GIACOMO MATTEOTTI, domani 10 giugno ricorre l’anniversario della morte.

GIACOMO MATTEOTTI,

domani 10 giugno ricorre l’anniversario della morte.

Di Errico Pietro Giuseppe

Ho raggiunto il giusto livello di nausea nel leggere le decine e decine di commenti, relativi alla sciagurata decisione dell’Amministrazione Comunale di Collepasso di inserire in una tranquilla giornata dedicata allo sport e istituita sulla base di una direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri, quindi non dalla poco illuminata amministrazione collepassese, una nuova disciplina che cerca a tutti i costi di legittimarsi come sport: il soft-air.

Il fatto che cerchi a tutti i costi una legittimazione è dimostrato dalla strategia con cui sono stati imbastiti le decine e decine di commenti che in vario modo hanno cercato di spiegare cos’è il soft-air e qual è lo spirito con cui si partecipa. Un tan-tan mediatico che ha visto su questo sito la partecipazione di blogger provenienti da ogni parte d’Italia. In tanti si sono sprecati a combattere una battaglia mediatica e dimostrare quanto fosse, anche socialmente utile, la squallida riproduzione di una finta guerra per fare solo e, a loro dire, soltanto dello sport.

Giovenale potrebbe più permettersi di dire “mens sana in corpore sano” se la storia gli avesse dato l’opportunità di leggere tante idiozie, pronunciate anche da un “Avanzo” di cultura?

Mi verrebbe da chiedere al Sig. Sindaco, all’assessore allo sport, nonché a tutti gli altri organizzatori della manifestazione con che finalità educative è stata organizzata tale esibizione e soprattutto con quali parole è stata spiegata ai ragazzi che hanno partecipato alle altre discipline la differenza tra i loro attrezzi e quelle fedeli riproduzioni di strumenti di morte. I birilli sono rimasti tali o anche quelli si sono trasformati in clave?

Dico mi verrebbe da chiedere, ma poi mi astengo dal farlo perché  sono sicuro che la necessità di giustificare quella scelta sciagurata non consentirebbe la giusta riflessione che sull’argomento è giusto e doveroso fare.

Gaetano, basta, non prendiamoci per il culo: c’è una sottocultura di morte che avanza. Una sottocultura che sputa in  faccia alla politica e vuole legittimare la formazione di schemi e valori di cameratismo che poco hanno da spartire con la democrazia. Si organizzano in squadre, si ornano di stemmi con immagini di morte, si armano con fucili che ancora oggi sono giocattolo.

Chi vogliono prendere per il culo?

Oggi vogliono una legittimazione sportiva, domani pretenderanno di affiancare la protezione civile e dopodomani saranno milizia: sono i nuovi balilla e questo non è il “troll” di chi vuole  provocare per farsi spazio nel blog a caccia di facile consenso.

Il 30 maggio 1924 Giacomo Matteotti pronunciò un memorabile discorso nell’aula del Parlamento Italiano.

Un discorso che fu presagio di morte per lui e per l’Italia.

Ho voluto riportarne una piccola parte per celebrare con le sue stesse parole l’anniversario del suo assassinio per mano di quella stessa milizia che lui in questo passaggio del discorso denuncia come forza al servizio di una certa politica che abusava del consenso democratico.

Ragazzi sveglia, non siete voi il problema. Il conto che la storia, con i suoi corsi e ricorsi, ci sta presentando è troppo caro da pagare e, attenzione, dire di non conoscerlo è solo da emeriti ignoranti.

Leggete le parole pronunciate da Giacomo Matteotti, questo è il vero coraggio, non il vostro.

Leggete anche i commenti dei suoi avversari politici: non vi sembra di poterli inserire tranquillamente tra i vostri commenti senza paura di riconoscerne la differenza?

Siete ancora convinti che non c’entra nulla la politica? Che illusi!

Da Gius,

ma poiché non avrebbe senso indicare un esempio di coraggio senza un doveroso senso di responsabilità aggiungo anche

Errico Pietro Giuseppe.

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Giacomo Matteotti. Codesti vostri applausi sono la conferma precisa della fondatezza dei mio ragionamento. Per vostra stessa conferma dunque nessun elettore italiano si è trovato libero di decidere con la sua volontà… (Rumori, proteste e interruzioni a destra) Nessun elettore si è trovato libero di fronte a questo quesito…

Maurizio Maraviglia. Hanno votato otto milioni di italiani!

Giacomo Matteotti. … se cioè egli approvava o non approvava la politica o, per meglio dire, il regime del Governo fascista. Nessuno si è trovato libero, perché ciascun cittadino sapeva a priori che, se anche avesse osato affermare a maggioranza il contrario, c’era una forza a disposizione del Governo che avrebbe annullato il suo voto e il suo responso. (Rumori e interruzioni a destra)

Una voce a destra: “E i due milioni di voti che hanno preso le minoranze?”

Roberto Farinacci.[5] Potevate fare la rivoluzione!

Maurizio Maraviglia. Sarebbero stati due milioni di eroi!

Giacomo Matteotti. A rinforzare tale proposito del Governo, esiste una milizia armata… (Applausi vivissimi e prolungati a destra e grida di “Viva la milizia”)

Voci a destra: “Vi scotta la milizia!”

Giacomo Matteotti. … esiste una milizia armata… (Interruzioni a destra, rumori prolungati)

Voci: “Basta! Basta!”

Presidente. Onorevole Matteotti, si attenga all’argomento.

Giacomo Matteotti. Onorevole Presidente, forse ella non m’intende; ma io parlo di elezioni. Esiste una milizia armata… (Interruzioni a destra) la quale ha questo fondamentale e dichiarato scopo: di sostenere un determinato Capo del Governo bene indicato e nominato nel Capo del fascismo e non, a differenza dell’Esercito, il Capo dello Stato. (Interruzioni e rumori a destra)

Voci: a destra: “E le guardie rosse?”

Giacomo Matteotti. Vi è una milizia armata, composta di cittadini di un solo Partito, la quale ha il compito dichiarato di sostenere un determinato Governo con la forza, anche se ad esso il consenso mancasse. (Commenti) In aggiunta e in particolare… (Interruzioni) mentre per la legge elettorale la milizia avrebbe dovuto astenersi, essendo in funzione o quando era in funzione, e mentre di fatto in tutta l’Italia specialmente rurale abbiamo constatato in quei giorni la presenza di militi nazionali in gran numero… (Interruzioni, rumori)

Roberto Farinacci. Erano i balilla!

Giacomo Matteotti. È vero, on. Farinacci, in molti luoghi hanno votato anche i balilla! (Approvazioni all’estrema sinistra, rumori a destra e al centro)

Voce al centro: “Hanno votato i disertori per voi!”

Enrico Gonzales.[6] Spirito denaturato e rettificato!

Giacomo Matteotti. Dicevo dunque che, mentre abbiamo visto numerosi di questi militi in ogni città e più ancora nelle campagne (Interruzioni), gli elenchi degli obbligati alla astensione, depositati presso i Comuni, erano ridicolmente ridotti a tre o quattro persone per ogni città, per dare l’illusione dell’osservanza di una legge apertamente violata, conforme lo stesso pensiero espresso dal Presidente del Consiglio che affidava ai militi fascisti la custodia delle cabine. (Rumori) A parte questo argomento del proposito del Governo di reggersi anche con la forza contro il consenso e del fatto di una milizia a disposizione di un partito che impedisce all’inizio e fondamentalmente la libera espressione della sovranità popolare ed elettorale e che invalida in blocco l’ultima elezione in Italia, c’è poi una serie di fatti che successivamente ha viziate e annullate tutte le singole manifestazioni elettorali. (Interruzioni, commenti)

Voci: a destra: “Perché avete paura! Perché scappate!”

Giacomo Matteotti. Forse al Messico si usano fare le elezioni non con le schede, ma col coraggio di fronte alle rivoltelle. (Vivi rumori. Interruzioni, approvazioni all’estrema sinistra) E chiedo scusa al Messico, se non è vero! (Rumori prolungati) I fatti cui accenno si possono riassumere secondo i diversi momenti delle elezioni. La legge elettorale chiede… (Interruzioni, rumori)

Paolo Greco. È ora di finirla! Voi svalorizzate il Parlamento!

Giacomo Matteotti. E allora sciogliete il Parlamento.

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Ottimo e opportuno richiamo su come fu seppellita la democrazia ieri, e i tentativi odierni di affossarla ancora una volta. Opportuno soprattutto dopo lo spazio che ho concesso a quei giovani ai quali piace tanto giocare alla guerra, riportati sotto il titolo: “Percorso di guerra nel castello Baronale”.

Ringrazio per questo intervento l’amico Pietro Giuseppe Errico. gaetano paglialonga

Collepasso 9/6/2012

  1. Caro Giuseppe, io credo invece che questi “softgunner” da te menzionati preferiscano ricordare un altro 10 giugno, e un altro anniversario, quello del 1940, data dell’infausta entrata dell’ Italia nella seconda guerra mondiale, quella del “Vincere e vinceremo…..”, spero che quel “Vincere” però vada bene domani 10 giugno, nella partita che L’Italia del calcio disputeraà contro la Spagna. Perchè il calcio, ma è una mia opinione personale, è sicuramente un gioco più bello ed emozionante di questo benedetto e tanto citato in questi giorni; “softair”.

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