G8

cazzoni.jpgLa prima giornata del G8 è passata liscia. In pochi ci avrebbero scommesso dopo gli scandali che hanno coinvolto il Presidente di turno (Berlusconi) e le poco velate censure all’inadeguatezza organizzativa dell’Italia nella pianificazione del summit.

Complessivamente, seppur in un clima estremamente prudente (la biografia di Berlusconi diramata dalla Casa Bianca era di sole 7 righe per evitare gaffe o frasi inopportune) le prime ore del summit sono filate in un clima abbastanza costruttivo e le proteste (che pure non sono mancate) fortunatamente non sono sfociate in atti eccessivamente violenti. La mossa più visibile, e anche la più pittoresca, l’hanno regalata proprio gli aquilani che hanno scritto con le pietre, sul dorso della collina di Roio un ironico “Yes, we camp“.

Ma un dato, a dimostrazione che l’Italia ha ancora le risorse per essere un grande Paese, civile e pronto a rispondere alle necessità, è arrivato dalle settimane immediatamente precedenti il G8.

In meno di 4 settimane è stata immaginata, pianificata e costruita una superstrada di 3 km per un costo di 4 milioni di euro! Una prestazione quasi “cinese”!

In un lasso di tempo ancora minore è stata completamente rimessa a nuovo, con l’aiuto di designer più in vista del mondo, con squadre di archietti, scenografi, tecnici e operai edili da far impallidire Mao, la scuola della Guardia di Finanza di Coppito, riconvertita in un residence a 5 stelle extra-lusso e in grado di accogliere i Grandi del mondo. Il costo: 10 milioni di euro circa.

Tutto attorno il percorso dei vertici politici planetari, una continua serie di aiuole, invasi, rotonde fiorite e prati tirati a lucido. Il tutto, sempre, spendendo tanti bei soldini e in pochissimo tempo. Finalmente possiamo essere orgogliosi di essere italiani? Purtroppo no! Un paio di dubbi, infatti, pervadono la mente dei senzatetto terremotati, che dopo oltre 3 mesi dal sisma sono ancora rinchiusi nelle tendopoli.

Perché stradine di vitale importanza per gli abruzzesi, il cui ripristino sarebbe costato infinitamente meno della nuova superstrada, come ad esempio la statale che collega Assergi e Camarda e quella che collega Calascio e Santo Stefano di Sessanio, sono ancora chiuse dal 6 aprile e non si parla neppure, per il momento, di riaprirle ai cittadini?

Ma un interrogativo è ancora più inquietante, in una prospettiva nazionale: la caserma di Coppito (quella in cui sono stati spesi 10 milioni di euro) NON E’ DELLO STATO ITALIANO. Quei geni di Berlusconi-Tremonti nel 2004, in piena fase di finanza creativa, hanno venduto la struttura e gli spazi esterni ad un pool di banche e società finanziarie! Lo Stato (cioé noi) dopo aver scialacquato i soldi guadagnati dalla vendita, è divenuto semplice inquilino e paga un canone annuale di oltre 13 milioni di euro. A incassare sono diversi soggetti collegatiall’Immobiliare SRG Spa (Gruppo bancario Finnat): Banca Imi spa, Barklays Capital, Royal Bank of Scotland Pice Lehman Brothers ecc.

A questo punto, se la fonte non mente, due sono le cose: o abbiamo regalato a questa società di banche e finanziarie un gioiellino che ha quintuplicato il suo valore, o ce la riscattiamo il prima possibile (con il valore di mercato precedente ai lavori) e la consegnamo agli abitanti abruzzesi che hanno perso la casa.

Morale della favola: allora anche noi italiani sappiamo fare le cose, solo che non lo vogliamo quasi mai.

Tratto da www.sconfini.eu

 

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