CRONACA DI UN CONSIGLIO COMUNALE IRREQUIETO E RANCOROSO

 

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Chi ha assistito al Consiglio Comunale di venerdì 12 marzo, ha potuto constatare come nasce e si sviluppa uno scorrettissimo modo di fare politica amministrativa. Come la fine della dialettica politica sia stata sostituita di fatto, da urla, da invettive,  da minacce. Come il metodo di confronto di una certa maggioranza di governo nazionale sia attecchita, abbia fatto scuola anche qui da noi, nel nostro Salento, nel nostro piccolo villaggio. Va detto subito, ad onor del vero, che non tutti i membri del consiglio comunale, ma solo alcuni, hanno contribuito a trasformare un dibattito, ad un  putiferio, o se preferite, ad una cagnara.          

S’impenna subito il volume della voce, appena si dà inizio alla discussione sul regolamento per il fotovoltaico. Un consigliere d’opposizione, allude, ammicca, a degli interessi di un assessore, il quale, a suo dire, curerebbe più gli interessi dei suoi familiari piuttosto che curare gli interessi del Comune. L’Assessore in questione reagisce urlando nel microfono un lungo elenco di aggettivi, quali: “Tu sei nient’altro che un lestofante, un manigoldo, un manipolatore, un truffatore…” Malgrado questo marzo freddo e piovoso, l’aria nella sala si scalda. Altri consiglieri dell’opposizione intervengono con toni molto duri, ma facendo ricorso alla dialettica politica contro l’assessore arrabbiato. Comunque fa fatica la Presidente, a gestire un dibattito così infuocato nel dare la parola a chi ne ha diritto e a toglierla a coloro che hanno già sfondato il tempo a loro disposizione. Dopo lungo ed esilarante battibecco, chi è in sala alla fine riesce a capire che: questo regolamento ancora non è stato definito e non sarà messo a votazione, in quanto, la maggioranza e l’opposizione devono rivedersi in commissione e definire insieme i punti ancora in sospeso. Cavolo, ancora non si è deciso niente e si son tanto scaldati? Insomma, tanto baccano per nulla? Oppure qualche calcolo di parte è già saltato e quindi son già saltati i nervi? E chi può dirlo!

            L’altro punto sul quale c’era molta attesa e si prefigurava un’altro scontro al calor bianco, era la verifica della maggioranza che i sette consiglieri d’opposizione avevano richiesto dopo che, Ciccardi Antonio, aveva dichiarato per iscritto e messo a verbale, nel precedente consiglio comunale, che lui: “pur restando nel centro-sinistra si dichiarava fuori dalla maggioranza amministrativa”. Tocca all’opposizione esporre compiutamente la richiesta di chiarimento. Interviene Menozzi e mette in dubbio la tenuta della maggioranza. Fa un lungo elenco delle cose strane succedute, cita i due consiglieri che da tempo hanno già abbandonato la maggioranza, e sostiene che anche Ciccardi ne è fuori, quindi, sostiene: questa maggioranza è già al limite. Se a tutto ciò aggiungiamo il fatto che, anche il consigliere di Rifondazione comunista è più fuori che dentro e, l’assenza odierna, ne è un sintomo significativo, è chiaro che la maggioranza non esiste più.     Risponde il Sindaco ridimensionando tutte le incongruenze descritte dall’opposizione, risponde in modo fermo contro le allusioni, difende il suo operato e, giura, che nessuno dei componenti, compreso Ciccardi, sta pensando di abbandonare questa maggioranza, la quale invece, è destinata a concludere il suo mandato contro tutte le aspettative dell’opposizione.

            Tocca al Consigliere ex Assessore ed ex vice Sindaco Antonio Ciccardi smentire l’opposizione, oppure smentire il Sindaco. Lo si vede in difficoltà. Si ha la sensazione che vorrebbe dire ma non dice, accenna però si ferma lì e non va oltre, cerca insomma di sostenere che resta a sinistra con convinzione, però, pur restando fuori dalla maggioranza, non sarà certo disponibile per eventuali esigenze e manovre  ad uso e consumo dell’opposizione.

            Insomma, con fatica, sia il Sindaco, sia Ciccardi, hanno fatto in modo di ricucire, o quanto meno di dare un segnale in tal senso. Ma, riprende la parola l’assessore irrequieto. L’opposizione  se  la ride sotto i baffi pensando che rimetterà tutto in discussione. Gli amici della maggioranza incrociano le dita. Inizia benissimo, elenca una buona parte delle cose che sono state fatte, rivendica il lavoro fatto e chiede che si discuta di questo. Non disdegna di vantarsi per qualche cosa realizzata da lui personalmente. Ora gli amici se la ridono sotto i baffi rincuorati da questo taglio di intervento. l’opposizione è evidente, è contrariata. Di colpo però, si  lancia in un stravagante elogio di Berlusconi, dichiarandosi, senza arrossire, suo ammiratore. Agli amici nel frattempo fa venire la pelle d’oca, ma non basta. Segue un duro attacco contro i lavoratori che non fanno il loro dovere, facendo venire alla mente degli amici, il famigerato piccolo Ministro Brunetta. Anche questo, fa male agli amici, ma sperano anche che finisca lì le sue esternazioni stravaganti, invece… E’ come se uno spirito maligno di nuovo lo invadesse, porta a segno un attacco a freddo contro Ciccardi. Rivendica il diritto suo e non di altri di fare il vicesindaco, aggiunge: “è vero quanto scrissi e lo sostengo ancora, io ho generosamente concesso a te di fare il vicesindaco…”. Di nuovo Ciccardi si agita, riprende la parola, rimette in discussione l’equilibrio appena raggiunto con gli interventi precedenti…”. La cosa più antipatica politicamente, alla quale abbiamo assistito, è stato il fatto che il Sindaco non ha ritenuto opportuno prendere le distanze nè dalla verbosità eccessiva del suo assessore, nè smentirlo sul fatto che la decisione di nominare vice sindaco Ciccardi non è una gentile concessione dell’assessore, ma è, e resta, una prerogativa esclusiva del sindaco!

Oh elettorato

delle mie brame,

chi è il più dissennato

del nostro reame?

 firmato Gino del Tacco

Collepasso, 13/3/2010

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