GIRO GIRO TONDO INTORNO ALL’ITALGEST…

 

GIRO GIRO TONDO INTORNO ALL’ITALGEST…

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Da quanto si evince dal volantino dell’Amministrazione Comunale sopra riportato e dall’articolo pubblicato sulla Gazzetta del mezzogiorno di alcuni giorni fa, è evidente che un’altra tegola si è abbattuta sulle casse scassate del nostro comune. Il Giudice ha deciso di dare ragione al ricorrente e condannare il Comune di Collepasso, con l’obbligo di versare da subito la somma a garanzia di circa seicento mila euro presso la Cassa Depositi e Prestiti. Già nel passato, con altre amministrazioni, si sono verificati errori amministrativi che hanno comportato oneri notevoli per il Comune. Ora se n’è aggiunto un altro commesso dalla passata amministrazione sedicente di centro-sinistra.

Ma questa volta l’errore commesso, pare, debba essere attribuito all’ imprudenza, alla distrazione, tanto sembrerebbe. A meno che qualcuno non dimostri che, più che un errore, sia stata invece voluta al fine di agevolare una discutibilissima operazione d’impresa. Impresa che risponde al nome di Italgest fotovoltaico srl. Per adesso per i non addetti ai lavori, sfuggono le ragioni per cui si è operato così scopertamente a favore della Italgest. In quella occasione si è voluto ridurre il costo metro quadro del 50% circa, facendo così risparmiare a Italgest, oltre 500 mila euro.

Comunque se si è trattato solo di imprudenza o di ben altro, solo i fautori di detta decisione lo sanno e potrebbero spiegarci, ma guarda caso, il solito sito web sempre attento a ciò che bolle nella pentola collepassese, ora tace, un silenzio che fa rumore. Sta di fatto che Rifondazione Comunista, che in quel periodo era nella maggioranza, più volte ha cercato di capirne i motivi chiedendo ad amministratori e al tecnico comunale delucidazioni, le quali, puntualmente arrivavano e garantivano la correttezza e la necessità di quell’operazione. Ora però la decisione del tribunale ha rimesso in discussione la correttezza di quell’ operazione stessa condannando il Comune a pagare il resto di quel 50% il metro quadro che avevano scontato. Finendo così con l’attribuire all’ amministrazione, anzi al Comune, quindi a tutti i contribuenti collepassesi, oltre 500 mila euro più penali e interessi. Certo, l’amministrazione attuale farà ricorso contro questa sentenza, e ci mancherebbe altro, però, da parte di coloro che conoscono bene le carte, escludono del tutto che questa sentenza possa essere ribaltata.

Con il senno di poi, anzi con le informazioni postume di cui disponiamo, gli errori, se di errori si è trattato, sono almeno due. In primo luogo quando si è proceduto all’abbattimento del costo per metro quadro non si è tenuto conto di una legge già in vigore che imponeva di pagare quanto si era convenuto e trattato in precedenza. Ma cercando di rifarsi ad una legge precedente che permetteva sì di abbattere i costi se per uso produttivo ma che era stata nel frattempo dichiarata anticostituzionale e si era provveduto a formulare una nuova legge della quale chi operò non tenne conto, o forse non era informato? In secondo luogo, quando si sono venduti gli oltre centomila metri quadri all’Italgest, pur in presenza di un ricorso già in atto da parte della proprietà espropriata (la masseria Grande), non si è voluto stabilire nel contratto una clausola di salvaguardia nella quale si sarebbe dovuto includere che se il tribunale avesse condannato il comune a pagare la differenza, si sarebbe dovuto fare carico il compratore. Due errori micidiali, due errori da apprendisti, quindi incolpevoli? Ai posteri l’ardua sentenza.

P.S.

Mi auguro che, nei commenti, possa leggere qualche indicazione, da parte dei ben informati, sul perchè si è proceduto in quel modo.

F.to pagliatano

Collepasso, 4/1/2015

 

  1. Brutta tegola per i collepassesi.
    E clamoroso errore della precedente amministrazione. Chi ha commesso quest’errore, per ignoranza o no, abbia la decenza di non ripresentarsi più alle prossime elezioni amministrative.

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  2. All’epoca, (11.08.2009), 500 mila euro, erano: 500 mila euro.
    Certo, un miliardo fa più effetto, rende di più l’idea del danno ma erano già più di 7 anni che l’euro aveva assunto corso di valuta.
    Però una domanda in più è giusto porsela: perché la sinistra (aggettivo) sinistra (sostantivo) certe decisioni le assume solo in date particolari?
    Martedì 11 agosto nel caso di specie o mercoledì 24 dicembre in altro caso?
    Non sarà che anche il tempo si muove nella stessa direzione?

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  3. A sentire uno che è stato della partita pare che, l’incostituzionalità è stata sancita dalla Corte successivamente e non prima della riduzione del prezzo stabilito dall’amministrazione suddetta. Se così è, e c’è di che augurarselo, nel ricorso che l’attuale Amministrazione sta facendo, ci sono delle possibilità che questo ulteriore danno ci venga risparmiato. Beh, quanto meno c’è di che augurarselo.

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