IL REDIVIVO

IL REDIVIVO

Il famigerato bunga bunga, il clown miliardario che incantava i bambini con le barzellette senza mai perdere di vista la cassa,  cerca di ritornare in campo, come se il danno già procurato all’Italia e agli italiani fosse stato fin qui poca cosa. Se almeno si fosse solo sollazzato con qualche minorenne il danno sarebbe stato ben poca cosa per l’Italia e gli italiani. In realtà, purtroppo, il danno reale è incalcolabile. È danno di valori, è danno alla democrazia, è danno alle finanze e, soprattutto, è quel suo “arricchitivi come ho fatto io” che ha posto le basi per la degenerazione sociale di buona parte della comunità italiana. È riuscito a trasmettere e a plagiare milioni di cittadini di elettori col suo agire e parlare. Non solo tra i suoi tirapiedi, porta borse e giannizzeri vari, ma ha inquinato lo spirito della democrazia e fatto degenerare un’intera classe politica. “Te la capu ‘mpuzzuna lu pesce”? oppure “lu pesce mortu ave fattu ‘mpuzzunare la capu”? Bella domanda! In altri termini: Berlusconi è il prodotto della degenerazione pre-esistente tra larghi strati di popolazione, oppure è stato il suo agire politicamente schifoso che ha realizzato la degenerazione che è sotto gli occhi di tutti?

Belsito della Lega,  Lusi della Margherita, Fiorito del PDL, sono solo la punta dell’iceberg che affiora, il grosso del marcio è ancora immerso, è sott’acqua. Ma è la festa al Foro Italico organizzata da Carlo De Romanis  la metafora dell’inarrestabile declino della classe politica italiana. E  quando si pensava male dei politici, si pensava e si diceva che si stavano dividendo la torta, una fetta a me, una fetta a te. Oggi scopriamo invece che sono  intere pasticcerie che hanno la capacità di svuotare.  Ma ciò che più preoccupa i sinceri democratici, gli onesti, i lavoratori, i pensionati, è la consapevolezza che se questi furfanti i loro partiti dovessero riproporli nelle prossime elezioni sono certi che troverebbero tanti elettori che li gratificherebbero ancora del loro consenso. Perché a loro avviso, e non credo a torto, son troppi i cittadini che sognano di diventare ricchi e potenti come loro. È questo il vero dramma italiano, è questo il vero danno che Berlusconi ha realizzato. Infatti, siamo di fronte ad un’autentica epidemia: la “berlusconite”. E contro la berlusconite questo Governo dei tecnici può fare ben poco e poco o niente ha fatto. Solo la Magistratura pare stia riuscendo a fare emergere la corruzione, sia nelle Istituzioni che nei comitati d’affari dei soliti noti.

Grosso spazio si son conquistate le varie cricche di farabutti fuori dalle Istituzioni, però ad esse connesse per lucrosi affari e pullulano come funghi in tutta Italia, dalle alpi agli Appennini. Aggiungete a tutto questo gli evasori fiscali giustificati sempre dalla “berlusconite” e avrete un’idea vaga del “futti futti” generale. Altro che “spending rewiev” montiana, è la “berlusconite” a dare il ritmo alla devastazione del debito pubblico e allo squallore dell’etica, della morale pubblica.

Dimenticavo la mafia la camorra la ndrangheta e la sacra corona unita, altro potere queste associazioni a delinquere, strettamente connesse ai politicanti che non conoscono crisi di sorta. E il loro agire sta facendo impallidire non solo le Istituzioni, ma anche le iniziative commerciali e imprenditoriali con la loro tassa, meglio conosciuta come tangente. Aggiungete la selva della burocrazia italiana e poi dite in buona fede se l’Italia potrà mai aspirare a diventare una Nazione che può confrontarsi e misurarsi con altre nazioni europee. No, è con il quarto mondo che riscontriamo moltissime similitudini. E se democrazia comunque volete chiamarla, allora chiamate la “democrazia dei farabutti, dei truffatori, delle canaglie, dei malviventi”. Certo, non mancano gli onesti, ma ormai sono diventati una minoranza, e in democrazia le minoranze non governano! Ma non riescono neanche a frenare questa deriva. Non si riesce perché non esistono strutture politiche con le carte in regola disposte a rappresentare gli onesti, i lavoratori, i pensionati. C’erano una volta i comunisti…Altra pasta politica, altri valori spariti. Mo’ non ci sono più, e a farli sparire ci hanno pensato gli elettori, non certo una celeste maledizione. Insomma, tutto questo gran casino è stato messo su anche con la volontà degli elettori. “Chi ha colpa del suo mal pianga se stesso”? Oppure prima o poi la volontà di giustizia sociale emergerà tra le masse e facendo massa critica riuscirà a imporre un nuovo modello di sviluppo? Beh, quanto meno me lo auguro nell’interesse dei giovani e delle future generazioni.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 21/9/2012

  1. ti sei dimenticato Tedesco?

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  2. Hai ragione, e non solo Tedesco è da annoverare tra i furbacchioni, ma anche Frisullo, anche Penati in qualche modo non ne escono bene. No, non me ne ero dimenticato, ho evitato di metterli tutti sulla stessa barca per evitare quel rischio che consiste nel: tutti colpevoli, nessun colpevole. Di certo annovero tra i partiti che hanno contribuito alla decadenza politica anche il PD. Non’ho motivo di decantare di certo questo partito. Essendo un comunista, so molto bene che a far sparire i comunisti dalla scena politica e renderli degli extra parlamentari la parte del leone l’hanno fatta loro. Non ci sono anticomunisti più convinti dei comunisti pentiti. Saluti gaetano

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