Il canto del cigno di Berlusconi!

n1331487524_2373.jpgIl grande vecchio forza201.jpg il povero berluska

  Berlusconi ormai ci ha abituati a tutto, anche a vederlo indire manifestazioni di lotta come se stesse all’opposizione di se stesso. In realtà sente già che i poteri forti lo hanno mollato e quindi inizia una nuova lotta. La sua posizione appare paradossale, solo perché non può raccontarci tutto. È costretto invece,  a fingere di prendersela con una sinistra talmente moderata che fa persino tenerezza al grande capitale e con i P.M. che gli stanno continuamente alle costole. In realtà, chi gestisce il grande gioco, il nuovo “grande vecchio”, ha deciso che il berluska non è funzionale al grande capitale, né alla globalizzazione, quindi è superato. Al potere vero, al potere reale, occorre un nuovo soggetto e, persino le pietre, sanno che il fascista pentito Gianfranco Fini è l’uomo nuovo per il nuovo gioco del nuovo capitale. “Cambiano tutto affinchè tutto resti come prima”. Ma attenzione, anche il così detto schieramento di centrosinistra, dopo aver sconfitto la sinistra antagonista, anticapitalista, ha tutte le carte in regola per governare i suoi interessi, gli interessi del grande capitale.

            Infatti, gli esponenti politici dei due schieramenti fingeranno sempre di volere una politica a vantaggio degli elettori, i bischieri ci crederanno, i galoppini procacciatori di voti porteranno acqua al loro mulino, convinti che se vincerà il loro schieramento sarà meglio per loro. In realtà, chiunque vincerà non potrà fare cose diverse che avrebbe fatto l’altro, lo esige il vero potere e, attraverso i grandi sacerdoti del dio denaro, al momento opportuno se sarà necessario alzeranno la voce e chi vorrà cose diverse dovrà correre a nascondersi. Quindi, aldilà delle apparenze, la politica attuale dei due schieramenti, è un misurarsi su chi è più bravo a sviluppare lo stesso gioco. Infatti, nessuno vuol fare un gioco diverso, ma, tutti e due, bisticciano su chi deve dare le carte, su chi deve gestire il mazzo. E, riuscire a dimostrare al loro padrone che sono loro i più bravi, e non altri, è il massimo della loro aspirazione politica.

            Prima, fino a trenta anni fa circa, i partiti contavano perché gestivano economia. Di aziende statali, in quel tempo ce n’erano tante e i Governi, i partiti, gestivano potere economico reale. Poi iniziarono le svendite pubbliche ai privati; prima, chi portava soldi all’estero finiva in galera, oggi si spostano miliardi di euro con un clic sul computer. Oggi i partiti, che siano al governo o all’opposizione, contano meno del due di briscola. Sono solo degli utili idioti i quali devono coprire legalmente solo gli sporchi giochi del grande capitale. Chi gioca per farsi i propri comodi con la politica, diranno che queste mie considerazioni sono solo farneticazioni. E che loro, invece, garantiscono liberà e democrazia. In realtà, hanno la necessità di giustificare lo stipendio e tutte le prebende che vanno a intascare. Pertanto, il capitale, anche se in ritardo di un secolo, ha scoperto che i regimi dittatoriali, non sono più funzionali al loro interesse, e risulta invece molto più appropriato il sistema così detto democratico, attraverso il quale tutti si possono sfogare con una, due o cento manifestazioni, però tutte rispettose dell’ordine democratico, ora, finalmente tanto caro anche ai padroni. E il comunismo? Ci penserà il grande capitale attraverso le sue enormi contraddizioni a farli ritornare in buona salute ideologica, prima o poi.

 

Firmato: Gino del Tacco.  Collepasso 21/3/2010

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