È ALLARME TRA TUTTI I PAPAVERI DEL MONDO.

 

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 Julian Assange fondatore di WikiLeaks.

LA FUGA DI NOTIZIE SEGRETE REALIZZATE DA  UN GRUPPO DI HACKER DI WIKILEAKS  STA METTENDO IN MOSTRA LA NUDITÁ  DEL POTERE POLITICO MONDIALE.

Un gruppo di haker è riuscito a mettere le mani su milioni di notizie top secret del potere politico diplomatico e militare. Per  il potere è il terremoto! Tutto ciò che doveva restare ultra segreto, verrà dato in pasto all’opinione pubblica.

            Sulla sporca guerra Irachena e afgana, un militare ha messo a disposizione centinaia di migliaia di file, dalle quali stanno emergendo comportamenti, da parte dei militari occidentali, spietati. Spietati, truci,  nei confronti di quella popolazione che ci raccontavano di voler  convertire alla nostrana democrazia. Questa guerra, ha realizzato crimini contro l’umanità, e ne ha realizzati tali e tanti, che se dovessero condannare tutti, si  colmerebbero  le galere di mezzo mondo.

  Lo scandalo che sta per esplodere in questi giorni, invece, ha carattere politico- diplomatico. Si tratta di divulgare informazioni segrete, ottenute mediante lavoro da hacker, cioè ladri di informatica.

Il terremoto non è ancora arrivato, ma le turbolenze nella diplomazia internazionale sono, per loro,  agghiaccianti. Sono tre milioni i documenti che stanno per essere pubblicati. Tutti i Governi cercano di mettersi al riparo da queste terribili, per loro, rivelazioni.

Ecco un pessimo esempio: Il Governo Italiano, con un comunicato del Consiglio dei ministri, ha già messo le mani avanti dichiarando che: “c’è una strategia internazionale per colpire l’immagine dell’Italia”. Che è come dire: il fango che emergerà contro il Governo dalle rivelazioni annunciate, è solo una strategia dei nostri nemici nazionali e internazionali che intendono colpire il governo e la governabilità del nostro  paese.

Per cercare di rendere più chiaro cosa bolle in pentola, facciamo un esempio, se non vero, quanto meno verosimile: Prendiamo l’affermazione del “nostro” Primo Ministro, il quale, un giorno, definì  “abbronzato” il Presidente degli Stati Uniti d‘America. È facile immaginare Obama che, nel chiuso del suo studio Ovale, venuto a conoscenza di quell’ultima scempiaggine del “nostro bunga bunga”, scrivesse ad un amico una  e-mail con questo tono: “ma quanto è pirla quel vecchio Presidente del Consiglio Italiano”. Ecco, una cosa così che doveva restare segreta, verrà pubblicata.  Io ho solo avanzato un’ipotesi da ridere, immaginatevene voi di più cattive, e siatene certi, la realtà ha già superato la vostra fantasia.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 28/11/2010

 

 

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