DEMOCRAZIA ATEA.

 

Maria Elena Boschi e Mariastella Gelmini ospiti di "Porta a Porta"

DEMOCRAZIA ATEA.

David Rockefeller e Herry Kissinger, due soggetti che hanno sempre avuto gran disprezzo per la democrazia, nel 1973 fondarono una associazione denominata Commissione Trilaterale, con lo scopo di trasformare in obiettivi permanenti le loro pulsioni antidemocratiche.
La Commissione Trilaterale oggi è una associazione strutturata e potente, e si muove come gruppo di pressione politica sui governi affinché legiferino nella direzione della compressione dei diritti delle masse e per la riduzione degli spazi di partecipazione e rappresentanza.
Quest’anno la Commissione Trilaterale ha deciso di riunirsi a Roma.
Maria Elena Boschi, in rappresentanza del Governo, è andata a render conto alla Commissione Trilaterale delle riforme che finora, con il Partito della Nazione, hanno messo in piedi.
Si è vantata della riforma del jobs act, si è vantata della riforma della scuola e si è vantata della legge elettorale.
Ha dato assicurazioni alla Commissione che gli interessi petroliferi sull’Italia non subiranno variazioni con il referendum di domenica, ed ha dato inequivocabili certezze ai presenti che la nostra democrazia, con il referendum costituzionale di ottobre, sarà spazzata via irreversibilmente.
Maria Elena Boschi è più pericolosa di quanto non si possa immaginare, è lei il vero volto della dittatura, non Renzi, e ora i suoi istinti antidemocratici hanno ricevuto il battesimo internazionale.
La Commissione Trilaterale, una Spectre globale fatta di uomini che hanno pianificato colpi di Stato, genocidi, guerre, armamenti nucleari, destabilizzazioni, il peggio del potere, ha dato il benvenuto ad una donna pericolosa che in quegli obiettivi di governo mondiale si riconosce con convinta determinazione.
Renzi, al confronto con la Boschi, è un ingenuo boy scout che può solo aspirare, tuttalpiù, a farle da sexy boy, ma è lei la mente della deriva autoritaria in atto in Italia.
È lei l’erede politica di Licio Gelli, e lo ha persino superato.

Carla Corsetti
Segretario Nazionale di Democrazia Atea

*****

Personale commento a questa analisi di Democrazia Atea.

Che la P2 di Licio Gelli avesse un centro di potere internazionale per i suoi reazionari progetti, il sottoscritto non ha mai avuto dubbi, anche se mancavano le dovute e concrete prove. Di certo, però, si è visto il Pduista Berlusconi che ha cercato affannosamente e goffamente di applicare la loro cura contro le esigenze delle masse, e questo è un fatto acquisito, esempio eclatante fu il suo maldestro tentativo di sopprimere l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori che gli andò a male perché esisteva, allora, un sindacato ferocemente di classe che riuscì a sconfiggere i suoi piani, oltre ad un PD, ancora leggermente a sinistra. Con la legge elettorale invece gli è andata bene, e fu il porcellum, anche se, questa legge, è stata decretata incostituzionale dall’organo preposto, la Corte Costituzionale.

Ma con l’Italicum, voluto da Renzi, il porcellum ritorna sotto nuove e squallide spoglie. Ma ciò che non riuscì a fare Berlusconi, lo sta realizzando il sedicente di sinistra Renzi. Questo Renzi è riuscito ad addomesticare non solo la pseudo sinistra del PD, ma persino il sindacato è riuscito a paralizzare. Convinti, questi due elementi, che se cade Renzi andrà la destra al governo, come se Renzi non fosse già abbondantemente a destra  e si potesse definire  di sinistra. Ci risiamo, il popolo bue continua a votare e sostenere questo PD, come se avesse a che fare ancora con la sinistra di classe. Questo atteggiamento “mi fa venire in mente quell’ individuo che scopa con gusto una vecchia baldracca pensando e concentrandosi a quant’era bella e bona quando era giovane” ( pensassero almeno a scoparsi la Boschi). È’ questo il vero dramma degli elettori di sinistra: portano acqua al mulino che li frantumerà. Altri che non sono succubi di queste stravaganze mentali, sono finiti per astenersi dal voto, così Renzi e Berlusconi continuano a cavalcare l’onda lunga del disimpegno politico e così, finchè dura questo disimpegno, possiamo ben dire: democrazia addio!

F.to  pagliatano

Collepasso, 15/04/2016

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *