IL RICATTO DEL CONDANNATO:

Sopra vignetta di Altan, sotto le innumerevoli protesi del cavalier disarcionato.

IL RICATTO DEL CONDANNATO:

“O RICEVO LA GRAZIA O ROMPO TUTTO”

Questo produce l’ira funesta del caimano: “ O la grazia del Presidente della Repubblica, o metto sottosopra tutto“. Il “nostro” vuole essere graziato perchè si dice innocente e, condannato, solo per la meschinità e odio nei suoi confronti da giudici comunisti. Ma non credo che questa operazione se la possa permettere il Presidente Napolitano, certo, di strappi ne ha commessi tanti, ma a questo non penso che ci arriverà. Si sputtanerebbe a tempo indeterminato. Anche perché una grazia può essere concessa dal Presidente a certe condizioni: che non ci siano altri processi in corso contro l’interessato e lui ne ha tanti; deve dimostrare buona condotta e ravvedimento per il reato per cui è stato condannato. Invece lui sostiene che è innocente e che è colpa dei giudici comunisti, quindi di condizioni per la grazia neanche a parlarne.

Mentre milioni di lavoratori e giovani disoccupati sono a spasso e senza stipendio; mentre centinaia fabbriche chiudono per mancanza di prospettive; mentre sono sempre più numerosi i cittadini che si suicidono per la disperazione di non vedere alternative a questa crisi terribile, tutti i mezzi di informazione si sono concentrati sulla sorte del cavalier pregiudicato.

Da qualche giorno è sembrato che, la sorte dell’Italia e degli italiani dipendesse solo ed esclusivamente dalla sentenza della Corte Costituzionale che, alla fine, ha sentenziato: condanna! Bene, era ora che cominciasse a raccogliere le conseguenze di quanto ha seminato. Altre condanne, inevitabilmente, seguiranno. Era sicuro di poter contare sull’impunità totale, ma la magistratura ha saputo tenergli testa. Si è comportato come fosse nella “fattoria degli animali” di Orwell, dove c’era un sistema politico in cui tutti gli animali erano sì uguali, ma c’era anche un animale “più uguale degli altri” e, come tale, si è comportato per venti lunghissimi anni. Venti anni in cui ha distrutto non solo l’economia dell’Italia intera, ha stravolto princìpi e costumi democratici, ha imbarbarito i rapporti umani tra gli italiani e, ha badato solo alle sue aziende, infischiandosene continuamente di leggi e regolamenti statali, sentendosi e agendo al di fuori delle leggi e dei regolamenti. E, approfittando del ruolo politico ha pensato solo ad ingrassarle fino a farle scoppiar di utile le sue aziende.

Ora il Caimano, insieme a tutti i suoi fedelissimi Parlamentari invocano la grazia del Presidente, diversamente alle “elezioni subito” altro che larghe intese, visto che non gli hanno garantito l’impunità. E, quando avrà vinto le elezioni, ci penserà lui a vendicarsi dei giudici comunisti. Che dire poi di quei suoi poveri Parlamentari che fanno a gara a chi la spara più grossa contro i giudici in difesa del loro gran capo. Che pena, che fine ingloriosa quella funzione di onorevoli di una volta. Oggi siamo approdati a “chi lecca meglio sarà riconfermato”. Insomma servono solo utili idioti in servizio permanente del capo in Parlamento, non persone che hanno un loro profilo morale e politico, no, di ciò non ha bisogno il capo. Quindi le larghe intese erano da lui intese come salvacondotto contro i giudici comunisti, visto che non hanno funzionato, “via, tutti a casa, nuove elezioni, così le vinco io e metterò fine ai giudici comunisti”. Anzi vincerà mia figlia Marina, come in ogni dinastia che si rispetta, e vincerà con Forza Italia. Poi li metterò finalmente a posto questi giudici comunisti. Ma la vera tragedia italiana non è solo il caimano e tutti quei suoi giannizzeri in parlamento, eh no’, se non ci fossero tutti quei furbacchioni aspiranti caimani che vivono, operano e fanno i furbi in tutta Italia come il caimano, il caimano non conterebbe un cacchio, né sua figlia potrebbe contare più del due di briscole al di fuori delle sue aziende e della sua famiglia.

Ma ahi loro, se il Movimento 5 Stelle dovesse cambiare strategia e decidesse di impegnarsi in una azione di governo, il caimano e sua figlia, con tutti i suoi giannizzeri, finalmente finirebbero ai margini della vita politica nazionale. Non c’è dubbio, il pregiudicato che fa ancora il capopopolo, non avrebbe più tutto quell’ardire di minacciare sfracelli sull’Italia già boccheggiante economicamente e moralmente se non gli concedono la grazia per abolire la sua ben meritata condanna.

Insomma, dopo il bauscia Bossi che minacciava centinaia di migliaia di uomini armati di fucili contro il resto d’Italia, oggi ci prova il Berlusca con il suo “esercito di Berlusconi”. Quindi altre pagliacciate nazionali in arrivo per sostenere il capopopolo di turno. Quanto ci hanno trascinato in basso!

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 4/8/2013

 

 

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