I NOSTRANI TALEBANI.

I TALEBANI NOSTRANI.

Avevo appena auspicato, nell’articolo precedente, che Di Pietro e anche la sinistra antagonista trovino, insieme al 5 stelle di Grillo, un minimo comun denominatore e si presentino uniti nelle prossime elezioni politiche. Era un auspicio nel quale vedevo una possibilità di stoppare le enormi armate elettorali tutte predisposte a continuare, sulla scia del montismo, l’andazzo politico che sta distruggendo lo stato sociale nel nostro paese.

L’attacco sconsiderato e misogino contro la consigliera bolognese, Federica Salsi, da parte di Grillo e dei suoi “talebani” per aver accettato di presentarsi in televisione nella trasmissione “Ballarò”, mi ha fatto venire la pelle d’oca. Anche per me le donne sono “l’altra metà del cielo” come scrisse il grande timoniere cinese. Quindi vedo nell’atteggiamento di Grillo e dei suoi fedelissimi, un comportamento tipico dei talebani. E, nella migliore delle ipotesi, un vuoto di programma il quale costringe tutti i grillini, dal primo fino all’ultimo, di evitare il confronto, altrimenti ne verrebbero fuori a pezzi. Questa è la sensazione dominante dopo aver sentito e letto, non solo Grillo con la sua fatwà, ma anche i grillini sul loro sito internet sul quale hanno scaricato le loro frustrazioni. Inoltre Grillo non gradisce che il suo 5 stelle vanga definito un partito, ma pretende sia chiamato movimento, in realtà somiglia tanto, visti i loro comportamenti, più ad una setta che ad un movimento.

Da un lato pensavo, e non dispero del tutto che possa accadere, che l’aggancio con questi partiti avrebbe costretto i grillini ad un confronto democratico e realizzato un programma che fino ad oggi è del tutto assente. Ma al netto di tutti questi stralunati atteggiamenti che emergono dalla sua base, mi pare alquanto improbabile che ciò possa accadere.

Tutto ciò più che farmi venire in mente situazioni rivoluzionarie, emerge dai miei ricordi e letture, la

marcia su Roma”, con tutte le conseguenze che subirono quelle generazione. Da sempre, quando una crisi ciclica del sistema capitalista si è affacciata all’orizzonte è sempre stata la destra politica e antidemocratica che si è imposta. Oggi, tra la crisi economica finanziaria, una parte della classe politica degenerata, e la conseguente astensione elettorale, tutto ciò rischia di realizzare le condizioni per scivolare in una nuova e più perniciosa disavventura. Da sempre la destra all’inizio ha avuto connotati di sinistra, poi è scivolata nel populismo più bieco, infine ha operato decisamente in senso opposto alle promesse elettorali in modo niente affatto democratico. Così fu per quel gran movimento definito fascista del bandito internazionale Mussolini, anche questo aveva origini socialiste, anche questo parlava alla pancia dei disoccupati. Ma subito dopo la sua marcia trionfale si agganciò con la peggior specie di pescecani, fino alla stralunata pretesa dell’impero. Sbagliare è umano, cadere nello stesso errore è da pirla. Quindi, occhio agli sbandamenti che possono comportare rischi per la democrazia. Perché anche se questa nostra democrazia è imperfetta, e mai realizzata del tutto, ogni buon democratico, e i comunisti sono tra questi, lottano per metterla sempre più al servizio del popolo e contro i profittatori di ogni risma.

Che il mio personale consenso politico sia per il comunismo, e che invito a votare per il Partito della Rifondazione Comunista, penso sia chiara a coloro che frequentano questo sito. I comunisti hanno un programma e dirigenti con principi solidi costellati da valori democratici e popolari e hanno conservato un antico sogno che è la bussola del loro agire politico: “Dare ad ognuno secondo il suo bisogno e pretendere da ognuno secondo le sue capacità”. Che è come dire: avere tutto e non volere niente se non ce l’ha tutta l’altra gente. Questo è il principio di fondo di ogni comunista; questo è il principio base e l’obiettivo al quale puntano i comunisti: realizzare l’autentica democrazia.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 6/11/2012

 

 

 

 

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