IL PADRONE DALLE BELLE BRACHE BIANCHE, NON ESITE PIÚ…

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IL PADRONE DALLE BELLE BRACHE BIANCHE, NON ESITE PIÚ…

Ovvero: dal partito liquido di Weltroni al partito gassoso e virtuale di Renzi…

            Dunque, secondo la nuova immagine sinistrata, più che di sinistra del rampante Renzi, “il padrone non deve più essere chiamato padrone ma lavoratore e i suoi dipendenti non sono più lavoratori ma collaboratori del “lavoratore ex padrone”. Aggiunge senza vergognarsi che “se l’imprenditore deve fare a meno di alcuni collaboratori, siccome l’imprenditore non è uno cattivo…” Insomma, secondo le elucubrazioni renziane: “sì, si può fare, quindi l’articolo 18 è, di fatto, inutile, anacronistico, quindi da eliminare”, bontà sua! “E non mi si venga a dire ancora destra o sinistra, ma d’ora in poi si parli di stagnazione e innovazione”. Insomma, Il liberalismo globale finanziario si è impossessato di quel che resta del PD. Amen!

Ma ahi lui, qualche scheggia di sinistra nel suo partito PDR sopravvive e si sta incazzando, perché capisce bene che ciò che non è stato consentito al caimano per così lungo tempo, ora se lo vede riproporre dal suo stesso partito. Bersani, D’Alema, Cuperlo, Civati e compagni vari. Ma si son resi conto, questi ultimi, che anche loro devono aver commesso tanti errori se a far diventare Segretario Nazionale e Presidente del Consiglio uno così, non può essere stata solo farina del suo sacco? Che questi ultimi hanno buone ragioni per allarmarsi, lo si capisce anche da tantissimi elogi che provengono da schieramenti niente affatto di sinistra. L’ambasciatore USA John R. Phillips ha affermato: “Renzi mi ricorda Ronald Reagan”, e se è un complimento per Renzi, per chi è di sinistra ci sono seri  motivi di allarmarsi ulteriormente. Non parliamo poi delle decine di esponenti della destra nostrana (Forza Italia ed NCD) che si fanno in quattro in complimenti nei suoi confronti. Ma Renzi è ultra convinto di essere sulla buona strada, nonché convinto che i sondaggi a lui sono molto favorevoli. Sarà, intanto gli iscritti al PD, dal 2013 al 2014 sono passati da 500 mila a 100 mila, perdendo così in un solo anno ben quattrocento mila iscritti. Ma pare che questo dato a Renzi non dispiaccia affatto, anzi è come se fosse proprio questo uno dei suoi obiettivi. Distruggere quel poco di partito di massa e farlo diventare da liquido, a gassoso. Così, termini come militanza, falce e martello, compagni, capitalismo, sciùr padrùn ed altro ancora, devono finire al più presto nel museo della dell’italica storia politica.

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Ecco un’immagine significativa che fotografa la situazione del PDRenziano.

Quindi, i lavoratori, divenuti collaboratori, si rassegnino e rinuncino alla dignità e si acconcino invece al nuovo emergente servilismo post moderno, post industriale, post ideologico, post… è il turbo capitalismo a direzione finanziaria globale che lo esige, questi sono i nuovi padroni, l’imprenditore, anche questo, sarebbe finito sotto le grinfie del turbo capitalismo a pensiero unico con direzione finanziaria mondiale. Però solo in parte, poiché non sono pochi gli imprenditori nostrani che piuttosto che investire in nuove tecnologie, preferiscono investire i loro ricavi in speculazioni finanziarie. Insomma anche questi, scoperto il nuovo che avanza, si son subito adeguati. Di fronte a questa situazione degenerata, perché mai chi si dice di sinistra continua a votare e sostenere la linea renziana? Qualcuno ha ipotizzato che molti elettori di sinistra, provenienti, dalla militanza nel PCI votano l’attuale PD con lo stesso spirito di chi scopa una vecchia con gusto perché quand’era giovane era molto bella. Mi sembra questa un’ipotesi molto plausibile: semplice nostalgia dei bei tempi andati! Insomma, bevono aceto e pensano al vino? Pare proprio di sì. Insomma meglio un “nostro” berluschino, che il loro Berlsuconi, almeno il “nostro” non fa “bunga bunga”, né racconta barzellette volgari, il “nostro”ci racconta solo balle, ci piglia solo per il culo.

F.to pagliatano

Collepasso, 5/10/2014

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