È nato il terzo polo, lunga vita al terzo polo!

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Da questi signori “non comprerei neanche un’auto usata”. Malgrado ciò, auguro lunga vita al loro “terzo polo”. Perché? Perché “non tutti i mali vengono per nuocere”.

 

Uno strano gruppo si aggira per il parlamento, è il terzo polo. Tutti si domandano dove vuole andare, dove vuole arrivare. I fautori del bipolarismo, speranzosi di realizzare addirittura il bi-partitismo, sono allarmati, i loro loschi sogni si stanno infrangendo di fronte a questo rovesciamento degli schieramenti, allo scardinamento degli assetti duo-polisti consolidati.

A mio personale parere, dovunque vogliono andare non sarà un problema, l’importante è che ci siano e che restino, e che riescano, con la loro sola presenza, a frantumare questo micidiale bipolarismo.

   Questo terzo polo, forse involontariamente, salverà di certo la democrazia italiana da questo infausto “BIPOLARISMO” galeotto.  Che che ne dicano i fautori del bipolarismo, i quali sognavano già di realizzare il bi-partitismo (sto pensando in particolare ad uno di essi, al più “utile idiota”, a quel “genio delle belle sconfitte”, che risponde al nome di Walter Veltroni), di fatto è questo, il Bipolarismo, non altri, che sono all’origine  dello sfascio delle nostre Istituzioni democratiche. Senza il bipolarismo, mai avremmo avuto il dispiacere di fare la conoscenza politica e,  addirittura consolidare al potere un autentico fascista.

È mia personale convinzione politica che non è con il mandare a casa il bunga bunga che si rafforzerà e consoliderà la democrazia, le nostre Istituzioni. Per essere certi che non riemergano in futuro ulteriori incidenti di percorso alla nostra democrazia, occorre ben altro!

Occorre partecipazione, coinvolgimento dei cittadini attraverso i partiti che nel frattempo, purtroppo, si sono sclerotizzati, ridotti a comitati elettorali a tempo determinato. Al bando l’americanizzazioni, le personalizzazioni. Rinvigorire invece i partiti mettendo alla berlina tutti gli  aspirazioni leader, capaci, questi, di far sparire, raccontando l’inutilità del partito e fare emergere solo il loro nome, la loro brutta faccia. Sgombrare per sempre il campo dall’uomo della provvidenza, liberare le coscienze delle masse da queste incrostazioni salvifiche mediante il leader di turno. E, così attrezzati, tracciare un cammino, indicare un orizzonte meno angusto dell’attuale. Ma questo,  solo dei veri partiti sono in grado di realizzare, perchè:

“Un partito politico, nella misura in cui è tale e non un cartello elettorale, media le passioni e gli interessi della moltitudine attraverso un progetto più ampio rivolto al bene comune. Il partito politico è il luogo in cui gli interessi e le passioni dei singoli vengono veicolati al servizio di un progetto più ampio, lo Stato.  Senza la mediazione dei partiti si ha il corto circuito tra leader  e interessi e passioni della moltitudine,  ovvero il populismo.  Invece, una società è democraticamente matura, quando ospita dentro di sé il primato dell’etica e, sa mediarlo con l’opacità del reale.  E, questa operazione di tutto rispetto, possono realizzarla solo dei veri politici, all’interno di veri partiti”.

 Quanto fin qui ho sostenuto, è solo un auspicio per avere una democrazia, che sappia sfuggire ai meccanismi del grande fratello raccontatoci da George Orwel nel suo “1984”. Ma, abbia anche la capacità di non scivolare, andando alla ricerca di una società più giusta, nella tragedia della “fattoria degli animali”che, sempre il grande George Orwell, ci ha descritto.

La vera scommessa, per chi è autenticamente democratico, è riuscire a trovare il giusto equilibrio per garantire giustizia e uguaglianza senza innalzare forche. E Nessuno ha il diritto di definire democratico, un regime che non ha alla base questi valori fondamentali.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 16/12/2010

 

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