“Il nostro 30 aprile”

 

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“Il nostro 30 aprile”

 

Così recita la motivazione: “il sacrificio di quanti lottarono per la libertà e  l’unità d’Italia, sia di monito per  un impegno per la pace e la democrazia”.

Ma ahi noi, neanche finiamo di esprimere quest’umano auspicio, e già siam partiti per l’ennesima guerra. Questa volta in Libia dopo l’Iraq e l’Afganistan, per la Siria e altri dittatori Medio-Orientali ci stiamo organizzando alla faccia dell’articolo 11 della nostra Costituzione.

Così, con la scusa che vogliamo liberare tanta gente, finiamo con l’uccidere tantissimi innocenti. Sperimentiamo le sofisticate armi di ultima generazione, e facciamo tanto felici le lobby degli armamenti, oltre che spianare la strada alle multinazionali dell’energia. Però tutto rigorosamente in nome e per conto della libertà di quei poveri cittadini, i quali soffrono sotto le dittature, e noi li liberiamo con le nostre bombe intelligenti mandandoli all’altro mondo così non soffriranno più. Più democratici di così?

Ovvio che, tutte quelle bombe e missili intelligenti che gli scaricheremo addosso con molta generosità, costano milioni di euro. Milioni che, quei pochi italiani che pagano le tasse dovranno subirsi un ulteriore aumento per rientrare dal costo di questa ennesima guerra “umanitaria”. Deputati e Senatori, all’unisono, pardon, gli unici a dire no sono stati i deputati dell’Italia dei Valori, tutti gli altri si, “armiamoci e partite“. Mentre la sinistra, da tempo fuori dal Parlamento (quella presente in Parlamento con le cose di sinistra c’entra meno dei pinguini nel deserto del Sahara), urla contro la guerra, ma tutti fingono di non sentire.Forse apriremo le orecchie quando qualcuno ci ricambierà il favore, sganciando un po’ di bombe sulla nostra testa! Si perchè: “tanto va la gatta al lardo…” 

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Tornando al nostro 30 aprile, è stata una manifestazione a cui hanno preso parte tanti cittadini, ma soprattutto molti giovanissimi studenti, i quali hanno anche preso la parola e hanno aggiunto quanto di loro conoscenza su questo avvenimento storico, del quale è opportuno conservino memoria soprattutto loro, i giovani. Alcune foto raffigurano anche la cerimonia del riconoscimento che si è fatto al partigiano Germano Ria, al quale è stata intestata una strada nel nostro comune.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 30/4/2011 

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