IL COMIZIO DI RENZI AL PARLAMENTO

 

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IL COMIZIO DI RENZI AL PARLAMENTO

Sì, è stato un bellissimo comizio infarcito da grandi sogni quello recitato da Renzi al Senato e alla Camera. E anche tra alcuni di loro che gli hanno espresso fiducia non hanno potuto evitare di storcere il naso. Ha annunciato così tante rivoluzioni senza dire però con quali truppe andare all’assalto del “palazzo d’inverno”. Ha sì individuato gli obiettivi, ma non ha detto con quali strumenti raggiungerli. In sintesi è così che si può illustrare il suo intervento al Senato e alla Camera nel chiedere la fiducia al suo governo. Quindi propositi senz’altro lodevoli, condivisibili, ma forse scritti, per adesso, solo sulla sabbia e se non ha a disposizione una bacchetta magica, sogni resteranno! Nonostante ciò, ogni buon cittadino che subisce e soffre per questa crisi, non può che augurarsi che riesca a realizzare questo sogno.

Però, se fosse un buon acrobata e quindi fosse capace di servirsi dei “due forni” del centrodestra (Alfano-Berlusconi), chissà, forse ce la potrebbe fare a realizzare almeno in parte i suoi sogni. Comunque, se questa manfrina politica, già vista nel secolo passato, potesse funzionare su alcune decisione di carattere economico, resterebbe comunque abbastanza difficile immaginare con quali mezzi riuscirà a scardinare tanti privilegi consolidati nei gangli dello stato. Mentre di certo è pura fantasia supporre che trovi disponibilità e possa mettere mano al “ius soli” e alle “unioni civili/coppie di fatto”. Qui, su questi argomenti, non funzionerebbe la logica dei due forni perché questi argomenti non sono di gradimento né dell’uno né dell’altro. E solo dalla sinistra, ora all’opposizione, potrebbe raggiungere una maggioranza su questi argomenti. Ma ahi lui, se utilizzasse anche la sinistra, pure per una volta, perderebbe per sempre i due forni a destra. In quanto alla giustizia poi, la vedo del tutto ardua una possibile intesa. Pensare che i “due forni” siano disponibili a realizzare una giustizia giusta, dopo che per vent’anni, tra leggi ad personam e attacchi alla magistratura, che ne hanno fato l’essenza del loro stare al governo, nonché gli attacchi forsennati e demenziali contro la Magistratura, ora, per merito di Renzi aderirebbero ad una giusta riforma della giustizia? Francamente la considero pura illusione.

Nonostante tutte queste riserve nei confronti del nuovo governo è auspicabile che ce la faccia questo Renzi a realizzare una ripresa produttiva. Altrimenti, la finanza internazionale, unitamente alle strategie politiche dell’Europa dei finanzieri, ci porteranno al disastro imponendoci il “darwinismo sociale”, trasformerebbero cioè, una demenziale teoria economica in legge naturale se non addirittura divina, secondo la quale si salverebbe solo chi può, il resto si rassegni a morire, con la consolazione però, quanto meno per i credenti, che il paradiso li attende. Non sarebbe male se in paradiso invece finissero al più presto tutti i detentori di grossi capitali, in compagnia, possibilmente, di tutti i loro grandi manovratori. Insomma questi miserabili pescecani sognano di far quadrare i loro conti, i loro loschi interessi, realizzando una selezione darwiniana, però niente affatto naturale ma di origine economica, quindi del tutto artificiale. A nessuno viene in mente che si possano applicare invece ricette “economiche Keynesiane”. No, con le strategie “economiche Keynesiane” il pasto per i pescecani non sarebbe abbondante. Ecco il punto in cui il sistema capitalista ci ha ridotto, e nonostante ciò, le masse, gli elettori, continuano a privilegiare partiti ed esponenti che propongono ancora il liberalismo economico. Si direbbe che ci sia troppa gente, tra di noi comuni mortali, che soffre della “sindrome di Stoccolma”. Ma la cosa più buffa che è sotto gli occhi di tutti è che quando qualcuno non soffre di questa sindrome, si fa accalappiare da un’altra sindrome altrettanto negativa: “l’uomo della divina provvidenza”: una volta con Mussolini, poi con Berlusconi, ora con Grillo. Eh sì, la pigrizia intellettuale e le speranze trascendentali invadono ancora larghe stradi popolari e non sono affatto sicuro che buona parte delle responsabilità di queste gravi condizioni in cui siamo finiti non siano anche conseguenze di tanti “poveri in spirito” che vanno a votare sprovvisti della necessaria cognizione politica. Da quando non si parla nemmeno più di “lotta di classe”, il rincoglionimento avanza più che mai veloce e indisturbato

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come un treno; ed è addirittura deprimente sentire il papa parlare di giustizia sociale, mentre il mondo politico che conta, i politici nei palazzi del potere tacciono. Tanto ci è stato regalato dal “pensiero unico” partorito dalla “turbo-globalizzazione” dei mercati. Tanto sostengo, con cognizione di causa, da comunista niente affatto pentito!

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 26/2/2014

 

 

  1. Caro Gaetano,
    alle ultime politiche non ho votato. Se continua così alle prossime voterò per Silvio e pure convinto. Se rimette nel programma il rilancio del nucleare lo voto sicuro. Se la mmerita ddhru cristianu. Dopu tuttu quiddhru ca ave fattu: s’ave propriu mmortalatu!
    Sono proprio curioso di vedere con che scusa quelli del PD andranno in giro a chiedere voti. Da circa vent’anni il ritornello è stato: “Votate per noi. Non possiamo correre il rischio di consegnare il paese in mano a Berlusconi”. Così il 30% degli italiani li ha sempre votati. Anche se io non conosco nessuno (nessuno!) che il giorno delle elezioni è mai uscito di casa convinto e contento di votare PD e affini. Nemmeno gli iscritti al PD che hanno sempre dichiarato più o meno apertamente di votare per il loro partito, ma senza mai troppa convinzione. Mo vitimu cce sse inventane allu prossimu giru. Per quanto riguarda la sinistra, invece, non mi esprimo vista la totale assenza della stessa: parola ormai anche cancellata dal vocabolario della politica. Vendola aveva fatto capire che con un manipolo di parlamentari (che ha portato a casa) avrebbe riportato nel dibattito un po’ di temi di cui nessuno più si occupa: lavoro, disoccupazione, previdenza, diritti. Invece, da questo punto di vista, encefalogramma piatto!
    Ricordo a chi è più politicamente anziano di me che le più grandi conquiste sociali di questo Paese sono state ottenute con il PCI all’opposizione. Non c’è bisogno di essere al governo per cambiare le cose. Basta avere il contatto con le persone. Basta che il popolo si senta rappresentato da un politico. Chi rappresenta in parlamento i lavoratori? Chi rappresenta i disoccupati? Da chi dovrebbe sentirsi rappresentata una madre lavoratrice? Un giovane precario?
    La prossima fiata votu pe lu Silviu! Almenu sacciu cci mme spetta te subitu!
    Ciao a tutti,
    Francesco

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  2. None, Francesco, ieu nu lu votu mancu ci me lu ordina lu tuttore. Ma capisco bene che la tua è solo una provocazione, perciò ridiamoci sopra.
    Fa sempre piacere sentirti con i tuoi stimolanti commenti. Sul voto, non ho dubbi, anche se non mi aspetto più grandi cose, voterò per quell’aggregazione che si è costituita intorno al dirigente comunista greco, un certo Tsipras, quanto meno per le europee. Mentre a livello nazionale penso che ci sarà tempo e mi auguro che sappiano, i nostri grandi te casa, di riuscire a mettersi insieme rinunciando a fare tutti i leader, non ne posso più te sti cazzu te leader. Cari saluti, Francesco, a risentirci. gaetano

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