IL PAPA SI DIMETTE, VA IN PENSIONE!

Il Papa si dimette

Il Papa si dimette…

        C’è chi si scandalizza e chi si preoccupa per il fatto che il papa si dimette , Benedetto XVI, ha deciso di dimettersi da papa e collocarsi in pensione per raggiunti limiti di età. Cavolo! Ma questi cattolici son peggio della Fornero, questa si è accontentata dei settanta anni circa per i lavoratori, comuni mortali, mentre i cattolici non lo vogliono mandare in pensione neanche a ottantacinque anni. cattivi!!!

OVVERO: L’INFALLIBILITA’ A TEMPO DETERMINATO

A parte le facili battute da bar, penso che Ratzinger è stato ed è rimasto un teologo a tutto tondo, mentre per gestire la santa romana chiesa bisogna avere la stoffa dei politicanti con le palle. Cosa che, evidentemente, non è riuscito ad esercitare e di conseguenza ha gettato la spugna. I Bertone e i Bagnasco, questi sì che se ne intendono. Infatti loro filavano e si rifilavano sgambetti e gomitate come nelle migliori tradizioni dei politicanti nazionali. E tutto ciò alle spalle del papa tanto teologo e niente affatto politico. Però, il papa, pur non essendo un politico, anche con la sua ingenuità di teologo, alla fine ha capito che gli strattonavano continuamente la sua bianca tunica, chi da una parte chi dall’altra. E dopo aver subito le reticenze di vescovi e cardinali che nascondevano le malefatte dei preti pedofili, e l’andazzo discutibile delle finanze vaticane attraverso lo IOR, non è riuscito, infine,  a mandar giù il corvo di sacrestia, pardon, di curia. Il maggiordomo che raccoglie documenti riservati del papa e li porta a conoscenza della stampa, questo sì deve essere stato un duro colpo per lui. Anche perché, il più “povero in spirito” dei credenti ha capito che quell’operazione non è tutta farina del sacco del maggiordomo, è ben altro lo scontro che si è consumato. In parole povere, da laico, posso sostenere che il papa non è riuscito a cacciare i “mercanti dal Tempio”, né ad espellere i “vignaioli perfidi” che lo circondavano. In sintesi estrema, lo scontro è segnato da due visioni alternative della chiesa. C’è chi si richiama ai valori espressi dal concilio vaticano primo del papa pio IX, e chi invece lotta per l’affermazione del concilio vaticano II del “papa buono”, Giovanni XXIII.

Ora vescovi, cardinali e vaticanisti, si chiedono che ruolo avrà un papa dimissionario vicino ad un nuovo papa. Di fatto, però, ciò che li tormenta di più è la concezione dell’infallibilità (“grazia di stato“) del papa. Questo concetto fu sancito nel concilio vaticano primo di Pio IX, con la pubblicazione del famoso Sillabo, ossia raccolta di errori proscritti, prima, e con la Costituzione dogmatica Pastor aeternus del 18  luglio 1870, poi. E chiunque osasse mettere in discussione questo dogma, ed altri, come quello di di Pio XII dell’assunzione in cielo della Vergine in carne ed ossa, sia anatema, cioè, scomunica. Ed ora giustamente si chiedono: che fine faranno i dogmi? E l’infallibilità, sarà tolta dal primo e consegnata al secondo? Lo Spirito Santo illuminerà il secondo, o resterà in contatto con il primo? Roba da scomodare le meningi di tutti i teologi! In realtà si tratta se la chiesa è capace di abbandonare le direttive di s. Paolo, il vero fondatore della chiesa (non a caso la chiesa si definisce paolina), abbandonare cioè una visione medievale della chiesa e confrontarsi con i tempi moderni, cioè “muoversi con lo spirito dei tempi“, come è stato sancito con il vaticano secondo, ed entrare, finalmente,  nella modernità dei nostri tempi. Di certo c’ è che l’ecumenismo tra tutte le chiese cristiane, dalla ortodossa fino alle chiese riformate di luterana memoria, non fa un passo avanti proprio per questa presunta infallibilità papale. Ma ciò che sicuramente tormenta e tormenterà il papa dimissionario è se il nuovo papa sarà in grado di sconfiggere sia i “vignaioli perfidi” che i “mercanti del suo tempio”. Ecco una bella domanda per tutti i credenti. Ultima considerazione: la chiesa con la “Breccia di Porta Pia”, perse il potere temporale, quanto meno così recitano tutte le versioni storiche. In realtà, fu cacciata sì dalla porta, ma rientrò subito dalla finestra con il concordato fascista, riconfermando così il suo potere temporale sulle cose di questo mondo, oltre ad esercitare con rigore quello spirituale sui suoi “fedeli”, comprese le ricerche spasmodiche sulle “pecorelle smarrite”. E fin qui è un loro diritto inalienabile. Ciò che non è più tollerabile è quando cerca di fregare pecorelle che appartengono ad altri pastori. È il caso delle missioni di evangelizzazione nei confronti di popoli che hanno già una loro fede, una loro religione. Ecco qui di seguito cosa ha detto e scritto un defunto leader africano a proposito delle evangelizzazioni cattoliche in Africa.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 14/2/2013

  1. giacomo grippa 14 febbraio 2013, 23:12

    Un teologo ed intellettuale come il cardinale Martini – si ricorderà – ha sostenuto nel suo testamento che la chiesa è arretrata di 2/300 anni…e fu una bella botta!
    Ora si “attende” addirittura il prossimo “vicario di Cristo” che rilanci la chiesa, ispirandosi al Vangelo.
    Per quel che si legge di Cristo (pur figura inventata) non ha mai previsto un suo vicario. Ratizinger ha incominciato a ridurre il ritardo, ha scritto, dopo aver abolito il Limbo, che forse nella grotta di Betlemme non è detto che “ci fosse il bue e l’asinello”.
    E’ poco, ma è già qualcosa…poi aboliranno “il don”, porteranno in “età adulta” il battesimo, aboliranno il “celibato ed il nubilato” obbligatorio, come fu sollecitato durante il Concilio Vat. secondo.
    Poi ammetteranno il profilattico senza indulgere nella goduria, avvicineranno per un sacramento di fatto i divorziati alla chiesa, ammetteranno al sacerdozio le donne, mancanti le vocazioni maschili, così vanteranno avanzamenti nella sfida con l’incombente islamismo.
    E così tutti gli attuali credenti contrari alle indicate “riforme”, diventeranno tutti credenti anche su queste, tutti meglio ispirati dal “Vangelo”, più che dai Vangeli, quattro a settanta che siano stati!!!
    Giacomo Grippa

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  2. Caro Gaetano, la Chiesa è un’istituzione che sta nel mondo e non può vivere di sola preghiera, ne si può pensare che la scelta di povertà escluda l’esigenza di possedere una banca. Il problema è piuttosto riassumibile in una sola parola; “opportunità”, o se preferisci “sensibilità”…cioè, era proprio opportuno con l’intera cristianità sotto choc per aver perduto il suo più importante pastore, concentrarsi immediatamente sulla nomina del presidente della IOR?? Che la presidenza della IOR non è un ruolo di governo della Chiesa e quindi non è fondamentale che sia decisa dal prossimo Papa, al quale anzi si è pensato in questo modo di togliere almeno un’incombenza, visto che di grattacapi ne avrà già parecchi… Sarà senz’altro tutto vero. Ma è evidente che l’immagine data all’estero, sopratutto ai fedeli è pessima! Infatti Papa Ratzinger non si è dimesso in un momento qualsiasi. Si è dimesso dopo una serie di scandali che lo hanno profondamente addolorato turbato e provato. Scandali che in buona parte hanno avuto origine all’interno dei Sacri Palazzi: dai tentativi di ostacolare la pulizia che il Papa ha voluto fare sul caso dei preti pedofili, fino al cosidetto Vatileaks, una storia di uno squallore infinito. Sappiamo bene che la Chiesa è fatta di uomini e che non esiste un solo uomo senza peccato. Ma ci chiediamo dove sia finita la tradizionale prudenza (virtù cardinale) della Chiesa, se non si capisce che affannarsi in fretta e in furia , adesso che il Papa se ne va a trovare un presidente della IOR che mancava da otto mesi è forse oggi come oggi alquanto inopportuno. La Chiesa e il Vaticano come Stato può avere una banca, e questa sua banca può avere un presidente, ma nominarlo ora in questo momento così particolare, vuol dire dare ragione, o quantomeno ottimi argomenti, a chi dipinge la Curia vaticana come un centro di potere che si interessa solo a vicende terrene, e non alla più nobile cura delle anime.

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