IL LATO OSCURO DELLA LUNA

 

IL LATO OSCURO DELLA LUNA

 

(di Antonio Leo)

Ha goduto solo pochi anni della sua fama da rockstar e ha trascorso il resto della sua vita da invalido: Syd Barret, componente leggendario del gruppo dei Pink Floyd. Accanto a Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin ecc fa parte delle famose vittime della droga della fine degli anni 60, anche se, al confronto di altri, lui sopravvisse. Inizialmente era Syd, studente d’arte, il creativo dei Pink Floyd( Fenicotteri Rosa). “Psichedelico” significava per lui comporre canzoni fantasiose, enigmatiche come prima non si erano mai sentite. L’esordio dei Pink Floyd fu interessante, suonavano durante la metà degli anni 60, negli standard del rock’n’roll londinese, fino a quando non entrarono in contatto con il movimento hippie di San Francisco. All’inizio Barret scriveva una canzone dopo l’altra. Ma già nel secondo disco (Lp) dei Pink Floyd, il suo contributo si era ormai limitato ad una sola canzone. LSD lo aveva distrutto. Durante gli ultimi concerti a cui partecipò, fu portato con la chitarra a tracolla sul palcoscenico. Era immobile, non sapeva dove fosse. Era triste, incredibilmente triste. Aveva le lacrime agli occhi. In passato barret appariva come il genio creativo in grado di intuire il paradosso della vita per poi perdervi il senno. Gli occhi di Syd sembravano essere il portone che conduce ad una nuova sfera; si trattava di una nuova esistenza affascinante nella quale le leggi limitanti della realtà non erano più valide. Tuttavia la sua fine fu  misera. Non era più possibile andare avanti con Barret che non riusciva a venir fuori dalla droga e aveva il cervello ormai distrutto dagli acidi (trip), così che la band prese la decisione di buttarlo fuori e ciò con grande dispiacere visto che in seguito gli dedicarono la canzone “ Shine on you crazy diamond”

Syd Barret è morto nel 2006 anche se ormai da tantissimi anni viveva come un vegetale, i Pink Floyd invece mantengono tuttora la loro immensa popolarità, anche se come i Beatles e a differenza dei Rolling  Stones non suonano più insieme, continuando però a stregare orde di fan in tutto il mondo e di ogni generazione.  Difficile immaginare una band più popolare, più inossidabile dei Pink Floyd. Certo ci sono i Beatles, ma loro in Floyd più ancora dei “favolosi quattro”, riescono a rinascere(metaforicamente) ogni volta per ogni nuova generazione, la loro musica non è fatta di nostalgia e di ricordi ma di attualità e di passione. No! I Pink Floyd non sono ancora un oggetto da museo, la loro storia e la loro musica (il rock progressive) sono perfettamente in sintonia con i nostri giorni, perché loro parlano di noi, delle nostre paure, dei nostri sogni, dei desideri e dei misteri della nostra vita e di come è, o ci piacerebbe che fosse. E il loro suono ha ancora la capacità  intatta di stregare chiunque lo ascolti, con quei suono al limite del crepuscolo e delle zone oniriche iniziate agli albori con Syd Barret e poi continuato dal resto del gruppo, dove tutto sembra scomparire tra realtà e irreale in un universo sospeso tra razionalità e follia.  Come una musica capace di andare oltre la musica!

ANTONIO LEO

Collepasso, 22/3/2013

 

  1. ….. e oggi sono 19 anni(17 sett. 94) da quando ho visto l’unica volta nella mia vita i Pink Floyd. Sempre a Modena al quartiere fieristico, in una delle tue immense “Feste dell’Unità( caro Gaetano), che si svolgevano li nell’Emilia rossa.

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