IL MERCATO GLOBALE AZZERA DEMOCRAZIA E SOVRANITA

 

2013

IL MERCATO GLOBALE AZZERA DEMOCRAZIA E SOVRANITA’

Nel deserto post-ideologico, destra e sinistra si eguagliano, sia nei programmi che nella visione politica, nessun progetto futurista. Il mercato, ormai, egemonizza democrazia e sovranità dei popoli.  Dall’Egemonia Culturale” Gramsciana, all’egemonia incolta dei mercati degli affari leciti e illeciti, dall’accumulazione capitalista sempre più sfacciata sempre più agguerrita, e la barbarie arrembante sempre più  vorace. La corruzione è una delle conseguenze del crollo delle ideologie, al suo posto oggi emerge e s’impone la demagogia. Una volta, i papaveri rubavano per il partito, per una idea alla quale credevano, oggi, ognuno ruba per sé. Insomma, dall’illuminismo al pensiero unico, e chi dissente non è un oppositore politico ma un pazzo che va rinchiuso. Quindi siamo nella post-modernità, cioè nel passaggio dalla società industriale allo sfondamento della contemporaneità: cambia la nozione del lavoro, smaterializza il comando, nasconde il potere, scioglie i vincoli, rompe la rappresentanza, allarga la portata del conflitto fino a renderlo impraticabile, inutile. Il mercato è più potente della democrazia, la paura per l’avvenire è più forte del governo. L’insicurezza prevale sulla libertà. Ecco come e quanto sta distruggendo la democrazia questa ulteriore rivoluzione capitalista. In modo particolare nella sanità e nella scuola emergono i punti più significativi della distruzione dello stato sociale, e l’urlo è chiaro e inequivocabile: si salvi chi può. Dall’altra parte c’è anche di peggio: I cosiddetti sovranisti, cioè i nazionalisti, pronti a sfruttare tutte queste contraddizioni di un capitalismo demenziale. È sempre stato così: di fronte a crisi, farina del sacco del sistema economico capitalista, sono sempre emersi i fascismi, e anche questa volta si sta ripetendo la stessa manfrina, ieri con gli ebrei, oggi con chi ha la pelle diversa dall’uomo bianco, chi ha una religione che non è la nostra, con l’Europa matrigna; e, infine, anche contro chi ha ancora qualcosa da mettere sotto i denti, anche a questi, secondo il loro disegno, molto presto non  resterà più niente da mettere sotto i denti. Sempre contro i più deboli, e farne i capri espiatori, è stile inconfondibile di tutti i fascismi. Insomma delle buone foglie di fico dietro le quali si nascondono ben altri e ancora più terribili obiettivi.  Così, fingendosi antagonisti del sistema, in realtà cercano solo di velocizzare la distruzione di ogni segno di democrazia. È stato sempre così: il sonno della ragione ha sempre generato dei mostri, nel frattempo la democrazia è ridotta a pura demagogia.

Quindi siamo messi proprio male, siamo tra l’incudine della globalizzazione e il martello dei nazionalismi. Sì, fanno tanta tenerezza osservarli ora i vari Trump, la Le Pen, i Salvini e tanti altri abbracciarsi e lodarsi vicendevolmente, però appena avranno ottenuto tutto il potere si scateneranno l’un contro l’altro armati, anzi ci scateneranno, a noi popolo bue, l’un contro l’altro e loro a bearsi delle vittorie dei loro popoli riportate per la loro gloria. Meriterebbero la morte istantanea e naturale, se la natura stesse almeno una volta dalla parte della maggioranza degli umani, se una volta tanto si scandalizzasse  anch’essa delle ingiustizie a cui una minoranza (1%) di esseri scelleratamente egoisti sta mettendo alla fame il 99% e se gli staccasse la spina farebbe cosa giusta e umanamente lodevole. Ma si sa, la natura è sorda, è matrigna, inutile sperare in essa: “Muta è Natura e invan la interroghiamo”, da il “Terremoto di Lisbona, di Voltaire.

A parte le natura, e la sinistra? Intanto quando qualcuno vi annuncia che non c’è più né destra né sinistra, sputategli in faccia, vi sta prendendo per il culo. “La Sinistra non muore perchè è qualcosa che esiste in natura.” ( copyright di Luigi Bersani). La sinistra ha iniziato a perdere il suo ruolo a partire degli anni dell’americano R. Reagan e della inglese M. Thatcher, ma fu la “terza via” di Tony Blair ad egemonizzare quel poco di sinistra che ancora esisteva. Fu così e per questo che la sinistra abbandonò al loro destino i lavoratori e decise di seguire il vento che soffiava ancora più forte, quella del capitalismo senza remore per gli ultimi e tanta voglia di accumulazione capitalista. Quindi è giusto dire che per il momento non c’è all’orizzonte politico un forte partito che sia in grado di dare forte rappresentanza agli ultimi, a quel 99% che sono gli ultimi. Ma questo non vuol dire che la sinistra non c’è, no, risorgerà prima o poi dalle ceneri come la leggendaria Araba Fenice. Poiché le ingiustizie, lo sfruttamento è ai massimi storici, sembra che stiamo ritornando al paleocapitalismo dell’800.

Infatti qualcosa in questi ultimi giorni sembra muoversi, quel PDR che era riuscito a rincoglionire tanta parte dei lavoratori; questi ultimi si comportano come se stessero scopando una bellissima donna mentre invece è solo una vecchia baldracca. Comunque, dicevo che comincia finalmente a perdere consensi e stima questo PDR da parte di tanti suoi elettori. Al punto che una parte di questo partito si è staccato, ha preso le distanze. Ora c’è di che augurarsi che tutti insieme riescano a dare forma  e programmi alternativi a quanto si è visto fin qui, una rappresentanza, finalmente, che potrebbe fare la differenza; perciò, è ora che a sinistra si ricostituisca una forza politica che sappia dare alternative a questo andazzo della globalizzazione dei mercati e a tappare la bocca a tutti quei urlatori fascistoidi.

 

F.to pagliatano

Collepasso, 6/3/2017

 

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