“DALLA PARTE DEL TORTO”

 

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“DALLA  PARTE  DEL  TORTO”

        Storicamente è sempre stato così, “i deboli hanno sempre torto”. Di conseguenza, chi si schiera e difende i deboli, è nel torto. È così anche con le guerre, chi vince ha sempre ragione, chi perde, anche se aggredito, ha sempre torto. E tanto vale anche per la democrazia: ti interessa? devi difenderla con le unghie e i denti ogni giorno, ogni ora della tua vita. Perché c’è sempre pronto qualcuno che lavora per demolirla, ed ha interesse a demolirla, in quanto non è funzionale ai suoi famelici interessi da kaimano.

            Oggi, venerdì 9 febbraio, ancora una volta, i metalmeccanici, da sempre la punta più avanzata delle lotte in difesa della dignità dei lavoratori e della democrazia, ha indetto una giornata di sciopero e realizzato una grande manifestazione a Roma. LA FIOM CGIL, sembra sia  l’unico baluardo contro ogni degenerazione politica, contro l’egoismo straripante di certe categorie improduttive con la loro immancabile evasione fiscale, accompagnate, spesso, da ruberie da autentici furfanti.

            L’Italia, essendo un Paese sprovvisto di materie prime, la sua esistenza economica si regge esclusivamente sulle esportazioni di manufatti, cioè di lavoro produttivo. Eppure, sono proprio  quegli italiani che producono l’unica ricchezza su cui l’intero paese si regge economicamente  i più  bistrattati, i peggio remunerati. Tornano in mente certe massime molto antiche come quella che recita: “cinca fatica ave na sarda, cinca nu face nenzi ndave ddoi”. E questo succedeva quando tutti erano sudditi di un re, di un tiranno o di un regime. In un sistema politico che si vanta di essere democratico, questo gioco astuto non può reggere, è anacronistico.

            Oggi con la loro manifestazione i metalmeccanici, con forza, hanno denunciato la mancanza di democrazia nei luoghi di lavoro, con l’attacco ai salari, ai diritti. Hanno rivendicato l’esigenza di difendere l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori contro un modello infernale prodotto direttamente da un modello di sviluppo sbagliato che non riconosce né vincoli sociali né ambientali, e di cui la Fiat sta svolgendo il lavoro sporco, sta facendo da apripista contro i diritti acquisiti tanti anni fa con lotte dure e democratiche.

            Chi è contro questa manifestazione, chi è contro la lotta dei metalmeccanici, chi esprime un dissenso nei confronti della Fiom (vedi il PD, oggi completamente allo sbando politico in difesa di un governo dei professori), evidentemente ha già un orizzonte di democrazia limitata.

Con la lotta di classe hanno sempre vinto le masse. É ora che la lotta riparta senza se e senza ma.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 10/3/2012          

            

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