Crisi economica, un miliardario, Warre Buffett, si confessa,

 

 

altan-1-thumb.jpg

Crisi economica, un miliardario si confessa,

            E dice: “Certo che c’è la lotta di classe, ma è la nostra classe, quella dei ricchi, che la sta vincendo.” il miliardario in questione è un certo americano  di nome Warner Buffett, il quale si dichiara d’accordo con la Tobin tax. Anche in Italia abbiamo un nostro riccone, un certo Luca di Montezemolo, il quale dichiara: “Io ricco sono pronto a pagare più tasse, per ragioni di equità e di solidarietà“. Si dichiara d’accordo con Warner Buffett. Però non nasconde la voglia di scendere in politica, speriamo che cambi idea. Certo, i poveri lo sanno bene, chi e come ci si arricchisce a spese dei più deboli, ma i loro rappresentanti politici preferiscono leccare le mani ai miliardari più reazionari. Da più di dieci anni la formula magica per sfondare in politica è: “più mercato e meno Stato, più liberalismo, più privatizzazioni”.  Poi fanno a gara a chi è più bravo a proporre più riduzioni di salari e di pensioni, pur sapendo che è un suicidio in economia. Infatti, si pretende la ripresa economica comprimendo i salari, autentiche stravaganze da politicanti. Si verifica che, sia nell’economia privata, che in  quella pubblica, i governi stanno facendo di tutto per ammazzare il paziente. Come se un’infezione si curasse iniettando altri virus nel corpo malato. La crisi è del liberalismo, anche i ricchi lo sanno, ma i politicanti ci propongono comunque ulteriori privatizzazioni, ulteriore liberalismo.

 Questi capitalisti illuminati sono per una patrimoniale come forma estrema di attaccamento al sistema. Nessuno come loro, che sono gli emblemi, desidera il salvataggio di questo sistema che li ha generati prima di degenerare” (Gad Lerner).

            Gli Stati Nazione, in modo particolare Italia, Grecia, Portogallo (ma anche gli Stati Uniti a forza di guerreggiare contro i poveri del mondo si sono indebitati fino al collo), sono arrivati a due passi del fallimento con i loro debiti sovrani. E neanche a dirlo, in questi stessi Stati, fanno eccezione gli USA, l’evasione fiscale ha raggiunto livelli insostenibili. E malgrado sanno bene da quale parte sta arrivando il disastro dei conti pubblici, continuano imperterriti a riproporci tagli ai salari e pensioni oltre alle riduzioni ulteriori dello stato sociale (colpire le famiglie sembra lo sport preferito da questo governo dissennato), poi come se fossero ubriachi fradici, ci dicono che l’economia ripartirà.

Fu Keyes per primo a proporre una tassa sulle operazioni finanziarie di borsa. Operazioni, queste, che sono la causa prima della crisi attuale. Eppure nessuno ha il coraggio di imporla. Si è calcolata la cifra di due mila miliardi di euro annui se si applicasse solo lo 0,1%, su tutte le transazioni finanziarie, molti paesi, compreso il nostro, potrebbero mettere i conti a posto, e se si riuscisse a far pagare almeno il 50% dell’evasione fiscale, le casse dello Stato tornerebbero robuste. Ora la “Tobin tax”, la tassa sulle operazioni finanziarie, la ripropongono sia la Merkel che Sarkozy. Hanno ammesso, bontà loro, che è l’unica soluzione per mettere un freno alle speculazioni che danneggiano l’economia reale e i conti degli Stati. Ma manco a dirlo, il nostro sovrano d’Arcore non è d’accordo. Preferisce i prelievi su buste paga e pensioni da fame.

(Ciò che è rimasto della sinistra storica, non prova la benchè minima vergogna  a lasciarsi scavalcare a sinistra dai capitalisti illuminati. Prima hanno fatto in modo che scompaia la sinistra comunista dal Parlamento tra una legge truffa e l’altra, poi i mass-media li hanno fatti sparire dai notiziari, infine gli elettori comunisti non si recano più a votare. Così ora, questi impostori del PD, dove la corruzione è ormai di casa, possono continuare a dirsi di sinistra praticando in realtà una politica interclassista. Politica, questa, con la quale tentano di portare sullo stesso piano sfruttatori e sfruttati, ricchi e poveri. Insomma, niente di nuovo, è la solita arte dell’inganno, della quale, pare siano diventati degli autentici maestri.)

In Europa, prima in Grecia poi in Spagna, pochi giorni fa in Inghilterra, i lavoratori, i giovani precari, i senza diritti, cominciano a ribellarsi. Le democrazie vacillano, la repressione aumenta, lo Stato di Diritto si sospende, insomma si passa dalla carota al bastone in perfetto stile fascista.

Ma solo una classe è in grado di diventare classe generale:

“Di tutte le classi che presentemente stanno contro la borghesia il
proletariato solo costituisce una classe rivoluzionaria. le altre classi si corrompono e periscono sotto l’azione della grande
industria” (Carlo Marx).

 

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 18/8/2011

            

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *