E’ morto Francesco Cossiga detto KoSSiga,

 immagine-102.jpg DA pugliantagonista traggo e pubblico: http://www.pugliantagonista.it/archivio/cossiga_francesco_kossiga.htm DEDICHIAMOP straordinariamente Dedichiamo questa pagina  al Gladiatore,  che rivestendo i più alti incarichi dello Strato ha orgogliosamente ammesso di aver partecipato all’organizzazione segreta anticomunista della Gladio, ma innanzitutto ricorderemo KoSSiga,  il ministro di polizia  più maledetto dai movimenti giovanili e dall’antagonismo di classe dal tempo del fascismo.Lo ricorderemo con  la frase più lugubre che pronunciò in Parlamento presentando i provvedimenti di restrizione delle libertà di espressione e da stato di assedio  alla fine di aprile 1977: “Non permetterò che i figli dei contadini meridionali ( i poliziotti) siano uccisi dai figli della borghesia romana  ( gli studenti e i proletari in lotta)”. Una frase che richiamandosi ad una poesia di Pasolini, gettava l’amo  all’allora Partito Comunista Italiano, in attesa di essere sdoganato per un governo di Unità nazionale  e di Compromesso storico e che gli permise di avere mano libera sulla democrazia in Italia.“-Cossiga decreta l’abolizione del 25 aprile del 1° maggio a Roma. Tambroni non era arrivato a tanto “-Titolava così il 23 aprile 1977 il giornale  Lotta Continua:”I figli dei contadini meridionali” li vedemmo in azione  pistola e bastoni alla mano, mascherati, senza divisa,  all’opera  poco più di dieci giorni dopo,  il 12 maggio 1977 a Piazza Navona e a Ponte Garibaldi. Il suo nome con la K ben evidente fu scritto a lettere cubitali sui cartelli delle femministe romane che posero il giorno dopo sul luogo dove era stata assassinata Giorgiana Masi.Il suo nome fu urlato con rabbia durante i giorni della rivolta di Bologna seguiti alla morte di Francesco Lo Russo e che lo raffigurarono come un tutt’uno con un carro armato. Con le  immagini di quei titoli di giornale, con quelle vignette e con quelle foto ricordiamo lui  e le vittime  di quello Stato di cui fu servitore zelante , nella pagina dell’Archivio Storico Benedetto Petrone da noi a lui oggi dedicata. http://www.pugliantagonista.it/archivio/cossiga_francesco_kossiga.htmARCHIVIO STORICO BENEDETTO PETRONE 17 AGOSTO 2010 Considerazioni politiche: Se la chiave del potere è stata, ed è tutt’ora, nel trasformare un cittadino in suddito attraverso divieti e privazioni, per conservarlo in un tale stato, è però necessario avere dei Cossiga al Governo! Ecco, infatti,  la cura che KoSSIga consigliava solo pochi mesi fa, per chi cerca di ridiventare cittadino e quindi esige i suoi diritti, secondo questo ex Presidente infatti è necessario: “Fare (agli studenti) quello che feci io quand’ero ministro dell’interno…Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco la città.” Il giornalista chiede ancora: dopo di che? “dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle autoambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia e dei carabinieri”. In che senso? Chiede ancora il giornalista. “Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano.”Anche i docenti? Chiede il giornalista. “soprattutto i docenti!” risponde il secondo peggior Presidente della Repubblica dopo Segni, che l’Italia ha avuto l’imbarazzo di avere alla massima carica dello Stato. Fin qui è riportata l’intervista apparsa su alcuni giornali con tiratura nazionale, compresa “la Repubblica, del 28 ottobre 2009, dalla quale questa intervista è stata tratta.

Per i giovani questa coscienza truce di Cossiga, sarà una novità. Ma, per chi come me ha vissuto gli anni sessanta e settanta ad occhi aperti, l’unica meraviglia consiste nel sentir confessare tutte le accuse che da trent’anni urliamo contro quel comitato d’affari che, preso il potere, per conservarlo utilizzò a piene mani i “Consigli al Principe” di Macchiavelli, e che in una nuova versione aggiornata furono definiti, “ strategia della tensione” e “opposti estremismi”.

f.to GP

Collepasso 18/8/2010

 

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