DALLE LOTTE DI CLASSE ALLE LOTTE RELIGIOSE

DALLE LOTTE DI CLASSE ALLE LOTTE RELIGIOSE

 

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DALLE LOTTE DI CLASSE ALLE LOTTE RELIGIOSE, FU COSÍ CHE  I PADRONI VINSERO SU TUTTI I FRONTI E MISERO NEL SACCO IL MOVIMENTO OPERAIO.

Di certo gli unici ad avere motivi di cui rallegrarsi sono i soliti pescecani internazionali. I quali avevano di che perdere con le lotte politiche, con gli scontri di classe e tutto da guadagnare dalle follie religiose. Infatti, mentre con le lotte di classe di armi se ne vendevano poche e i loro interessi erano sempre messi a rischio, con le guerre di religione invece è la pacchia: stanno svuotando tutti i loro arsenali gli squali armaioli; fanno ottimi affari gli squali petroliferi; gli squali della finanza poi accumulano tanto denaro utilizzando il loro stesso denaro: far soldi con i soldi, oggi è più che mai garantito e va alla grande, per loro. Di conseguenza, il potere decisionale che era nelle aziende produttive, con il solito padrone e/o padroncino, di fatto si è volatilizzato, chi controlla il potere vero è la finanza internazionale e gli ex padroni e padroncini hanno il fiato corto, al punto che molti si sono già suicidati. Insomma non contano più come ieri. A questo disastro se ne aggiunge un altro: i governi, in particolare l’Italiano, si è lasciato depredare attraverso evasione fiscale e corruzione, realizzando così nei conti pubblici un buco senza fine e costringendolo a fare i conti ogni giorno con gli investitori che io chiamo pescecani. Così, mentre una piccola parte di furboni si arricchiva, lo Stato si indebitava. Poi il crollo delle ideologie, che non erano scatole vuote ma erano infarcite di princìpi e valori hanno dato la stura ai più bestiali egoismi. Ora ognuno ruba per sé e il suo prossimo muoia pure in silenzio. E il mondo produttivo? Il movimento operaio? Non sa più con chi prendersela, è disorientato e accumula sconfitte, una dopo l’altra.

 

L'ISIS

CHI HA INVENTATO L’ISIS?

Dai terroristi, giustamente, ogni coscienza pacifica prende le distanze, oltre naturalmente a quelli interessati che invece fingono di scandalizzarsi e propongono già altre belle guerre tutte da far combattere ai soliti idioti. Ma pochi sono quelli che prendono le distanze da coloro che questi terroristi li hanno inventati, organizzati, finanziati, armati. Intanto c’è da registrare che l’Arabia Saudita e i nord americani sono sempre stati pappa e ciccia. Eppure erano dell’Arabia Saudita tutti gli attentatori delle torri gemelle, e Busch che fa? Invade l’Irak. E che cazzo centra l’Irak? Beh noi lo sappiamo: c’è tanto petrolio che Saddam Ussein intende utilizzarlo per la sua nazione e lasciando a bocca asciutta le famigerate sette sorelle petrolifere. L’Arabia Saudita e gli angloamericani finanziano, addestrano e armano le milizie sunnite, l’Iran komeinista finanzia e arma gli sciiti, e giù botte da orbi tra poveri imbecilli sunniti e imbecilli sciiti. Ecco la religione come rincoglionisce le masse. I poveri di spirito si scannano convinti di farlo per conto di Allah e del suo profeta, mentre invece riescono a fare solo gli interessi inconfessabili dei pescecani internazionali con la coperture degli utili idioti, che non mancano mai nei vari governi, diventati, di fatto, funzionali alle rapine dei grossi pescecani. In Libia, lo stesso copione. Ora questi pazzi trascendentali sono sfuggiti al controllo dei governi che li hanno voluti e armati? Oppure è tutto previsto ed è funzionale affinchè le guerre siano sempre più estese e più remunerative per i soliti pescecani? Io sono per la seconda ipotesi.

LA MORTE

COLONIALISMO VECCHIO E NUOVO

Di certo si può affermare che l’Europa da alcuni secoli fino ai nostri giorni, ha sempre invaso, sottomesso, schiavizzato un’infinità di popoli. E fu il primo colonialismo. Ma da un colonialismo all’altro, attraverso secoli di invasioni e di conquiste, massacrando interi popoli, distruggendo le loro culture e colture, li hanno resi più poveri di quanto lo erano già. Mentre le nazioni europee attraverso queste depredazioni accumulavano il loro capitale primario che gli ha consentito di iniziare una forte rivoluzione industriale, con tutto ciò che ha comportato. Ora l’Europa è ricca e i popoli sottomessi per secoli sono più poveri che mai. Come se ciò fosse stato poco, l’ultimo colonialismo è fatto ancora di invasioni guerresche sempre contro gli stessi popoli, concentrando le loro avidità sulle fonti energetiche mediorientali. L’Irak, l’Afganistan, la Siria, l’Egitto la Libia ecc.. Con la scusa questa volta di “esportare la democrazia” sono stati rasi al suolo interi popoli. E i sopravvissuti a questi massacri voluti e organizzati dall’Europa e dagli Americani, ci scandalizzano se adesso cercano di fuggire dai loro martoriati paesi e sbarcano in Europa. Io penso che il nostro benessere galleggia su un mare di sangue innocente che questi popoli hanno versato per colpa dell’avidità di una parte cospicua dei nostri antenati.  Quindi, se dovessi dirla tutta, dovrei affermare che hanno più diritto loro di noi a usufruire del benessere che noi abbiamo raggiunto a loro spese qui in Occidente. O no!?

 

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ANCHE IL PAPA SI COMMUOVE E LANCIA GRIDOLINI DI DOLORE PER LA SORTE DEI CRISTIANI !

Commuove il papa quando invita la comunità internazionale a fare qualcosa per salvare dalla furia islamica dell’ISIS i cristiani, finge di non sapere che anche il suo cristianesimo si è imposto con lo stesso metodo tanto tempo fa. Uccidendo, tagliando teste e imponendo i suoi sacramenti nei confronti di chi, per continuare a vivere era costretto ad abbandonare la religione dei loro genitori, a dirsi cristiani ed accettare quindi tutti i sacramenti che la chiesa aveva nel frattempo inventato per marcare il suo territorio. Religione che va religione che viene. Sempre così è stato! Sempre così sarà? Quanto meno finché le masse prenderanno per cose sacre le favole religiose. Quanti sono i cattolici che sanno come è stato imposto in tutta l’Europa il cristianesimo? Hanno mai letto come ha fatto Carlo Magno a CRISTINIZZARE L’EUROPA? E nelle due americhe? come mai son tutti cristiani, come è stato imposto il cristianesimo? Mica sarà stato lo spirito santo! No, le religioni sono sempre state strumento del regno che si vuole imporre. Così da sempre trono e altare, all’unisono, viaggiavano e viaggiano a braccetto. Ieri era la volta del cristianesimo, oggi torna con l’islam del Maometto e tutti i maomettucoli a massacrarsi in nome di HALLÁ- AKBAR. E così possiamo affermare che siamo di fronte: “all’immutabilità delle essenze e al mutamento perpetuo delle apparenze”.        

LA BANCA

“Le religioni sono come le lucciole, per brillare hanno bisogno delle tenebre“. E nelle tenebre è sempre stata usata e continua ad esserlo come “instrumentum regni”. Per Utilizzarle, quindi per consolidare e allargare il potere dello Stato, o quanto meno dalle potenze economiche e politiche che insieme a quello religioso è sempre stato, di fatto, il miglior mezzo di controllo delle masse e  in particolare per conseguire fini politici e mondani, quindi niente affatto religiosi, ma solo potere allo stato puro. É il caso di citare Nietzsche il quale postula il circolo dell’eterno ritorno. Insomma, come dire: niente di nuovo sotto il sole. Penso, anzi sono quasi certo che le religioni, tutte le religioni, sono solo delle cattive favole per persone adulte ingenue.

F.to pagliatano

Collepasso, 23/4/2015

 

 

 

 

 

  1. La politica, ispirata da un pensiero, con un retroterra culturale nel quale affondare le radici del proprio progetto, deve sapere prevedere il futuro e sapere prepararlo. Deve, addirittura, sapere andare oltre la capacità di avvertire ciò che sta per accadere. Deve infatti sapere intuire come inevitabile ciò che oggi appare impossibile. La politica deve affrontare le grandi questioni del pianeta e dell’umanità. Al di là dell’aritmetica delle leggi elettorali, della funzionalità dei poteri delle istituzioni, della quadratura del cerchio economico-finanziario-produttivo-occupazionale-reddituale, essa deve porsi, con un approccio filosofico-matematico, le questioni dell’alimentazione per tutti, dell’energia per tutti, dell’ambiente di tutti, del clima, dell’incremento demografico, deve porsi la questione antica della vita dell’uomo nel futuro, in rapporto alla terra sulla quale e nella quale l’uomo vive. Se no, non è politica. Gli attori della politica contemporanea hanno fallito. Dalla caduta del muro di Berlino in poi non è emerso niente di rivoluzionario rispetto alla condizione preesistente. Si è assistito ad un prolungato colpo di coda del vecchio mondo, finanziarizzato ed egoista. In Italia, piuttosto che al sorgere di nuove repubbliche, si è assistito al lento declino della vecchia prima repubblica. Bisogna ricondurre ad unicum i frammenti derivati dal disfacimento dell’interesse generale e costruire una politica alternativa. La grande sfida della politica sta nel sapere trasformare la dolorosa conflittualità, innescata tra l’uomo e la terra e tra gli uomini, in energia politica unitaria, capace di alimentare un nuovo rinascimento, prima culturale, poi inevitabilmente politico.

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