È la “decrescita felice” l’alternativa al capitalismo selvaggio.

 

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È la “decrescita felice” l’alternativa al capitalismo selvaggio.

 

       Quest’idea della “decrescita felice”, a Collepasso, è arabo per i nostri amministratori. E mentre in tutto il mondo germoglia l’idea di una crescita alternativa alla distruzione di risorse e ambiente al fine di migliorare la vita, rallentandola, al fine di renderla più umana: piantando alberi, difendendo il verde. I nostri amministratori invece non trovano di meglio dell’inondare quel poco di territorio (feudo) di cemento e asfalto (fa venire in mente la Val di Susa). Le ultime due stravaganti operazioni che si identificano in perfetta simbiosi con il capitalismo selvaggio, ormai obsoleto e distruttore di risorse ambientali incompatibili con le risorse terrestri, si propone una circonvallazione sud e il palazzetto dello sport. Due strampalati progetti fuori dalle esigenze e dalle necessità dei suoi abitanti. E chi sostiene il contrario o è in malafede o è portatore di idee bizzarre.

 Anche gli amministratori di Collepasso sono vittime del mito dell’abbondanza?

                                                                

        La circonvallazione:

quest’opera per Collepasso è anacronistica, distrugge l’ambiente, deturpa il paesaggio e isola del tutto Collepasso dal  flusso del turismo salentino. Nell’intervento da me sostenuto pochi giorni fa, su questo stesso sito, dal titolo “Turbolento consiglio comunale”, riprendevo l’ipotesi del consigliere di opposizione Carlo Marra, il quale avanzava l’ipotesi di rinunciare a questo progetto perché non avrebbe portato niente di buono a Collepasso. Nonostante anni luce di distanza politica tra lo scrivente e il consigliere innanzi detto, ho trovato ragionevole la sua proposta. E, dopo una verifica più approfondita, penso di poter dire quanto segue: chiunque l’ha immaginata e voluta, questa circonvallazione,  è del tutto fuori da ciò che a Collepasso sarebbe opportuno e necessario realizzare nell’interesse collettivo dei suoi abitanti. Esempio: chi ricorda più che a Collepasso c’era una volta…  un bosco favoloso che la speculazione edilizia degli anni settanta lo ha raso al suolo e che è rimasto solo un decimo trasformato in parco? Solo le persone anziane possono dire di averlo visto in tutta la sua rigogliosità, quel bosco florido, esuberante, autentico polmone di ossigeno per la nostra Collepasso. Qualcuno ci ha guadagnato, forse più di uno, ma di certo la comunità ci ha rimesso, e  molto anche. Con quest’altra strampalata operazione della circonvallazione si deturperà la serra, altro punto caratteristico  della nostra Collepasso. Ma chi l’ha voluta li senti dire: sono soldi della Provincia, Collepasso non spenderà un euro. Si, Collepasso ci rimette solo l’ambiente, la sua immagine, la sua vivibilità. Ma c’è di che riflettere su cosa si potrebbe realizzare intorno a Collepasso con i già decisi 11 milioni di euro, e altri 2 circa necessari per realizzare anche la bretella voluta da Parabita. Un milione di alberi da piantare, sia sulla serra stessa che si sta per distruggere, sia in tutti i terreni di demanio pubblico. E questo comporterebbe un lavoro per decine di persone per qualche anno. Insomma si poterebbe realizzare lavoro anche di utilità pubblica, invece che danneggiare l’ambiente.

        Siccome questo sito non è nato con lo spirito di fare polemica, ma di divulgare, in modo dialettico, le mie opinioni politiche, non racconterò tutte le ipotesi nate su questa operazione, secondo le quali non sarebbero mancati i doppi e tripli salti mortali voluti dagli amministratori nel decidere il percorso al fine di non danneggiare questo o quell’amico. Vero o falso che sia, è comunque sotto gli occhi di tutti  gli strampalati percorsi del tragitto che peggiorano la già dissennata operazione. Tragitto deciso e voluto a dispetto della logica, del buon senso, del buon gusto.

Il palazzetto dello sport:

La struttura del palazzetto dello sport (è stato già finanziato, Collepasso si è già accollata l’onere di 650 mila euro), avrebbe avuto un senso, una logica, se fosse nato come consorzio tra più comuni limitrofi. Invece è stato voluto come struttura tutta locale. Un lusso che le finanze della nostra Collepasso non potrà gestire. Gli amministratori futuri saranno costretti ad appaltare la gestione ad un’azienda privata. Così il paradosso consiste nel fatto che si preleveranno soldi dai cittadini collepassesi, ma ne potrà beneficiare solo un’azienda privata. E siccome un’azienda non investe senza un ritorno economico, non è ragionevole  pensare che, chi vorrà servirsi di quella struttura lo potrà fare con minor costo di quanto già sborsano in altre strutture già esistenti. No, costerà moltissimo, e la conseguenza sarà che, chi vorrà allenarsi o disputare una partita, sceglierà ancora altri luoghi ben piazzati e collaudati e con minor costo, come Casarano, Parabita, Tuglie. Quindi così me la immagino: questa struttura è destinata alla chiusura nel giro di poco tempo, abbandonata a se stessa, e in un inevitabile declino. E, addio soldi dei contribuenti, addio sogni di gloria per chi lo ha voluto. Ma se su quel terreno, già comprato, quindi a disposizione del comune, avessero invece immaginato e progettato un altro luogo di verde pubblico, con giochi per bambini annessi, tutti i collepassesi avrebbero potuto usufruirne, invece… diventerà presto un’altra piccola “cattedrale nel deserto”, un altro capannone costruito e abbandonato, quindi si sta costruendo, di fatto, un altro futuro rudere. Comunque, chi vivrà vedrà.

 

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 11/4/2012

 

 

 

  1. in punta di spillo 18 aprile 2012, 12:08

    Si, a mio avviso, il palazzetto dello sport ha la stessa logica dell’asilo nido costruito negli anni settanta. Anche allora si disse, è utile per le famiglie di Collepasso che potranno portare i bambini, mentre le loro mamme vanno a lavorare. E coloro i quali sostenevano che di donne a lavoro a Collepasso son come le mosche bianche, quindi quell’asilo nido non ha motivo d’essere, venivano tacciati di anti-modernismo, di vetero qualcosa. Il moderno invece, deve spendere e sprecare contro ogni logica umana. E chissà che non ci sia già qualcuno che si sta facendo i conti di quanto potrà guadagnare da questa operazione.

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