“ER POETA DE ROMA”

“ER POETA DE ROMA”

 

 

 

 

Trilussa, pseudonimo di Carlo Alberto Sallustri nacque a Roma e lì vi morì. Dopo un’infanzia non brillante sotto il punto di vista scolastico, esordì giovanissimo pubblicando il suo primo sonetto. Trilussa forgiò un linguaggio sempre più prossimo all’italiano, fin quasi a indurre il romanesco a una patina leggerissima. Fu definito poeta della cronaca, ma anche poeta di un mondo piccolo borghese, ma probabilmente fu entrambe: i suoi sonetti nacquero per commentare i fatti di cronaca di un mondo tarso borghese. La vita politica romana del tempo, offriva sicuramente una straordinaria varietà di bersagli, come le baruffe tra clericali e anticlericali, tra monarchici e repubblicani, ma anche la corruzione e i giochi di potere della politica: tutti furono colpiti da suo modo di scrivere senza imparzialità. Raccontò  da vero e proprio reporter  fatti da porre all’attenzione del popolo. Questo era Trilussa “er poeta de Roma”, un grande artista, una gloria per i romani, che è vissuto infondo nemmeno tanti anni fa, ed è subito entrato nella leggenda.

Lungi dall’essere un intellettuale, fonte della sua ispirazione erano le strade di Roma assai più che i libri. Quando un giornale locale gli pubblicò i primi versi , questi conobbero presto il consenso dei lettori. La sua fama crebbe, la sua notorietà raggiunse il culmine. Tuttavia Trilussa non frequentò mai i circoli letterari ai quali continuava a preferire le osterie. Le sue poesie sono dunque popolate da tipici personaggi di un mondo piccolo borghese (la casalinga, il commesso di negozio, la servetta ecc). Negli anni successivi, però la struttura sociale dell’Urbe, doveva cambiare profondamente; l’ispirazione che il poeta traeva così intimamente dalle vecchie atmosfere romane era destinata pian piano ad abbandonarlo.  I suoi anni migliori giungevano al termine. Eppure a soli 20 giorni dalla morte, gli veniva riconosciuto dal presidente della Repubblica Luigi Einaudi il titolo di senatore a vita per alti meriti in campo letterario e artistico: siamo ricchi, fu il suo commento alla fedele governante nell’apprendere la notizia , ben sapendo che tale titolo non era molto più che una carica onorifica. Trilussa infatti viveva alla giornata, aveva l’incubo di pagare l’affitto, era sempre pieno di debiti e però, pur non vivendo nel lusso si godeva la vita tra feste di popolo, abiti eleganti e teatro. Trilussa: un personaggio difficile, un autentico anticonformista.

F.to.  ANTONIO LEO

Collepasso, 10/6/2013

 

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