CREAZIONISMO? O EVOLUZIONISMO?

 

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 La copertina del libro di Stefano Marra.

  Mi son ritrovato tra le mani, dopo parecchi mesi dalla sua pubblicazione/presentazione, il libro del nostro compaesano prof. Stefano Marra, “Alberi senza Tronco”. Un libro di una lettura impegnativa, soprattutto per chi non ha dimestichezza col Darwin e la sua “Evoluzione delle Specie per Selezione Naturale”. L’ho letto questo libro di Stefano Marra, e come tutte le letture a carattere scientifico, l’ho trovato noioso e un po’  banale. Banale nel senso che non mi ha dato niente più di quanto avevo già acquisito con altri autori che avevo già letto, i quali sostenevano la stessa tesi creazionista, in contrapposizione all’evoluzionismo darwiniano. Buon ultimo il libro di Odifreddi, “In principio era Darwin”(vedere la copertina). 

 Penso sia opportuno sottolineare il fatto che i pensatori, con orientamento metafisico,  hanno già fatto un passo nella direzione giusta, scaricando in parte l’idea secondo la quale l’opera sarebbe stata compiuta in una settimana come recita il passo del Genesi. Infatti, hanno già accettato l’idea (obtorto collo) che il loro dio Jahwè ci ha impiegato qualche miliardo di anni per realizzare l’“uomo a sua immagine e somiglianza”. E a questo percorso così lungo della nuova versione creazionista hanno assegnato la denominazione di: “Intelligent design” (disegno intelligente). Ed è in questo filone di pensiero testardamente creazionista, che ho pensato si potesse collocare il lavoro di ricerca effettuato dal nostro Stefano Marra. Invece, nelle conclusioni, in cui sintetizza il risultato della sua ricerca, c’è la sorpresa. L’elaborazione del disegno intelligente”, ideato dai pensatori credenti, per dare una spiegazione simil-scientifica all’evoluzionismo darwiniano, non lo fa suo, resta nell’indeterminatezza così espressa:

“Solo la metafisica, infatti, può essere ciò che è sempre stata, può, cioè, assumere il ruolo che le compete, quello della scientia oltre le scienze naturali. Nel tempo presente, si comprende che non vi è altra scelta: se c’è stata evoluzione, essa è stata guidata e informata da una realtà trascendente, mentre, se non vi è stato percorso evolutivo della vita sulla terra, di nuovo al trascendente rimane di fare riferimento per comprendere origine e fine delle specie, dell’uomo e dell’universo”.

Come dire: “O COSÍ O POMÍ?” Quindi, dopo la notevole ricerca realizzata, dopo quel puntuale e lungo elenco di fossili, fino all’homo abilis, erectus, sapiens, ecc.; dopo averci descritto un’infinità di esseri vissuti in epoche lontane milioni e milioni di anni, ora scomparsi per sempre, Stefano Marra, dopo tutto quel lavoraccio di ricercatore al quale si è assoggettato, non è riuscito a capire (e a farci capire) se c’è stata evoluzione delle specie oppure no! E conclude con un disarmante: “è sempre la realtà trascendente che ha realizzato l’uomo a sua immagine e somiglianza.” Decisamente disarmante!

Le furibonde reazioni scatenata dal darwinismo, tutt’altro che sopite a un secolo e mezzo di distanza, sono dunque ben comprensibili: con la sua ricerca ed elaborazione scientifica, Darwin ha infatti rimpiazzato il progetto divino con la casualità naturale, e declassato l’uomo da grandiosa immagine del creatore a modesta varietà della scimmia”. Però, finchè queste conoscenze restano a disposizione solo per gli addetti ai lavori, poco male per il clero. Ma se questa scienza, entra a far parte del bagaglio culturale anche delle masse, ma ancora cosa più perniciosa, si insinua anche nella mente dei più giovani, il danno per chi dalla religione trae sostentamento e potere, diventa terrificante.

Infine, penso sia opportuno sottolineare che, la produzione  di sofismi trascendentali,  o teologie, atte a giustificare e consolidare il potere di santa madre chiesa, è sempre stato proporzionale alle sue notevoli esigenze. Malgrado tanto loro ispirato travaglio, questi intellettuali hanno finito sempre per perdere la partita intrapresa, però, nel volgere  di un tempo relativamente lungo, circa quattrocento anni.  Infatti, dalla famosissima condanna e abiura di Galileo, 1633 al 2000, anno giubilare in cui il papa polacco chiese perdono per quella condanna scema, emessa da un tribunale perfido, costituito da giudici tanto boriosi, quanto ignoranti, passarono circa 400 anni. Questa è la capacità di assimilazione che la chiesa ha nel digerire i rospi che la scienza di tanto in tanto gli rifila sulle sue “sante verità rivelate”. Quindi, se questo è il tempo di assimilazione della scienza da parte della chiesa, vuol dire che per accettare  “l’origine delle specie per selezione naturale” di C. Darwin, siccome  sono passati fin qui solo 150 anni, sono di conseguenza necessari altri 250. Perciò, appuntamento al 2260, anno in cui il futuro papa, magari generato da un embrione congelato, chiederà scusa per le castronerie  fin qui sostenute, a proposito della creazione divina e/o disegno intelligente, e annuncerà  Urbi et Orbi, che Darwin aveva ragione.                                             “… La religione passa dai padri ai figli, come i beni di famiglia coi loro gravami…”   (Paul-Henri Thiry)

immagine00145.jpg  Ecco un testo sul darwinismo del matematico Pier Giorgio Odifreddi di facile e niente affatto noiosa lettura.

 F.to gippì

Collepasso, 20/10/2010

 

 

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