CONSIGLIO COMUNALE “SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI”.

clip_image004thumbnail1.jpg  

La prima fibrillazione arriva al punto in cui molti consiglieri si dovevano allontanare per incompatibilità sull’argomento in discussione. Maldestramente il consigliere di maggioranza Maurizio Malorgio, pur non essendo incompatibile, si allontana anche lui,  però per andare al bar e…l’opposizione fa notare alla presidente del consiglio che manca il numero legale. In un primo momento la presidente prende atto e sposta il punto all’ordine del giorno al venerdì successivo. Ma dopo pochi minuti il consigliere Malorgio rientra dal bar e la presidente riprende il punto che aveva rimandato al venerdì. L’opposizione non ci sta. Denuncia la scorrettezza che a suo dire è stata commessa, e pretende che di quel punto non si debba più discutere quella sera perché di fatto è già stata rimandata a venerdì 11 c.m.. scambio di scaramucce con lievi invettive, e si va avanti, discusso il punto, approvato a maggioranza.

L’altro momento cruciale, degno di nota, arriva sul punto in cui l’opposizione poneva molte speranze nel far cadere l’Amministrazione,  approvazione del bilancio 2010. Punto sul quale si erano concentrati tre emendamenti a proposito delle indennità di cariche. Quella della maggioranza proponeva una riduzione del 15%; quella dell’opposizione proponeva l’azzeramento totale delle indennità, una terza, presentata dal consigliere Ciccardi, proponeva la riduzione del 50%.

A questo punto, se i due consiglieri dell’IdV, ciccardi e Malorgio, votano il loro emendamento del 50%, e, l’opposizione fa il suo gioco, l’amministrazione va sotto su questo punto e di conseguenza è costretta a dimettersi. Ma…La sera precedente, quando il rischio che l’amministrazione cadesse su quel punto si profilava chiaro all’orizzonte, qualcuno della maggioranza pensa e convoca il consigliere Malorgio e gli prospetta le conseguenze del suo eventuale voto sull’emendamento Ciccardi: L’amministrazione cade, se ne va a casa prima della scadenza naturale con tutte le conseguenze di carattere politico, e tutta la responsabilità se la deve assumere lui e solo lui, il giovane Maurizio, appena surrogato nel consiglio comunale. Ora, fossi un cinico stigmatizzerei Maurizio con: “se il coraggio non ce l’ha…”.

            Non è giusto, anche perché ha avuto l’accortezza, il Malorgio, a ricordare a tutti che l’emendamento non è stato né proposto né firmato da lui ma solo dal Ciccardi, e in qualità di capo gruppo dell’IdV,  chiede al compagno di partito Ciccardi di ritirare l’emendamento. Ciccardi, obtorto collo, fa buon viso a cattivo gioco e pone una condizione: “va bene, ritiro il mio emendamento,  purchè si trovino le risorse per investirle nel migliorare la sicurezza sulle strade comunali. Altrimenti-- ha minacciato–quando sarà il momento del riassetto di bilancio, a novembre, io voterò contro”. Pare che a nessuno son tremate le gambe per questa minaccia a lunga scadenza, o meglio, a scadenza tanto vicina alle nuove elezioni. Insomma, come avevo previsto nel resoconto amministrativo precedente, non furono spine, quindi, non punsero, ma fiorì tanto tatto e una buona dose di bon ton. Auguri.

L’unica nota personale che mi voglio concedere è raccontarvi il senso del ridicolo che mi è parso di cogliere, quando un assessore lo sento dire: “Noi di sinistra…”. forse voleva dire sinistri? Di certo c’è che quel poco di sinistra che esisteva sono riusciti a metterla fuori gioco, poi, a forza di collocarsi sempre più al centro sono finiti abbondantemente a destra, (non è forze di estrema destra la tassa sui comizi da voi voluta e imposta contro il parere di rif. Com.? tanto per citare l’ultima, ma l’elenco sarebbe lungo). Inoltre, è opportuno ricordare che nella nostra vicinissima Parabita, l’Amministrazione di centro-destra, dico, signori, di centro destra, si è azzerata del tutto le indennità, destinando quel risparmio, quelle risorse,  a interventi nel sociale.  Quindi, chiamatevi pure sinistrati, terremotati, alluvionati, ma lasciate stare il termine sinistra, non vi appartiene! Quello è un mondo a voi ostile, a voi alternativo!

 Infine, all’ultimo punto all’OdG (presunto grave atteggiamento assunto da qualche assessore–interrogazione con risposta), i nervi hanno ceduto e sono esplosi i fuochi artificiali tra  un assessore e il consigliere d’opposizione Felline. Il consigliere Felline, tenuto a esporre l’interrogazione suddetta ha utilizzato un linguaggio e dei toni, sopra le righe, ed è finito addirittura fuori dall’argomento che doveva trattare. tutto ciò  non è stato gradito nè dal Sindaco, nè dall’Assessore chiamato in causa. Da questo momento parte un linguaggio disdicevole con accuse pesanti. sempre così, quando gli argomenti che si vogliono trattare non sono sorretti da una tensione ideale, si finisce sempre con scivolare sul personale. Ora, c’è da scommettere che anche questo strampalato alterco, finisca in un’aula di tribunale. Auguriamo ci di no, se non altro per evitare ulteriori intasamenti a carico della Magistratura! E addio bon ton.

Collepasso 10/6/2010

Firmato: Cipputi

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *