ERAVAMO QUATTRO AMICI AL BAR

 

 

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ERAVAMO QUATTRO  AMICI AL BAR

Ci andavano perfino a prendere il caffè gli intellettuali romani del ‘700.  Sì, in quel baretto all’angolo  su via della Pace, proprio dietro Piazza Navona. E da allora in poi eccoli sempre lì al Caffè della Pace, generazione dopo generazione,  uomini di cultura dello spettacolo, della moda, artisti e imprenditori , modaioli e rugantini, nottambuli e mattinieri romani sornioni e chiacchieroni, a darsi il cambio. Tutti a stringersi le mani, a scambiarsi pensieri, a sedersi ai tavolini sotto l’edera dove gli arredi sono rimasti quelli di sempre, tra le statue e i cimeli che stratificavano come è stratificata la storia di Roma. Il Caffè della Pace ha pure ricevuto la benedizione di Giovanni Paolo II che fece colazione prima di celebrare la messa a Santa Maria della Pace.

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Dalla fine dell’ 800, il Caffè è diventato un luogo d’incontro, di scambio di idee, di musicisti, artisti, poeti, pittori, e cineasti. C’è chi fra quelle mura ha incontrato Ungaretti, chi ha visto Monicelli,Fellini e i pittori della scuola romana. Hanno calpestato il suo pavimento nomi più o meno altisonanti:  Paolo Villaggio, Giletti, Bolognini. Inoltre, artisti di fama internazionale come Madonna e Spike Lee, Matt Dillo, Monica Bellucci, Robert De Niro, Vasco e Zucchero hanno dichiarato di amarlo e di frequentarlo quando vengono a Roma. Sul caffè più amato di Roma si susseguono storie che hanno il fascino delle leggende metropolitane raccontate da scrittori e  amanti della mondanità. Appese alle pareti del locale ci sono centinaia di foto che dimostrano il passaggio di personaggi famosi tra i quali anche Al Pacino con la fidanzata dell’epoca Diane Keaton. Del resto 100 anni di storia devono pur servire a qualcosa. Ma certo è che nell’immaginario comune questo Bar con la B maiuscola merita almeno una visita per chi viene per la prima volta ad ammirare Roma. E’ inserito praticamente in tutte le guide turistiche internazionali e se guardi i giudizi rilasciati su Internet da chi ha mangiato ai suoi tavolini o si è semplicemente fermato per prendere un caffè, è tutto un susseguirsi di complimenti e di giudizi positivi. Da cosa dipende tanto entusiasmo? E’ indubbio che l’interesse nei confronti del Bar da parte di personaggi famosi da una marcia in più, ma non può essere soltanto questo il motivo. Forse il Caffè della Pace è rimasto tra i pochi a resistere all’assalto dei locali senza identità che affollano ormai le vie del centro. Forse Pirandello  siederebbe ancora ai suoi tavoli per respirare  l’aria di una volta. Forse un giorno ci troveremo come le star a prendere un caffè al Bar della Pace.

ANTONIO LEO

Collepasso, 6/3/2014

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