I successi catastrofici della Nato in Afganistan.

 Ieri, 17 settembre, 6 militari italiani sono morti in Afaganistan, portando così il numero dei caduti italiani a 21. Gli Stati Uniti 836, Gran Bretagna 216, Canada 130, Germania 35, Francia 31, Danimarca 25, Spagna 25, Olanda 21, altre nazioni 63. complessivamente, militari caduti dell’alleanza atlantica 1.403. Dei caduti Afgani, nessuno tiene il conto, solo le organizzazioni internazionali umanitarie cercano di tenere il conto e sono d’accordo nel valutare il numero dei caduti innocenti in Afganistan oltre i centomila. Però, l’unico dato certo, invece è che il 90% sono delle vittime sono civili disarmati e indifesi. Perciò, complimenti alle “armate di liberazione” che son lì apposta per portare la democrazia in quel Paese, per quel popolo. Il giornalista Giuliano Battiston, de “il manifesto”, intervistando un commerciante, Muquim, a Kabul (Afganistan), così si è sentito rispondere: “Americani, inglesi, italiani, tedeschi e persino pakistani. Vi siete tutti affrettati a encomiarci per aver votato nonostante le minacce dei talebani. Ma il coraggio vero in Afganistan è un altro: quello di pensare al futuro senza restare terrorizzati”. Più avanti aggiunge: “questo vostro catastrofico successo è cementato con il sangue degli afgani, e di cui bisognerebbe tener conto per impedire che l’Afganistan precipiti ancora di più nel caos”.             Il segretario della Nato, Anders Fogh Rasmussen, tanto sostiene: “Dobbiamo restare in Afganistan tutto il tempo necessario. Non si pensi che quella del ritiro sia un’opzione. Niente affatto.” Anche il “nostro” ministro della difesa vola sulla stessa nuvola del segretario della Nato. L’ex segretario di Stato per la sicurezza durante la presidenza di Jimmy Carter, Zbigniew Brzezinski, sull’Afaganista tanto manda a dire ai moderni guerrafondai: “Se nel 2001 qualche centinaio di uomini delle forze speciali americane – insieme alle truppe dell’alleanza del nord Afganistan – ha facilmente sconfitto i talebani, oggi non ci riescono centomila soldati. E, anzi, questi soldati appaiono sempre più come invasori.” Concludendo con: “Anche se involontariamente corriamo il rischio di fare la fine dei sovietici, non proprio un successo”. Secondo il sottoscritto, il segretario alla difesa Zbigniew Brzezinski è ottimista, infatti, sarà molto peggio, sarà un altro Vietnam. Formulato il sincero cordoglio nei confronti dei famigliari delle vittime, non possiamo non sottolineare l’ipocrisia del potere, nel momento in cui si dichiara sbigottito per l’accaduto, come se, lì in Afganistan, fossero andati armati fino ai denti, i nostri militari, solo per distribuire caramelle ai bambini e fare il bucato alle casalinghe.     

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