IL RITORNO AL PASSATO REMOTO.

Paolo Ferrero,

segretario nazionale di Rifondazione Comunista, ha dichiarato:

«Lo spread parla del fallimento del governo Monti. Con ogni evidenza, il taglio delle pensioni, l’aumento della benzina, delle tasse, l’IMU, la manomissione dell’articolo 18 non hanno nulla a che vedere con l’abbassamento dello spread. Monti ha quindi raccontato frottole in tutti questi mesi. Parimenti lo spread ci dice che sono fallite le politiche europee e che gli speculatori hanno visto chiaramente la possibilità di far saltare per aria l’euro. È del tutto evidente che solo dando il potere alla BCE di comprare i titoli di stato è possibile fermare la speculazione. In altri termini le politiche sin qui fatte rappresentano inutili sacrifici e se non vengono cambiate l’euro tra 3 mesi non ci sarà più, così come l’Unione Europea». Aggiunge a proposito della vendita del patrimonio statale:”Altro che vendite del patrimonio dello Stato e cessione di proprietà pubbliche: Monti ha già fatto troppi danni, ha aggravato la crisi e sta demolendo i diritti dei lavoratori. Ai tedeschi se vuole può vendere casa sua, non la nostra! Vendere patrimonio immobiliare in tempo di crisi significa svendere. A quando l’ora della Banca d’Italia?”

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IL RITORNO AL PASSATO REMOTO.

Intanto: sfruttamento, precarietà, stipendi da fame e disoccupazione sono stati realizzati tutti a vantaggio dei soliti intoccabili, e come fosse poca cosa si apprestano a ridurre ulteriormente qualche scampolo di diritto sopravvissuto alla furia di questo Governo così detto tecnico. Un Governo sedicente tecnico che però sta realizzando politiche talmente antipopolari che mai nessun governo di destra era riuscito a far passare. Quindi, possiamo dire che Monti, il “salvatore della patria”, si è rivelato, di fatto, l’affossatore dei diritti, l’autentico becchino dello Stato sociale, l’utile idiota dell’ingordigia della finanza internazionale. E si può affermare senza paura di essere smentiti che: Ciò che non riuscì a realizzare il famigerato bunga bunga, lo ha realizzato il professor banca banca.

E LA DEMOCRAZIA?

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CHE FINE HA FATTO?

Lascio la parola volentieri ad un intellettuale del calibro di Luciano Canfora, il quale, concedendo un’intervista a Claudia Presicce sul Quotidiano di giovedì 14/6/2012, così si è espresso: “È finita un’epoca, siamo entrati in una fase in cui il meccanismo democratico formatosi tra ‘800 e 900 è finito, soprattutto per il venir meno della sovranità nazionale che è stata ceduta in parte ad entità sovrannazionali <…> Questo significa che la democrazia nel senso di sovranità popolare è finita, non esiste più, viene esercitata su àmbiti molto più delimitati e modesti del passato, visto che riceviamo ordini sulle nostre pensioni e sui salari da un governo che non è il nostro, anzi il nostro esegue soltanto ordini altrui. <…> Io direi che una nuova forma di oligarchia su scala planetaria, in cui le oligarchie che hanno sempre contato molto a questo punto hanno deciso di prendere direttamente in mano il potere.”

Canfora ci ha appena detto che la democrazia non è più compatibile con la finanza internazionale. Questo potere-mostro invisibile ha surrogato a sé tutte le competenze della democrazia formale fin qui conosciuta ed esercitate con tutti i suoi limiti. La SIM, (acronimo di “Stato Imperialista delle Multinazionali”), già individuato negli anni settanta, ha vinto su tutti i fronti. Finchè ha retto quel sistema alternativo al capitalismo, definito “Socialismo Reale”, per altri “Capitalismo di Stato”, il sistema capitalista mondiale ha dovuto accontentarsi di parte del pianeta, ma il giorno in cui cadde il “Muro di Berlino”, stapparono lo spumante nella consapevolezza che non avevano più avversari, non avevano più freni, ora il mondo era tutto loro, e così è stato. Oggi possono dire e pretendere, senza vergogna, anzi con arroganza, come ha fatto Cristine Lagarde, direttrice del FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE (gli affamapopoli): Ci sono cose da fare in fretta, i mercati pensano che la moneta europea cresca troppo lentamente“. La moneta che cresce troppo lentamente??? Capito? Mica il grano, o il mais, o i pomodori, o le patate…no no! la MONETA!!! Evidentemente dei cittadini europei questa signora non se può fregar di meno. Si preoccupa solo delle esigenze dei mercati, della finanza internazionale, è questa cosa qui che le sta a cuore, mica la sorte dei cittadini che non ce la fanno più a tirare avanti, se non sono fascisti questi cos’è allora il fascismo?.

Quindi, siamo entrati in un sistema di dittatura della finanza, o oligarchia come la definisce lo studioso Luciano Canfora, magari meno rumorosa del ventennio fascista, ma altrettanto devastante per gli onesti cittadini. Nonostante tutto ciò, da quanto emerge dalle ultime consultazioni elettorali pare che una buona parte degli elettori ha mangiato la foglia e comincia finalmente a togliergli quella fiducia a quella classe politica che fin qui ci ha trascinati. Certo però che non è con l’astensione del voto che si cambia una classe politica fellona, è necessario fare emergere una nuova classe politica che è lontana dagli schemi fin qui seguiti. È necessaria una nuova classe politica che ha nel suo DNA l’odio di classe e la volontà di voltare pagina affossando per sempre questo sistema capitalista che produce una valanga di egoismo per gli uni, i pochi, e povertà e fame per gli altri, le masse. L’obiettivo del sistema capitalista, in sintonia con la finanza internazionale, è quello di ridurre i diritti e le condizioni generali dei lavoratori in Europa, a quelli dei paesi del quarto mondo: “Iti faticare pe na poscia te fiche e bbiti stare citti”, firmato gli affamatroi dei popoli: BCE, FMI, SIM.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 15/6/2012

  1. Secondo me è tanto vero quando affermi che i guai per i lavoratori sono cominciati con la caduta del muro di Berlino. Ricordo anch’io in quel momento che tutti facevano a gara per elogiare quell’evento, anche coloro che da quell’evento ne avrebbero subito solo conseguenze negative. Con il muro in piedi i famelici capitalisti si comportavano con un po’ di giudizio in più, perchè avevano paura del rischio che anche in Italia poetesse affermarsi un regime politico senza i padroni e non sono mancate persino le stragi di stato nel tentativo di fermare questo loro rischio. Crollato quel muro con tutto ciò che comportava, non hanno avuto più paura di niente e si sono menati all’arrembaggio dei diritti conquistati dai lavoratori. in venti anni ci hanno riportato indietro di cento. Prima il capitalismo era sulle difensive, ora è all’attatto; prima facevano ilbello e brutto tempo su una parte del pianeta, ora è diventato tutto loro. con la globalizzazione dei mercati, della finanza, della manodopera non hanno più impedimenti. cercheranno di riportarci alle stesse condizioni del quarto mondo. se non riusciremo a fermarli, sarà molto dura la vita dei giovani e delle future generazioni. lotta dura quindi contro questo stato di cose, se non ora quando?

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  2. In questo tempo di crisi; morale, economica, politica, lavorativa e sociale, perchè non fermarsi un attimo e ragionare….I sistemi economico-politici, sono troppo elitari, sono materia da tecnici, da professori, da governanti europei, i quali maneggiano argomenti troppo astrusi, partorendo spesso leggi rigorose e austere; noi uomini del popolo, facciamo fatica a comprendere, a inquadrare. La grande economia e gli stati finanziari riguardano gli strati vincenti della società: il popolo, troppo spesso subisce passivamente le decisioni di pochi spiriti eletti. E quando esso da origine a movimenti o gruppi di indignati, viene immediadamente circondato e marginalizzato dai benpensanti di turno. Inoltre, i partiti sono sempre più chiusi, autoreferenziali, egocentrici, non riescono più a coinvolgere la gente, a creare partecipazione ed entusiasmo. In questi giorni , assistiamo al ricorrente balletto, alla sceneggiatura sulla modifica della legge elettorale: si vuole gattopardescamente, cambiare tutto per non cambiare niente. Verosimilmente, sarà un qualche protetto e privilegiato sistema di nominati a candidarsi alle prossime elezioni politiche. Nell’Europa delle banche e della moneta unica, purtroppo dilaga un’emergenza senza precedenti. La crisi; bussa, lacera, erode, mortifica, allunga le sue zone d’ombra. Lavoratori precari non garantiti, disoccupati, fanno fatica a tirare avanti , di fatto sono tagliati fuori dal contesto sociale. Giovani e meno giovani, non possono, talvolta, soddisfare necesità e bisogni primari, vivono in questo teatro dell’incertezza e della instabilità, chiamato mondo, con il triste e pesante fardello della loro felicità insoddisfatta. Bisogna reagire. Anche magari in solitudine, si può sempre trovare lo spazio, il passo e il tempo per ingegnarsi, per una pacifica ribellione. Sapendo di essere soli, ma vivi. Effettivamente siamo ancora vivi, vitali. Anche dalla nostra condizione di umanità emarginata, possiamo emanare bagliori, lanciare contenuti, possiamo edificare la nostra casa. Anche quando per indigenza, non possiamo avere in abbondanza beni consumistici e materiali come una volta, c’è sempre una castello di richiezze immateriali da esplorare; stanza per stanza….

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