IL PRIMO MAGGIO DEL 2012

 

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IL PRIMO MAGGIO DEL 2012

Dire oggi FESTA del primo maggio è stravagante, in realtà c’è più aria di lutto che di festa. A prepararci questo lutto ci hanno pensato in due: prima il famigerato industriale e libidinoso Berlusconi, ora il rigorista Monti da sempre esponente delle finanza internazionale.

Lutto, a mio avviso, per quanto in poco tempo ci è stato tolto. Dalle pensioni che son diventate sempre più evanescenti, irraggiungibili, alle tasse con le quali ci hanno distrutto non solo l’avvenire, ma anche il presente.

E mentre i ricchi diventano sempre più sfacciatamente ricchi con l’avallo dei loro comitati d’affari sedicenti governi, i lavoratori, e i pensionati che hanno avuto la fortuna di sfuggire all’ultima canagliata  sulle pensioni, tutti a fare i conti con la fine del mese, con le bollette sempre più care.

Nel volgere di pochi anni questi comitati della finanza internazionale sono riusciti ad azzerare buona parte delle conquiste economiche e sociali. Conquiste ottenute con lunghe e dure lotte negli anni sessanta e settanta.

Se questa nuova generazione di lavoratori, precari e non, non saranno in grado di reagire a questo andazzo fraudolento sarà veramente dura per tutti.

Ma la cosa assurda, imponderabile, è osservare quanti lavoratori e persino piccoli imprenditori che non ce la fanno più si stiano suicidando. Cioè, invece di ribellarsi alle ingiustizie, preferiscono arrendersi e considerarsi dei falliti. A questi voglio ricordare che uccidersi è la reazione più disumana che l’uomo può compiere. Mentre è molto più umano ribellarsi con ogni mezzo. La naturale  lotta per la sopravvivenza deve prevalere su ogni altro atteggiamento.

Quindi, un Primo Maggio sì, ma che sia di lotta più che di festa! Un primo maggio nel quale torni al voglia di lottare delle masse lavoratrici.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso 1/5/2012

  1. Primo Maggio: E’ logico attendersi che il clima sarà tuttaltro che festoso.Per i tassi di disoccupazione esistenti in Italia e in Europa.Per il lavoro che non c’è, che è sempre più precario e sempre più minacciato. Per il futuro poco roseo che aspetta i senza lavoro, perchè il paese ha ormai perso la capacità di rappresentarsi come una nazione capace di cambiare il proprio futuro. Lo stato vuol capire una volta per tutte che non può solo limitarsi a riscuotere senza pagare i propri debiti verso la collettività. Un argomento scottante , che crea in una nazione travagliata e piena di incertezze come la nostra, non pochi interrogativi sul futuro. Un Italia libera o vittima di nuove forme di schiavitù? Libera di esprimersi o soggiogata da chi pensa di salvare lo stivale, con sempre più innovativi mezzi di imposte? Pensino piuttosto a ridurre le uscite improduttive; consulenze, uffici stampa,spese di rappresentanza,pletoriche commissioni ecc. Solo cosi il cittadino potrà trovare un pò di fiducia nelle istituzioni ed affrontare la grave crisi sapendo di non essere abbandonato a se stesso in assoluta solitudine.

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