DIAMO UNO SGUARDO AL PROGETTO DELLA FUTURA VILLA COMUNALE

DIAMO UNO SGUARDO AL PROGETTO DELLA FUTURA VILLA COMUNALE

Non ho dubbi, tutti gli anziani, compreso chi scrive, tutti quei pensionati che sulla villa ora continuano a ritrovarsi e chiacchierare e che la villa l’hanno vista nascere e crescere, con queste modifiche previste, inevitabilmente, gli mancherà qualcosa, certo, ma si abitueranno. Anche perché quando l’opera sarà completata la troveranno più carina, più vivibile e non mancheranno certo i sedili. Anche quando si sradicarono gli alberi della scuola ci fu chi non apprezzò; oggi, con il senno di poi, possiamo dire che è stata fatta una buona operazione. È più carina, è più accogliente e alle casse comunali non è costato un euro così come non costerà un euro al Comune questa rigenerazione della villa.

Gli alberi antichi di pino: alcuni di questi verranno abbattuti, ma solo quelli che sono malati e quindi pericolanti, cioè rischiano di cadere e fare del male, ma saranno sostituiti con alberi diversi, mentre resteranno al loro posto solo nove di questi alberi di pino che invece danno garanzie di buona salute e resistenza. La fontana verrà tolta e al suo posto ci sarà una di quelle fontane così dette fontane secche, cioè fontane nelle quali l’acqua sorge dal suolo e quando non è in funzione diventa spazio calpestabile. Gli alberi invece che sono intorno alla fontana resteranno al loro posto, non verranno toccati. Tutta la villa verrà portata al livello delle strade laterali dalle quali verrà tolto l’asfalto e coperto da nuovo pavimento. Gli spazi dove ora ci sono le aiuole restano e verranno circondati da marmo bianco. Insomma di modifiche ce ne saranno tante ma verrà rispettati, a quanto si evince dal progetto, lo stile e lo spazio preesistente. Inoltre, le pietre dure con le quali è circondata attualmente la villa verranno sistemate come pavimento nello spazio antistante il Palazzo Comunale: osservare quel semicerchio bianco di fronte all’entrata del Palazzo. Infine, osservate anche quel disegno di quadratini che sono posti alla fine della villa verso la piazza. Quei disegni tracciano le fondamenta della chiesa caduta, che nessuno di noi ricorda o ha visto. Quindi è da non confondere con la chiesa incompiuta, che chi ha tanti anni ha anche giocato tra quei muri di carparo e colonne di pietra leccese. Quella chiesa, incompiuta, fu rasa al suolo negli anni settanta, credo, e si costruì il palazzo nel quale ora esiste la sala consiliare, la biblioteca, il locale per gli anziani e altro ancora. Inoltre, nella piazza, non sarà più consentito il parcheggio per auto nè tanto meno, prima o poi, si svolgerà più il mercato. Mercato che, prima o poi, sarà spostato nella piazza dove esiste l’ufficio postale e il monumento ai caduti. Niente male come progetto futuro.

Certo, solo alla fine si potrà dire quanto è stata “cosa buona e giusta” questa rigenerazione della villa. A colpo d’occhio, stando al disegno sopra esposto, si direbbe una buona opera. Speriamo bene! Comunque, addio antica e cara sorella villa, ci auguriamo che il lifting al quale ti stanno sottoponendo ti renderà più bella e più accogliente di prima, non solo per noi anziani che ti abbiamo vista nascere e crescere, ma anche per i giovani e per le future generazioni.

Comunque, per tutti coloro che vorrebbero saperne di più, domenica sera 27 c.m., nella spazio antistante il palazzo comunale, l’Amministrazione presenterà il progetto della villa e, di sicuro, più dettagliatamente di quanto possa aver fatto il sottoscritto. Quindi gli interessati possono lì usufruire di informazioni più dettagliate.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 24/10/2013

 

 

P.S.

Finito di scrivere le note sopra riportate del lifting proposto per la villa comunale, sono stato preso da una nostalgia tale che mi ha portato a scrivere questi versi. Ma onestamente devo dire che non so esattamente se è nostalgia per la villa che va, o per gli anni trascorsi che non tornano più. Penso sia più probabile la nostalgia per gli anni che sono fuggiti e ora, trovandomi tra l’autunno e l’inverno della mia vita, finisco con lo scivolare in sensazioni del tutto fuori dalla razionalità alla quale ho sempre cercato di attenermi. Eh sì, fossi “nel mezzo del cammin della mia vita”; invece sono nel bel mezzo tra l’autunno e l’inverno della mia vita, e le nostalgie, inevitabilmente, prendono il sopravvento. Perciò perdonate queste mie stravaganti sensazioni sotto riportate.

 

Quante fiate ddhra villa m’aggiu giratu?

Quante fiate vagnune aggiu secutatu?

Quante serate ccu l’amici imu cuntatu!

Quante sicarette mmaggiu funatu!

 

Te crande giurnali e volantini àggiu tatu,

e quantu fiatu àggiu puru sprecatu,

cuntare e cumizi nu m’aggiu sparmiatu,

ppe na bona idea che nu aggiu lassatu.

 

Meju te la casa mea la villa canuscìa,

e comu a casa mea a drhai me sentìa,

se nu giru a su la villa nu me facìa,

puru ci era tardu a casa nunci scìa,

 

Te state l’arguli lu friscu te rricalàvane,

lu iernu su li pazzuli a lu sole ne ssettavane.

Addiu ddhri tiempi te vagnuni felici

puru ci ccu picca pane e tanti sacrifici.

 

Mo’ te vecchiu su la villa giru cchiù picca,

me fermu, me ssettu, me leggu u giurnale,

ma ci visciu unu ca cu cunta ole zzicca,

chiutu u giurnale e me mintu a cuntare.

 

 

 

 

 

 

  1. nostalgia canaglia 27 ottobre 2013, 10:06

    ta fattu vecchiu caetanu, sta diventi comu lu maestru Marzano

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  2. Sì lo so che son diventato vecchio, “ci campi vecchiu l’ài franca”. E poi, diventare vecchio significa anche che non si è morti da giovane, quindi non è tutto da biasimare. Molto peggio, secondo me, risulterebbero coloro che pur diventati vecchi si fanno in quatto per sembrare giovani, questi sì, diventano patetici. O no? In quanto a somigliare a “lu maestru Marzano” non solo non mi offende, ma mi gratica, anche se non posso non rimarcare il fatto che lui è sempre stato democristiano e molto pio; io invece sono sempre stato e sono tuttora un comunista e un anticlericale. ciao gaetano

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  3. luigi@virgilio.it 28 ottobre 2013, 10:34

    collepassese esterno
    Ah, buono a sapersi, quindi sei un anticlericale, ma ciò non esclude la credenza in un dio, quindi sei un credente a modo tuo?

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  4. sì, crede che ho utilizzato un termine che non è del tutto complementare alle mie idee. Mi correggo, sono un ateo e anticlericale, saluti gaetano

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  5. È vero che il salotto di casa è l’immagine della famiglia….ma mi chiedo era l’intervento più urgente per il paese?? Saluti

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  6. Beh, forse no, non era il più urgente, però è per quel progetto che il comune ha ricevuto il finanziamento dall’Europa. Avrebbero potuto progettare altro? Di certo c’è che quei stanziamenti europei mi risulta che avevano già quell’indicazione.

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