Il 25 aprile nel nostro villaggio

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Il 25 aprile nel nostro villaggio

            Deprimente è a dir poco. Una manifestazione di fatto usurpata dalla solita amministrazione che puntualmente la trasforma in un secondo 4 novembre che nulla ha in comune con lo spirito della liberazione dal nazi-fascismo. Tanto si è consumato la sera del 25 aprile in Collepasso. Nessuna differenza sostanziale dal 4 novembre, persino i canti e le presenze erano più consoni a quella data storica che al 25 aprile.

Una lunga, anzi, lunghissima processione di militari: dai carabinieri alle varie forze militari dell’aria della terra e del mare, con le immancabili soubrette con mantelli medievali, finendo così con il realizzare una specie di sfilata tra la moda d’epoca e le forze militari con divise e medaglie pendenti; assenza totale del cittadino comune il quale è rimasto del tutto estraneo a quella processione e della solita messa ai caduti. Che cavolo centra tutto questo con la liberazione dal nazi-fascismo? Meno di niente!

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  • 25 aprile. Una data che è parte essenziale della nostra storia: è anche per questo che oggi possiamo sentirci liberi. Una certa Resistenza non è mai finita (Enzo Biagi)
  • La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare (Pietro Calamandrei)

La destra politica puntualmente sa approfittare e camuffare questa ricorrenza come si trattasse di una resistenza dovuta alle forze armate italiche. In realtà, fino al 7 settembre del 1943, le varie forze armate, chi per dovere chi per piacere, erano fedeli al regime fascista e al loro dissennato alleato nazista, fino a  non farsi scrupolo di uccidere tutti coloro che i due regimi nazi-fascisti avevano deciso di sterminare. Poi, dopo l’8 settembre, visti i danni causati e l’impotenza militare di fronte agli alleati, molti di loro, non tutti, si son dichiarati partigiani, chi per dovere nei confronti del governo Badoglio, chi per evitare di aderire alla repubblica di Salò. È chiaro, credo, che per me la lotta partigiana è stata ben altro. Ed è nata molto prima dell’8 settembre del 1943. Ad onor del vero vanno ricordati come partigiani il Carabiniere d’Acquisto e il carabiniere Paglialonga che hanno sacrificato la loro vita per salvarne altre. E comunque, mentre la lotta dei partigiani è stata tutta rivolta nel ripristinare la democrazia, rinvigorire la volontà di pace dentro e fuori i nostri confini, le varie forze armate, ancora oggi, non hanno remore a mettere piede in paesi e popoli diversi e colpire ancora popoli indifesi con la foglia di fico di dover “esportare la democrazia”. Certo, si dirà: sono costretti, e no! possono rifiutarsi! E questo genere di operazioni di guerre camuffate sono ancora in corso nonostante che l’articolo 11 della nostra bellissima Costituzione esclude chiaramente il ricorso alla violenza e alle guerre. Questo articolo 11 è ancora in vigore, ma i vari opportunisti di destra e i pentiti di sinistra cercano di modificarla, di snaturarla. Senza mai dimenticare che i diritti democratici che la nostra Costituzione sancisce, non sono stati acquisiti per sempre, ma c’è bisogno che ogni giorno si sostengano, perché le forze politiche che vorrebbero annullare quei valori e cercare di fare ritorno al passato sono presenti più che mai, e più che mai fanno di tutto per oscurare i valori della resistenza antifascista.

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            Se i partiti, i veri fautori e organizzatori della resistenza contro il nazi-fascismo non sono più in grado di autogestire questa ricorrenza è molto meglio che non se ne faccia più niente, piuttosto che vederla degenerare dove i valori della resistenza vengono travisati, occultati, defraudati. Meglio sarebbe, ovviamente, che di fronte a questi opportunisti di regime i partiti antifascisti riprendessero nelle loro mani questa ricorrenza togliendo di mezzo tutti gli opportunisti che su questo 25 aprile cercano di rifarsi una verginità politica.

F.to pagliatano

Collepasso, 27/4/2014

 

  1. osservatore
    beh, con Renzi e il suo renzismo, abbiamo sempre a disposizione un berlusconismo dal volto umano, o no? con i tempi che corrono è meglio accontentarsi, potrebbe accadere di peggio! o no? perciò, pretendere una 25 aprile migliore non è forse fuori da ogni ragionevole possibilità? e forse che Renzi potrebbe garantirti un 25 aprile migliore? io non credo, e tu?

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  2. Carla Corsetti 30 aprile 2014, 20:23

    Paolo Forlani, Luca Pollastri ed Enzo Pontani, tre poliziotti accumunati dallo stesso omicidio, quello di Federico Aldovrandi, un giovane ferrarese di 18 anni che ha avuto la sfortuna di incontrarli.

    Oggi i suoi assassini hanno ricevuto gli applausi dei colleghi.

    I poliziotti italiani non smettono di stupirci per la bassezza della loro violenza e per la volgarità del loro pensiero.

    Sono sempre più convinta che il corpo di polizia debba essere soppresso.

    Il sacrificio dei poliziotti uccisi nell’esercizio delle loro funzioni non basta più a cancellare il ribrezzo che suscitano i poliziotti quando si accaniscono contro la popolazione civile.

    Pensare alla polizia in termini positivi è arduo.

    Si fa eccezione per i singoli ma dopo episodi così sconcertanti, diventa faticosa anche l’eccezione.

    Solidarietà ai genitori di Federico Aldovrandi.

    Carla Corsetti

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