GIRO GIRO TONDO…

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GIRO GIRO TONDO…

Gli automobilisti sanno bene quanto sono disdicevoli e antipatici quasi tutti quei rondò che si continua a piazzare nei vari incroci sulle strade provinciali; qualcuno sospetta addirittura che servono per produrre tangenti (sarà, ma non credo che nella nostra Collepasso sia presente questo problema, semmai ho sempre notato solo un alto tasso di ipocrisia politica). Ma molto peggio risultano quelli inventati negli incroci dentro le città. Se poi si arriva a costruirli persino nei villaggi come la nostra Collepasso, è evidente che il traffico c’entra meno dei cavoli a merenda. Proprio in un punto dove non si è mai verificato un incidente è stato costruito un rondò enorme che crea solo disagio alla circolazione. E pensare che per la circolazione delle autovetture sarebbe stato più opportuno intervenire, invece, sul manto stradale dissestato e pieno di buche. Invece…

Qualcuno che ne sa più di me mi assicura che questo rondò non ha il fine di regolare il traffico, ma quello di metter in evidenza il sacrificio del Carabiniere deceduto in Afganistan. Se così fosse, possiamo osservare che dopo settanta anni dall’ultima guerra pazzesca per la quale abbiamo innalzato in tutta Italia migliaia di monumenti ai caduti, ci tocca ricominciare con i monumenti ai nuovi e moderni caduti. Dalla piazza “ai caduti di Nassiria” (Iraq), a chi è deceduto in Afganistan. In tutto si contano oltre cinquanta giovani vite italiane distrutte dalla protervia dei nuovi imperi. C’è di che augurarsi che questa ubriacatura dissennata finisca presto. 

L’impero americano si è comportato da autentico apprendista stregone, è intervenuto in varie nazioni con la foglia di fico di imporre la democrazia con strumenti di morte e distruzione. Il risultato è che, fatti fuori i vari dittatori, che però tenevano sotto controllo tutti gli estremismi di natura religiosa e nello stesso tempo garantivano a tutti le libertà religiose, hanno contribuito, queste nuove barbare guerre, oltre allo sterminio di centinaia di migliaia di iracheni e afgani, a far nascere e moltiplicare il fanatismo, da Al Qaeda all’Isis, il peggio, cioè, di ciò che bolle nella pentola islamica, fino al massacro di giovani scolari avvenuta in Pakistan da parte dei talebani, consumatosi pochi giorni fa. Risultati, questi, che andrebbero sanzionati dalla Corte Internazionale per crimini di guerra. E noi italiani? Beh noi continuiamo a fare la figura dei vassalli se non addirittura la ruota di scorta dell’impero Nord Americano. Tant’è che la maggioranza degli italiani non si è ancora chiesto cosa stavano facendo in Irak e in Afganistan i nostri militari. Quindi la maggioranza, poco informata, finisce col prendere per buona l’affermazione che anche il sindaco sancisce nel suo manifesto: “Vittima di un vile attentato in Afganistan”.  Mi fa paura questo modo di presentare la vita stroncata di un giovane carabiniere in Afganistan. Mi fa paura perché la stessa frase era usata ed abusata dai nazifascisti contro i partigiani che lottavano per liberare l’Italia da quel cancro nazifascista. Le angherie, le distruzioni, la morte che l’armata occidentale ha portano in quei territori, tra quelle nazioni, ha consentito a dei fanatici pseudo religiosi di ergersi a difensori dei valori delle loro nazioni. Un lavoro, quello dell’armata occidentale, da autentici sconsiderati apprendisti stregoni. “Hanno fatto il deserto e la chiamano pace.

Sarebbe ora che all’opinione pubblica si raccontasse tutta la verità. La verità, che è sotto gli occhi di tutti, ma che non tutti la vedono, è nella la strategia dell’impero occidentale, quanto meno dal mio punto di vista, che ha come scopo in primo luogo quello di mettere le mani sulle fonti energetiche, poi quello di smaltire gli armamenti che giacevano nei magazzini e collaudarne di nuovi, e infine quello di distruggere e radere al suolo intere nazioni le quali per ricostruire il tutto avranno bisogno degli aiuti finanziari dell’occidente, i quali, come fossero dei benefattori, non mancheranno di erogare ingenti somme. Con questi debiti che  saranno costretti a restituire ai loro aggressori, gli aggrediti resteranno impigliati in un debito dal quale non ne usciranno mai più. La politica? È impotente! Tutto ormai è in mano alle lobby energetiche, degli armamenti e della finanza internazionale. Solo ubriacandosi si potrebbe pensar bene di questi malfattori.

Voglio concludere queste mie riflessioni con un pensiero rivolto a tutte quante le forze dell’ordine (Carabinieri, Poliziotti, Finanzieri, Guardie Forestali, Pompieri) che nel svolgere il loro dovere secondo i dettami della Costituzione e  nel far rispettare le leggi dello Stato e nel farlo con coerenza e abnegazione, purtroppo spesso ci lasciano anche le loro giovani vite. A questi sì, innalzerei monumenti alla memoria. Questi sì, meriterebbero elogio grande. Mentre per quei politici che per un pugno di voti si comportano ipocritamente, a questi ultimi invece riservo tutto il mio disappunto.

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VIVA IL BRIGADIERE DEI CARABINIERI SALVO D’ACQUISTO.

F.to pagliatano

Collepasso, 18/12/2014

 

Pensavo, a torto, che queste mie riflessioni fossero isolate e magari non condivise da buona parte dei cittadini di Collepasso. Poi ho scoperto che, su un altro sito locale si è sviluppato un dibattito intenso e interessante e dove sono emerse notevoli idee e opinioni negative su questo discutibile monumento. perciò ho deciso di riportare alcuni commenti su questo argomento.

  1. pieraRispondi

19 dicembre 2014 a 22:16

carissima laura l’ “esclusiva della sofferenza” la passiamo volentieri a te!!!!non sai neanche quello che dici!!! sei liberissima di pensare quello che vuoi ma alcune volte bisogna avere una parola di meno…sai cosa significa rispetto???e poi io non obbligo nessuno a starsene chiuso in casa ma siccome hai ripetuto di essere stufa di assistere a delle cerimonie ti ho suggerito di startene davanti alla tv a vedere una puntata di centovetrine che forse è più interessante  e non aggiungo altro se non vergogna!!!!!!!! e d’ora in avanti dove l’ignoranza parla, l’intelligenza tace! ciao ciao

AngelRispondi

19 dicembre 2014 a 12:18

È’ inutile negarlo il paese non voleva il monumento… Così come non condivide feste e musiche da discoteca per memorial.. Quindi forse prima di destinare spazi e beni comuni sarebbe opportuno verificare cosa ne pensano i cittadini… Ed in questo caso non è difficile capirlo, lo dicono tutti. Ci sono tante caserme e spazi militari dove i colleghi possono onorare la memoria dei loro caduti.. Per di più quella rotonda è’ spropositata e non utile alla viabilità per quel luogo… Nessuno deve sentirsi offeso per questo è’ solo la verità, ci si dovrebbe interrogare sul perché la cittadinanza provi questi sentimenti

luisluisRispondi

19 dicembre 2014 a 10:02

Per dirla tutta, fin dai tempi della guerra di Spagna negli anni 30 del secolo scorso, nel Salento c’è stata questa voglia di partire alla guerra. Quella fu una guerra combattuta contro gli ideali di libertà e di democrazia, con massacri, stupri, ruberie, da parte delle truppe nazi-fasciste in cui i nostri bravi giovani si arruolavano. Se ancora li ascoltavi, i reduci, usciva fuori il nulla, nessuna convinzione politica, nessun ideale a sorreggere la loro tragica scelta, solo il desiderio di uscire dalla fame, di farsi la “casa” e sposarsi, nessuna coscienza di cosa comportava per il popolo spagnolo la loro azione. Guernica il grande quadro di Picasso, che simboleggia l’orrore di quella guerra, chiunque mi legga lo ha visto, sia pure di sfuggita a fare da sfondo in qualche servizio dei telegiornali della mediaset, è dedicato anche a loro, a quei contractors reclutati tra le miserie del Salento, simboleggia anche l’orrore che hanno creato al netto della loro voglia di “farsi una casa”. Certo ora si combatte per esportare la democrazia, allora si possono fare i monumenti, la scusa c’è, la coscienza di ciò che si fa, non lo so.

lauraRispondi

18 dicembre 2014 a 21:51

Cara Piera, sarei stata certamente cattiva se avessi detto che oggigiorno i giovani che si arruolano sono quelli che non hanno voglia di applicarsi troppo o non hanno prospettive future, non è quasi mai un’intima convinzione e l’idea di servire lo Stato molto spesso è l’ultima delle loro ambizioni. Sempre loro invogliati quasi esclusivamente dalla cupidigia e dal denaro si spingono a combattere guerre che non gli appartengono arrivando a vendere la propria vita alla stregua dei mercenari. Questa è la mia discutibilissima opinione, degna di rispetto tanto quanto la tua. E me la sono anche tenuta per me! Ma dal momento che manchi di umiltà tanto da pretendere che la gente non metta piede fuori di casa per lasciar libero sfogo al vostro egocentrismo, allora ribadisco con maggiore convinzione che è molto più nobile un tacito dolore e che sono certa che il ricordo di quest’uomo sarebbe onorato decisamemte meglio se non portaste la popolazione estranea alla vostra vicenda a sbuffare e ad alzare gli occhi all’ennesimo manifesto alla memoria. Non è mancanza di sensibilità, è piuttosto un ricordarvi che tutti abbiamo perso qualcuno, che voi non avete l’esclusiva alla sofferenza, che sicuramente è una faccenda spiacevole, ma mai, a memoria mia, è stato fatto così tanto chiasso per così lungo tempo. E se allora ognuno è libero di fare come crede, io sono libera di ripetere anche fino alla nausea che mi avete stufato perché, ti sembrerà forse pure ingiusto, ma questo paese è mio quanto tuo e i miei diritti sono sacrosanti come i tuoi.

luisluisRispondi

18 dicembre 2014 a 17:03

I monumenti si fanno agli eroi. Se per ogni soldato morto in guerra nell’adempimento del proprio dovere se ne facesse un eroe, non basterebbero rotatorie, piazze, giardinetti a sufficienza per contenere tutte le statue da erigere e le lapidi da affiggere. Qui stiamo parlando di un giovane morto in una guerra lontana, alla quale era andato volontariamente, consapevole del pericolo che correva. Di solito qui molti giovani partono volontari perché, lo sappiamo tutti, lo scopo spesso è assicurare un avvenire migliore a sè e alla propria famiglia ed in questo Manuele è stato un eroe. Ha messo a repentaglio la sua vita in nome della famiglia e, purtroppo ciò gli è costato caro, lui era dove era ad addestrare la polizia Afghana, un compito giusto ed encomiabile, anche perché rischioso. Ma da lì a fargli un monumento…

pieraRispondi

18 dicembre 2014 a 19:53

carissima laura spero x te di non doverti mai trovare in determinate circostanze!purtroppo x te noi non siamo seguaci della D’Urso e purtroppo non abbiamo niente da esibire!tu invece hai esibito la tua cattiveria e spero che ora ti senti soddisfatta..se i suoi amici e colleghi con sacrificio hanno voluto realizzare questo a distanza di due anni non possiamo altro che esserne fieri e ringraziarli con tutto il cuore..che poi a te o a qualcun altro non ve ne può fregar de meno ci sta pure ma non sei tenuta a giudicare lo stato d’animo delle persone che gli vogliono bene!chiuditi in casa e guardati una puntata di beautiful se sei stufa di tutta questa “propaganda di cattivo gusto”.

luisluisRispondi

18 dicembre 2014 a 21:15

Vedo, Piera, che accidentalmente nel rispondere a Laura, hai risposto a me, che pure non ero stato tenero a proposito del monumento. Io credo che Emanuele sia stato un ragazzo, come tanti a Collepasso, bravo, generoso e de core, una persona onesta e amante della sua famiglia, del suo paese natale. Credo che lui sia andato ad affrontare la sua assurda morte, per spirito del dovere, essendo un carabiniere e anche amor di patria. Ha incontrato la morte su un terreno di guerra, dove quasi ogni giorno si contano decine di vittime per attentati politici o per bombe non tanto intelligenti, Manuele è rimasto preso da questo ingranaggio e ha fatto la parte del nemico per alcuni, che non l’hanno perdonato. Ma, insisto e credo di interpretare anche Laura, il monumento si fa agli eroi, eroi come Salvo D’Acquisto, anch’egli carabiniere, che diede la sua vita accusandosi ai tedeschi nemici, di un delitto che non aveva commesso, per salvare la popolazione da un eccidio. Come i martiri dell’isola di Cefalonia, che si fecero trucidare pur di non obbedire ai nazisti tedeschi. Come tanti altri, che anno dato l’esempio di umanità, di valore, di sprezzo del pericolo. Sono sicuro che Manuele avesse tutte queste virtù, ma il suo eroismo lo vedo forse solo come una grande dedizione ed amore per la sua famiglia. Ai suoi funerali io c’ero tra tanti, ma io credo che a commuovere tutti non furono le onoranze e le pompe magne, ma quella canzone di Jovanotti che ce lo fece sentire uno di noi.

GiancarloRispondi

18 dicembre 2014 a 12:54

condivido PIENAMENTE con Laura!!!!!!!!

Donato Antonio MeleRispondi

18 dicembre 2014 a 10:47

Queste sono le persone di Collepasso tutte come Laura a criticare queste cose se poi vedono qualcosa che non va in paese o per esempio qualcuno dei soliti noti compiere qualcosa di illecito si girano dall’altra parte come e non vedono nulla e credo che Laura con il suo commento filosofico del Cc…..

RiflessioniRispondi

18 dicembre 2014 a 09:55

Ma lasciamolo riposare in PACE il nostro Manuele,senza tante baldorie,e tanto chiasso.

lauraRispondi

17 dicembre 2014 a 22:21

Ma non si starà un tantino esagerando? Sono più di due anni che l’esibizionismo regna sovrano a dispetto di un indubbiamente più apprezzabile dolore dignitoso e silenzioso. Questa è la triste vittoria dell’ostenazione ad ogni costo, tipica dei migliori seguaci della D’Urso, della glorificazione post-morte ad ogni costo. Si è davvero così incapaci di capire, che ahimè, tanta sofferenza non è universalmente condivisa, anzi è ristretta ai pochi vicini ed interessati alla vicenda e, sebbene con rammarico, non solo non tutti riusciamo ad esserne partecipi, addirittura quasi ci siamo stufati di vedere il paese invaso da turta questa propaganda di cattivo gusto.

LuigiRispondi

17 dicembre 2014 a 18:32

L’eterno riposo dona a loro,o Signore,e splenda ad essi la Luce perpetua.Riposa in pace Amen.E’meglio dire una preghier

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Questi commenti sopra riportati, sono stati pubblicati sul sito infocollepasso.

  1. Pinco pallino
    Carissimo Gaetano, vecchio e malandato comunista inossidabile, ho trovato buone e condivisibili le tue osservazioni. Però mi sono scandalizzato un po’ perché nelle tue conclusioni citavi tutti gli agenti preposti all’ordine costituito ma hai dimenticato gli operai, i quali ne muoiono circa un migliaio all’anno e non perché sono in cerca di gloria nè di stipendi favolosi, ma solo per un povero stipendio per sbarcare il lunario e campare le loro famiglie. A Collepasso, negli ultimi anni ne sono morti almeno due, uno caduto da una impalcatura, un altro rimase soffocato sotto una valanga di terra che aveva scavato. E chi mai penserà di ricordare e dare, se non altro, almeno un po’ di dignità a questi sacrificati in nome del solito profitto? Neanche tu ci hai pensato? È grave per un comunista, non trovi?

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  2. Sì, certo, può sembrare una notevole contraddizione la mia, caro pinco pallini. In realtà io ho cercato solo di discutere su una contraddizione tutta interna ai servizi di ordine pubblico e le loro supponenze per il loro lavoro, certo, necessario, ma non produce ricchezza. Per me, inserire in questo commento i lavoratori della terra e delle industrie mi sembrava come mischiare fave e foje. Infatti per me i lavoratori della terra e delle officine sono più in alto, molto più in alto dei servizi, giacchè questi e, solo questi, sono i lavoratori che producono ricchezza per tutto il paese, anche per i servizi su detti. Questo e solo questo è stato il motivo per cui non ho citato le migliaia di morti sul lavoro che lasciano le loro vite, ogni anno, per portare a casa un modestissimo salario, senza nè incentivi nè trasferte di sorta.

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