione decisiva) – il successo è stato determinato dalla conversione sulla candidata delle filiere berluscones. Insomma, l’effetto di quel patto del Nazareno al basilico stipulato alla fine del 2014; nel pubblico convegno di Albisola Superiore durante il quale Franco Orsi, già senatore di Forza Italia e ora sindaco in quota scajoliana della cittadina, ha incoronato Paita come candidato ufficiale della propria parte.

Ulteriore simmetria tra le dimensioni nazionale e territoriale, investite dalla comune operazione renziana post-Nazareno, è l’apertura di immense praterie per la rinascita leghista. Cioè quel partito precipitato nel buco nero delle lauree albanesi, dei diamanti comprati con pubblico denaro e ruberie varie, rilanciato da uno scafato (e niente più) Matteo Salvini mettendo a frutto lo smarrimento della pubblica opinione indignata; che si era illusa sulle capacità risanatrici del rottamatore per finta Renzi, si era bevuta le operazioni, all’insegna del voto di scambio mascherato, della paghetta ottanta euro. Insospettata resurrezione proprio perché la natura aborre il vuoto anche in politica. Ossia i pigolii di innocui personaggi graziosi tipo Civati o grigiamente burocratici alla Fassina, comunque travolti dai furori barbarici di Renzi; la certificata inconsistenza della sinistra rossoantico, scialuppa di salvataggio di reduci da mille naufragi (delle cui sorti biografiche possiamo abbondantemente infischiarcene); dell’inconcludenza compiaciuta del Cinquestelle, paghi di fare opposizione dura e pura a futura memoria.

Sempre per quanto riguarda le simmetrie, mentre Paita continua nell’opera di imbarco di pezzi di establishment per tagliare il traguardo e soddisfare l’ansia da carriera, mentre a sinistra si vorrebbe utilizzare il sarcofago del martire Cofferati per conquistare uno o due posti in Consiglio regionale e relative prebende, mentre il M5S costruisce una lista a non vincere (e favorire OGGETTIVAMENTE il burlandismo, per poi aver mano libera nel denunciarlo), in Liguria cresce la candidatura leghista: quell’Edoardo Rixi appena incoronato da Salvini futuro governatore (che, non a caso, marca ostentatamente le distanze anche dai notabili di Forza Italia).

Pierfranco Pellizzetti

(23 gennaio 2015)

*****

Aggiungo una simpatica composizione“poetica” di Carlo Cornaglia.

CARLO CORNAGLIA – Ora e sempre Nazareno!

 

Aveva detto il fanfaron toscano

quando ha firmato il patto al Nazareno

con quel filibustiere del caimano

più o men così: “Italianostaisereno,

val solo per la legge elettorale

ed il Senato delle autonomie,

riforme per le qual sembra essenziale

riunire tutte le furfanterie”.

Da quel momento diavolo e acqua santa

han sviluppato i loro accordi loschi,

di là Verdini che le leggi schianta,

di qua la pavoncella Monna Boschi.

La legge elettorale sta nascendo,

pare un Porcellum dall’ecografia,

ma è travestita da maial stupendo

che un giorno finirà in salumeria

dalla Consulta fatto cotechini.

Sarà il Senato nuovo un’adunata

di cento nominati burattini,

incostituzionale maialata.

Il Nazareno è un pozzo senza fondo,

dopo uno schifo un altro ne vien fuori

di quello precedente ancor più immondo.

Ferma la legge contro i corruttori,

si stoppa quella sulla prescrizione.

Renzi, chirurgo plastico, darà

con la manina al Cavalier birbone

una parvenza di verginità,

ritornerà in politica il messere,

adamantino come l’uomo nero,

in Forza Italia reclutando schiere

di verginelle dal passato austero.

Escon dal Nazareno gli evasori

fra canti, balli, ole e acclamazioni,

continueranno ad ammassar tesori

alla faccia dei poveri coglioni.

Le ciance sul conflitto di interessi

e sullo schifo del falso in bilancio

han con il Nazareno fatto fessi

i tanti illusi ed hanno perso slancio.

L’articolo diciotto è sistemato,

il povero caimano per vent’anni

in tutte le maniere ci ha provato:

bastava un baby, vecchio barbagianni!

Ma Pittibimbo non ha ancor finito

di cedere ai voleri del caimano:

sul Colle non c’è più cul di granito,

ci vuol l’erede di Napolitano.

Col Nazareno al Colle salirà,

col beneplacito del Cavaliere,

un burattin che sempre “Si!” dirà

a chi sul trono lo farà sedere.

A questo punto Renzi abbandonato

da chi lo aveva scelto speranzoso,

rimarrà dai suoi servi circondato,

ma con un gruppo meno numeroso.

Matteo farà una nuova maggioranza

dicendo a Silvio: “Alzati e cammina!”,

del bunga bunga tornerà l’usanza

e Monna Boschi si farà Olgettina.

Carlo Cornaglia

(26 gennaio 2015)

 

 

  1. No, Gaetano, non sono d’accordo.
    Non scopa una vecchia baldracca pensando a quanto era bella da giovane.
    La sinistra è democrazia: non invecchia!
    Purtroppo lui si diverte a scopare con un’avvenente donna di rara bellezza che ha ucciso e sente ancora calda!

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  2. Gaetano, tu conosci benissimo quel detto esilarante, in base al quale si narrava che voi comunisti vi mangiavate i bambini…Bene, è successo il contrario: il bambino (Renzi) ha mangiato i comunisti !

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  3. Purtroppo dall’altra parte dello schieramento non esiste nessuna alternativa credibile nemmeno a cercarla col lanternino. Eppure appare scontato che dopo il 31 maggio la questione tornerà di attualità sia perché l’italicum di Renzi la rende ineludibile se si vuole almeno provare a battere il PD ( per fare in modo, che anche in Italia ci sia una politica dell’alternanza come nelle altre nazioni dell’Unione Europea) , sia perché lo stato comatoso del centrodestra nel suo complesso risulterà ancor più evidente dal risultato delle elezioni regionali, dove in più di una regione è diviso in due schieramenti, così come in Puglia . Possibile che il fallimento del Popolo delle Libertà e lo scioglimento di Alleanza Nazionale non abbiano insegnato che il tema delle regole interne( dove oggi sta cadendo Renzi all’interno del suo partito) è certamente essenziale, ma che è addirittura vitale la elaborazione di una proposta di governo credibile, aliena da populismi e damagogia? Ciò significa unità di intenti e di linguaggio su tante questioni, dal rapporto con l’Unione Europea alle politiche nazionali in materia di immigrazione, mercato del lavoro, fisco e stato sociale, riforma della scuola….

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