MARCHIONNE E LA SORPRESA DEGLI UTILI IDIOTI.

IL BLUFF DI MARCHIONNE E LA SORPRESA DEGLI UTILI IDIOTI.

Fine dei suoi piani di investimento (20 miliardi di euro). Questa la cifra che avrebbe investito la Fiat se lavoratori e sindacati avessero accettato di firmare un contratto in deroga a quello nazionale (concretamente: meno garanzie, meno soldi, ritmi di lavoro aumentati). Proposte che furono sottoposte ad un referendum capestro, “o così o niente”,o accettate o me ne vado dall’Italia”, questa la “condicio sine qua non” di Marchionne. Quel famigerato referendum tra i lavoratori, “obtorto collo” passò. Nonostante la Fiom si oppose e non sottoscrisse il nuovo contratto capestro. L’Amministratore delegato della Fiat approfittò e non assunse neanche uno dei lavoratori iscritto a quel sindacato, con  l’ostentata felicità di Cisl e Uil. I quali, festeggiarono convinti che, con una fava avevano centrato due piccioni, si erano rafforzati all’interno della fabbrica ed avevano eliminato un sindacato loro concorrente. Le promesse da marinaio della Fiat consistevano nel salvataggio di tutti gli impianti e un nuovo investimento per incrementare ulteriormente la presenza Fiat in Italia. Invece, dopo circa tre anni, ci viene a raccontare che aveva scherzato e che si predispone a lasciare del tutto l’Italia chiudendo gli stabilimenti e trasferendosi altrove. Come mai la FIOM capì e i moderati liberali no? Idioti illusi o traditori consapevoli?

Ora i suoi utili idioti che accettarono i suoi piani contro gli interessi dei lavoratori, Cisl (Bonanni), Uil (Angeletti) e tanti politicanti liberisti infiltrati nel P.D. (Fassino, Veltroni, Renzi, senza contare la corrente dei margheritini ultra moderati  ecc.) sono imbarazzati, non sanno che dire, sono ammutoliti, il loro idolo, il liberista per eccellenza, li ha traditi, li ha sbeffeggiati. In realtà meriterebbero di essere presi a calci nel basso ventre dai lavoratori perché il tradimento degli interessi dei lavoratori era già stato consumato anche per opera loro.

E il Governo? I professori che governano nell’interesse della finanza e del mercato globale non ci pensano nemmeno a richiamare l’Amministratore delegato della Fiat per farsi spiegare cos’è questo suo dietrofront. Non è nel loro DNA di banchieri chiedere spiegazioni ad un’impresa delle sue scelte. Per loro le scelte degli imprenditori devono essere liberissime di collocarsi dove meglio credono, lo ha affermato a chiare lettere il Presidente del Consiglio pochi giorni fa. Così un altro pezzo d’Italia produttiva, un altro pezzo di economia reale prende il largo mentre il resto d’Italia si avvia sempre più verso un inevitabile declino. Dopo aver distrutto il settore primario (l’agricoltura), è in fase di declino anche il secondario (la manifattura), ci resta il terziario, come dire: ci sono rimaste le pentole in cucina, ma non c’è niente da metterci dentro. Tra affamatori al governo, banditi nella società, utili idioti che pullulano come funghi in ogni dove, il destino sembra segnato, il quarto mondo, anche per noi si avvicina. Già è sotto gli occhi di tutti: aziende in disarmo, disoccupazione in caduta libera, crollo dei redditi popolari e dei consumi essenziali, fame, povertà e disperazione. Marchionne, ma va a fa… un bagno.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 16/9/2012

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