Contro vento ( il sogno di Icaro)

 

 Ricevo e volentieri pubblico un intervento di Antonio Leo

 

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Contro vento ( il sogno di Icaro)

 

Ci sono uomini come Leonardo e Galileo che con le loro invenzioni hanno cambiato il nostro modo di vivere, altri come Fogar e De Gayardon quello di sognare…

Sono infatti le persone folli o che sembrano tali quelle che finiscono per cambiare il mondo. Ma sono le persone equilibrate, o che sembrano tali, quelle che lo mantengono in vita!

Ambrogio Fogar fondamentalmente era un drogato di adrenalina, ma a quell’ epoca io vedevo solo un uomo coraggioso in grado di affrontare sfide immense. Ambrogio non era un attore come Rambo, non era un fumetto come Spiderman. Era una persona reale con grande determinazione che gli consentiva di affrontare situazioni difficili e pericolose. Spirito d’avventura, passione per i viaggi e per le scoperte hanno svolto nella storia anche una fondamentale funzione, quella di conoscere terre e popoli sconosciuti. Basti pensare a Colombo o Vespucci. Nel caso di Fogar c’è poi il desiderio e la ricerca di superare i normali limiti umani, quindi anche una chiave interpretativa delle loro azioni di tipo filosofico ed esistenziale. Ambrogio era comunque una persona normale, che ti faceva pensare: “se ci riesce lui possono farcela tutti”. La storia di un uomo che affascinato dall’incognito, dotato di uno spirito libero e avventuroso scelse di sfidare la natura vincendo molte battaglie, perdendone alcune. Egli è colui che per primo ha avvicinato la gente comune a quel modo nuovo e diverso di concepire il viaggio come  scoperta interiore oltre che geografica, in tempi ancora non sospetti, prima che diventasse una moda, prima che i media travisassero l’idea stessa di avventura, prima che le esigenze di record e sponsor soppiantassero il gusto della pura impresa. Fogar ci ha parlato di luoghi lontani, impervi mostrando la dimensione più pura  di quello spirito libero chiamato  “No limits” che spinge a scoprire cosa c’è oltre lo sky line visibile, fuori dalla gabbie mentali oltre la paura delle diversità. Quanti di noi allora ragazzini, stregati da quelle immagini, da quei racconti non hanno pensato: anch’ io un giorno partirò!

Anche Patrick De Gayardon  era un uomo per cui l’estremo era la ricerca del limite da superare della meta più lontana che un uomo può proporsi di raggiungere e una volta che l’ ha raggiunto l’estremo diventa un ulteriore limite, una meta ancora più lontana…. Un uomo che sapeva volare, una leggenda che ha speso la sua esistenza alla ricerca dei limiti umani spostandoli sempre più lontano. Egli fu il primo uomo a testare una tuta alare che permettesse di realizzare il sogno di un volo controllato con cui anche l’uomo potesse scegliere come planare prima di aprire il paracadute. Praticamente realizzò il sogno di Icaro. Le imprese di De Gayardon come quelle di Fogar erano letteralmente mozzafiato e di sicuro vivranno nell’animo e nei cuori di chi li ha amati e ammirati. Superare il limite è di sicuro un modo come altri di conoscere e di scoprir se stessi, ma non l’unico.

Ci sono infatti altre imprese meno eclatanti, più semplici, diciamo pure per comuni mortali che meriterebbero di diventare un mito a dispetto della loro apparente normalità. Parlo ad esempio dei limiti che hanno superato giudici come Falcone e Borsellino, tanto per fare nomi che tutti conoscono. Pensate in che condizioni assurde hanno scelto di vivere per assicurare alla giustizia i boss di mafia e per scoprire gli intrecci tra mafia e politica. Un lavoro fisico, mentale, psicologico e morale ed uno zelo ricompensato solo con il tritolo che ha fatto saltare in aria loro e le loro scorte. Parlo dei limiti che la condizione della donna in genere e nel mondo ha dovuto e continua a cercare di superare per acquistare la giusta dignità e rispetto che merita.  Una figura spesso a torto declassata e costretta ai margini della società a causa dell’ ottusità di tanti uomini di potere e non parlo di persone come noi, persone di tutti i giorni, di ogni cultura, di ogni epoca, religione, opinione politica, orientamento sessuale, razza, di ogni parte del mondo. Persone che conducono la loro esistenza in modo semplice  senza nessun riflettore addosso, come l’eroe di Aulla, senza enfasi, senza eco come se la loro vita fosse un numero tra tanti milioni di milioni di esseri viventi. Ognuna di queste persone cerca la risposta, quella stessa risposta sul senso della vita che cercava De Gayardon quando si lanciava dalle cascate del Santo Angel  o nel canyon del Sotano de Las Golandrinas e Ambrogio Fogar nella traversata in solitario del Polo Nord con il cane Armaduk o nelle acque di Capo Horn con il gabbiano Jonathan.

Antonio LEO 

Collepasso, 6/11/2011

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