Il fascismo finanziario!

 

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Il fascismo finanziario!

        Dopo i “bamboccioni” e gli “sfigati”, affibbiati ai giovani senza lavoro, ecco arrivare la sintesi del montian pensiero: “il posto fisso rende noioso il lavoro”. Quindi, via l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Perché, a suo dire, oltre a rendere noioso il lavoro, licenziando, si creano nuovi posti di lavoro. Un autentico ossimoro!

        Si da’ addosso a camionisti e pescatori, si cerca di ridurre libertà di movimento ad avvocati e notai, a farmacie e liberi professionisti e a loro affini, e questo non ci commuove; si cerca di far rientrare l’evasione fiscale, e questo, pur essendo cosa buona e giusta, entra nella logica del sistema finanziario, ma trascura, il montian pensiero, di occuparsi di assicurazioni e banche. Proprio quei centri di potere che hanno realizzato le condizioni per farci finire tutti nell’inferno attuale della crisi.

        Dicono: “non è un colpo di stato, in fin dei conti sono le Camere che devono poi votare i provvedimenti”. Sarà, ma la sostanza è quella! In quanto ai partiti che hanno fatto di tutto per infilarci in questo labirinto della finanza speculativa sono dei cadaveri ambulanti. Ma sono soprattutto quei partiti che si dicono di sinistra i veri, i più autentici zombie sulla scena. Infatti, di tanto in tanto la destra infila qualche suo provvedimento a sua immagine e somiglianza. Vedi l’ultimo: “la responsabilità civile per i giudici”. Berlusconi e Bossi hanno colpito ancora!

        Del resto, come si può pensare che prestino attenzione alla democrazia che sta tramontando, se sono così intensamente impegnati a fottere lo Stato e i cittadini con le loro ruberie sempre più corpose, sempre più voluminose? Ma per far questo senza essere disturbati da una Magistratura sempre più attenta ai ladri di Stato, era necessario mettergli la museruola, fatto! Così, mentre da una parte si cerca di far rientrare il debito dello Stato, da essi stessi contratto, dall’altro lato continuano a rubare a man bassa le scassate casse dello stesso Stato al riparo delle curiosità degli inquirenti. Quindi, non sono disattenti, non sono dietro a raccogliere margheritine, sono in tutt’altre faccende affaccendati!

        Ottant’anni fa ci trascinò nel disastro il cavolo dei latifondisti del sud e la merenda degli industriali del nord, in simbiosi con una degenerata ideologia del cavalier Benito. Oggi, la pochezza politica e la dissennata corsa al privilegio dei parlamentari, i quali, impegnati a fottere il prossimo, coscientemente lasciano gestire l’economia a degli autentici grifagni della finanza internazionale. Insomma, fotti tu che fotto anch’io! E le masse? Sono così occupate a sopravvivere in una economia di guerra e  con una sanità agli sgoccioli a tal punto che già una minoranza ricorre fino a l’acqua santa di Lourdes per curarsi, figuriamoci se hanno voglia e tempo da dedicare alla democrazia che va in frantumi.

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 Anche ottant’anni fa, la vera sinistra, i comunisti, erano spariti come oggi, ed è nell’interesse dei lavoratori che i comunisti tornino più agguerriti di prima, altrimenti prepariamoci a ritornare nelle condizioni socio-economiche di un secolo fa. 

Altro che riduzione delle disuguaglianze e redistribuzione delle ricchezze. Programma questo, che sarebbe doveroso realizzare da parte di una classe politica che intende proporsi e farsi riconoscere dagli elettori come sinistra politica! Ma ahi noi, il loro DNA è mutato.

    L’Europa poi. L’Europa che doveva essere un salvacondotto contro la nostra sciagurata classe politica, si è rivelata, anche questa, un centro di potere della finanza. E, manco a dirlo, è sempre la Germania a spingerci ancora una volta nel baratro. “Tutto sembra cambiato, in realtà, tutto è esattamente come prima”. 

F.to gaetano paglialonga

Collepasso,3/2/2012

       

        

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