EVO MORALES Presidente della Bolivia

EVO MORALES Presidente della Bolivia

La Rete dei Comunisti saluta l’arrivo in Italia del Presidente della Repubblica plurinazionale di Bolivia.

Dopo decenni di dittature militari e di governi venduti alle multinazionali e al Washington Consensus, la Bolivia di Evo Morales ha dato un contributo decisivo al cambio di marcia dell’America Latina. Un processo di trasformazione progressista caratterizza l’America Latina del XXI Secolo indicando a tutti i paesi emergenti, ma anche all’Europa in preda alla crisi, una alternativa credibile al capitalismo e al modello liberale.

La nazionalizzazione delle risorse strategiche, l’integrazione economica e culturale regionale attraverso l’Alleanza Bolivariana delle Americhe, l’indipendenza dall’egemonia statunitense, sono passaggi straordinari per indicare al mondo la priorità dei diritti dell’umanità.

La Rete dei Comunisti riconosce al Presidente Evo Morales di aver contribuito enormemente a questo processo. Poterlo incontrare nella capitale di un paese come l’Italia sottoposto ai diktat antipopolari e antidemocratici della Bce, dell’Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale, è un motivo di incoraggiamento e di orgoglio per delineare le alternative possibili al capitalismo anche nel nostro paese.

Lunedì 11 giugno, a Roma, parteciperemo e invitiamo a partecipare attivamente all’incontro pubblico con il Presidente Evo Morales che si terrà alle 17.30 alla sala delle Carte Geografiche (via Napoli 36).

Roma, 9 giugno 2012

  1. Le alternative possibili nel nostro paese…..Si, ma il nostro è un paese strano, dove lo stesso Papa dice che stiamo tornando al medioevo, ma forse si riferisce alle vicende interne del Vaticano….Un paese, dove gli uomini si tolgono la vita non potendo pagare i debiti contratti per far fronte alla crisi. In questo scenario, il governo di politici eletti democraticamente è alla finestra: ha gettato la spugna chiamando un Cincinnato ad affrontare l’emergenza, concedendogli però solo armi spuntate e obbligandolo ad una questua tra le classi più deboli, che è la stragrande maggioranza degli italiani; governo che deprime ulteriormente l’economia e non doma la finanza internazionale, capace di spendere belle parole ogni qualvolta ci flagella irrimediabilmente sui tassi elevati misurati in spread, quando deve rinnovarci il credito. La disoccupazione, non solo giovanile lievita e in cambio si varano premi scolastici per i più meritevoli, come se il problema del lavoro che non c’è fosse causato dallo scarso impegno. Le riforme sbandierate , che passano dalla politica, arrancano, le prospettive languono. Corruzione, ingiustizie ed evasione fiscale, sono all’ordine del giorno, sembra uno scenario bellico, altro che soft-air. Bisognerebbe avere un rigurgito di orgoglio e che ogniuno recuperi consapevolezza sulla drammaticità del momento, riconosca se ci sono le proprie responsabilità, e si impegni a fare il proprio dovere , mettendo nell’agire un supplemento d’animo, di coraggio ed entusiasmo e di fiducia nello Stato. Il quale, non dovrebbe essere un ostacolo da evitare o prendere a calci, ma la nostra casa comune, da rispettare e tutelare come le quattro mura tra le quali scorre la nostra vita familiare.

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