I TRE GIORNI IN-VERSI

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I TRE GIORNI IN VERSI  

Gaetano Paglialonga

 

Chiedo venia a voi lettori,

della metrica claudicante,

ma per cantar questi signori

è quella giusta, è calzante;

 

come del resto si può parlare,

di atteggiamenti tanto buffi ?

Vederli seduti a sghignazzare

mi tornarono a mente i puffi.

 

 Mai nei suoi cento anni

della nostra Collepasso,

si ricordano tali danni,

realizzato tanto fracasso!

 

Non ci piace la vendetta,

ancor men l’altrui malanni,

però una riflessione netta

si, per ragionar sui danni!

 

Eran  piccoli borghesi,

professionisti arrabbiati,

minacciavano per mesi

di restar lì incatenati.

 

Con catene ben luccicanti

parean gioielli per signore,

e a turno e tutti quanti

ad urlar ventiquattr’ore.

 

Occuparon la piazzetta,

proprio lì sotto il Comune,

e con stasi e senza fretta

esibirono il lor costume.

 

In barba al codice penale

del qual lor non si curavano,

ad altri davan dell’animale

e d’essere arditi si vantavano.

 

Con urla assai indecenti

e con niente di leonino,

pur se con stridor di denti

parea caratter sì volpino;

 

eran cristiani, eran credenti,

ma poco o affatto timorati?

Perchè ostentavano i denti

come san far solo i dannati!

 

Fu un pessimo esempio

che ai giovani han dato,

e questo vero scempio

fu da questi osservato.

 

Come fossero assai potenti,

il servizio d’ordine crearono,

e a far gestire i movimenti

 un colonnello richiamarono;

 

e con cipiglio il colonnello,

le forze dell’ordine invitata,

e come fosse un ritornello

ad andare a casa le esortava.

 

E non mancò il pannelliano,

ad imitare quel gran maestro,

ma essendo solo un paesano

e di digiuni un po’maldestro,

 

l’anoressia potea rischiar

il nostro caro farmacista,

per le ulive da salvar

da quel mostro assai sofista.

 

Ed era apparso all’orizzonte

un volantino zeppo di tumori:

è sulla collina, è lì la fonte”,

tanto scrissero i dottori;

 

cosa “cí azzeccano” le antenne

con  sta  dannata  centrale,

sono lì da tempo perenne,

“tuttu ‘ncòddu facìra male?”

 

Delle azioni assai capziose

fece uno strano comitato,

il referendum ci propose,

ma perché l’ha poi evitato?

 

Eran signori un po’ fighetti,

e non mancava il trasandato,

stravaganti e un po’ scorretti

gran tensione hanno creato;

 

 a firmare dissero: “son tanti”?

 Oh che sforzo, signori aitanti!

Garantivate a tutti gli abitanti:

morte da tumore a tutti quanti!”

 

La vandèa han scatenato

per l’innocua centrale,

un bordello immotivato

per qualcosa di banale?

 

NO! Ciò che loro odiavano

non era certo la centrale,

per il governar bramavano:

questo fu l’obbiettivo reale.

 

E c’eran quasi riusciti,

due anelli avean rotto,

si, due anelli intorpiditi

che ordivano complotto;

 

un complotto assai banale,

solita ambizione: contare!

Proprio niente di originale,

però può far tanto arrabbiare;

 

l’ambizione quando è grande,

più di quel che tu puoi fare,

prima o poi resti in mutande

con un bel nulla da vantare.

 

L’altro anello al femminile,

che si ruppe e se ne andò,

non era affetta certo da bile,

ma alla sua famiglia si adeguò.

 

Poi il terzo loro aspettavano

che anche lui si sganciasse,

tant’è che spesso lo lodavano,

e la maggioranza infin crollasse.

 

Ma il terzo tenne duro

e non si fece ipnotizzare,

non lo so se sia un puro,

maggioranza seppe salvare.

 

Or la centrale è già sparita,

ma non dal nostro orizzonte,

a Casarano l’han  gradita,

sorgerà più a sud, qui di fronte.

 

L’opposizione or si rilassi

il suo turno con calma attenda,

non faccia più dei passi falsi,

l’impazienza è sì tremenda!

 

Anche questo infin va detto:

da

nni ne avete fatti assai,

perciò, “mo’, pijàti rigetto,

nu cumbinati addhri quai”.

 

I fuoriusciti? Ben andati!

Politicamente mal tarati,

certo da noi sono isolati

e sulla destra accampati.

 

Doveva essere il politicare

il piacere di poter servire,

ma c’è chi sa solo pensare

al suo interesse da gestire.

 

Ma ciò che più rattrista

il politico che è corretto,

è rivederli sempre in lista

e, peggio ancor, al suo cospetto.        

                              Collepasso maggio 2007

 

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