EGITTO E TURCHIA AI FERRI CORTI CON ISRAELE

 

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IL SIONISMO HA TOCCATO IL FONDO:

Prima la Turchia poi l’Egitto stanno mettendo, giustamente, sotto pressione Israele.

L’arroganza di Israele, la violenza che esercita nei confronti di altri Popoli e Nazioni, in modo particolare contro i palestinesi, ha fatto esplodere il risentimento del Governo turco e di quello egiziano, nonché la rabbia di quei popoli. L’assalto, anzi l’arrembaggio in acque internazionali subìto dalla nave turca Mavi Marmara, la quale si accingeva a rompere l’embargo, anzi l’assedio, di Israele nei confronti della Striscia di Gaza palestinese, provocò la morte di nove cittadini turchi pacifisti che erano su quella nave; in seguito all’attentato subito da Israele nel Sinai da parte di integralisti islamici, l’esercito israeliano uccise cinque soldati egiziani. Questi due atti di pirateria il primo, e di eccesso di difesa del secondo, prima ha irritato i governi i quali hanno ritirato i loro ambasciatori, poi hanno scatenato l’orgoglio e la rabbia dei cittadini dei due paesi.  

Israele è sempre più abituato a non rendere conto dei suoi comportamenti e si considera al di sopra della legge internazionale. Col tempo, questo Stato nazione, si è trasformato come un bambino viziato, rovinato dai paesi che lo hanno sempre protetto (USA, e lobby ebraiche). Ha praticato e pratica sempre più sfacciatamente il terrorismo di Stato contro i palestinesi e, con arroganza, pretende che tutte le nazioni debbano applaudirla, sfoderando ad ogni piè sospinto l’olocausto subìto dai nazisti come giustificazione dei suoi crimini contro i palestinesi. 

Ma lo storico contemporaneo di origine ebraica Philip Roth così sentenzia sul sionismo nel suo libro “Operazione Shylok”: “il sionismo fu una grandissima forza, ma dopo essere riuscito a ridare la salute agli Ebrei si è tragicamente rovinato la sua”. Infatti, oggi per Sionismo si intende non più l’idea originale, di vivere cioè a fianco di altri popoli e nazioni, ma conquistare tutta la Palestina col ferro e col fuoco come fece Giosuè (a dar retta alle leggende bibliche). Eliminare cioè gli altri popoli (i palestinesi), e riprendersi l’intera Israele, la famigerata “terra promessa”.

La striscia di terra che l’ONU gli aveva assegnato nel 1948 non gli bastava. Una minoranza di ebrei ortodossi ha sempre preteso e ottenuto dai governi israeliani l’occupazione di tutto il territorio a suo tempo realizzato da Giosuè e raccontata nell’Antico Testamento. Solo che, con i tempi che corrono, quel loro “dio degli eserciti” pare non abbia più così tanta libertà di manovra nel  sostenere il suo “popolo eletto” perchè ora se la deve vedere con un miliardo circa di arabi musulmani e pare che così tanti siano un problema anche per lui. Leggende strampalate a parte, se nel governo Israeliano dovesse ancora prevalere la logica degli ebrei ortodossi, prima o poi gli arabi li ributteranno a mare così come fece l’Imperatore Adriano nel 136 d.C..

            Auguro agli israeliani laici e democratici di sapersi fermare in tempo, di rinunciare ai progetti integralisti ai danni di quel popolo, i palestinesi, che da sessant’anni subiscono tanto quanto gli ebrei subirono dalla “santa madre chiesa” prima e dai nazifascisti poi. 

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 15/9/2011

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