CONSIGLIO COMUNALE

 

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Per MARTEDI’, 2 NOVEMBRE 2010, è stato convocato alle ore 8:30, il Consiglio Comunale che si svolgerà presso la sala riunioni della scuola Elementare per discutere il seguente ordine del giorno:

 

1) Approvazione verbali sedute precedenti.

2) Variante parziale al P.d.F. ai sensi dell’art. 12 – 3° comma – della L.R. n.3 del 22.2.2005 per il progetto di “sistemi di collettamento per acque piovane ed adeguamento scarichi finali”. Approvazione definitiva.

3) approvazione ordine del giorno su “riconoscimento dell’acqua bene comune”.

4) Movimento Regione Salento – comitato promotore del referendum per il “SI” sulla istituzione della Regione Salento – richiesta deliberazione ex art. 132 comma 1 della Costituzione – richiesta indizione referendum – determinazioni. (Argomento richiesto da 7 Consiglieri Comunali).

5) Art. 22 del regolamento del Consiglio Comunale.  Interrogazione presentata dal Consigliere Salvatore Perrone.

 

Oggi martedì alle ore 8,30, il Consiglio Comunale ha discusso e approvato solo  il secondo punto all’ordine del giorno: “sistemi di collettamento per acque piovane ed adeguamento scarichi finali”. Era urgente e doveva essere approvato subito, mentre i punti successivi all’ODG, sono stati rimandati a mercoledì 3/11 c.m. alle ore 18,30.   Il punto discusso è stato votato e approvato dalla maggioranza Amministrativa con un voto contrario e quattro astenuti dell’opposizione.

 

  Una relazione sui restanti punti all’odg del Consiglio Comunale di mercoledì 3/11, sarà presente, su questo sito, subito dopo la sua conclusione.

 

 Svolgimento del Consiglio Comunale:

Il terzo punto, “riconoscimento dell’acqua bene comune”, è andato tutto liscio come l’olio. Nessuna contestazione, se non dei distinguo da parte di alcuni incalliti liberisti. I quali, bontà loro, l’acqua, hanno ammesso, è un bene lasciarla nelle mani pubbliche, e tenersi lontani dall’affidare la gestione ai privati. Speculare sull’acqua, bontà loro, hanno sostenuto, sarebbe troppo. Meno male.

        

Al quarto punto invece, sul referendum per la regione Salento, alcuni, soprattutto dall’opposizione, hanno sostenuto con convinzione  il referendum, ma anche il si alla Regione; altri invece, pur dicendosi d’accordo con il referendum per un principio di democrazia, dicono no invece all’eventuale regione Salento. Infine, tre si sono astenuti, il Sindaco, la presidente del Consiglio Calignani e l’assessore Marra. Questi ultimi, in sintesi, pur riconoscendo un fatto di democrazia la convocazione di un referendum, hanno però sottolineato il fatto che: siccome convocare un referendum ha un costo rilevante per le casse del Comune e, consapevoli dell’impossibilità di arrivare a questa fantomatica regione Salento, ritengono che spendere dei soldi per ottenere il nulla…non sarebbe cosa saggia.

 

L’ultimo punto all’odg: regolamento del consiglio Comunale ART. 22.

(Art. 22 – Deleghe del Sindaco ) 

1. Il Sindaco ha facoltà di assegnare, con proprio provvedimento, ad ogni Assessore funzioni ordinate organicamente per gruppi di materie e con delega a firmare gli atti relativi alle funzioni assegnategli. 

2. Nel rilascio delle deleghe di cui al precedente comma, il Sindaco uniformerà i suoi provvedimenti al principio secondo il quale spettano agli Assessori i poteri di indirizzo e di controllo, essendo la gestione amministrativa attribuita ai funzionari direttivi preposti ai settori. 
3. Il Sindaco può modificare l’attribuzione dei compiti e delle funzioni di ogni Assessore quando, per motivi di coordinamento o funzionalità, lo ritenga opportuno. 
4. Le deleghe e le eventuali modificazioni di cui ai precedenti commi devono essere fatte per iscritto e comunicate al Consiglio. 
5. Nell’esercizio delle attività delegate gli Assessori sono responsabili di fronte al Sindaco. 
6. Il Sindaco può conferire deleghe su determinate materie anche ai Consiglieri comunali.  Qui il tono delle voci si è impennato. E, non sono mancate le scintille da parte del Consigliere Salvatore Perrone nei confronti della maggioranza. Lo scontro degenera fino a sollevare alcune incongruenze sul regolamento del fotovoltaico. Che, a suo modo di vedere, sia per i tempi che si son presi per presentare il regolamento, che il modo come è stato redatto, lascerebbe troppo spazio a chi vorrebbe aggirare la legge regionale stessa.  Insomma, vede delle grosse opportunità, per coloro che non si vogliono assoggettare a tutti i regolamenti dovuti a degli impianti superiori ad un mega wat. E, di conseguenza, aggirerebbero così la legge dividendo in più parti lo stesso impianto dello stesso proprietario sullo stesso terreno, utilizzando nominativi di facciata, e quindi, potendo così usufruire della semplice DIA. Siccome non siamo in grado, almeno noi comuni mortali, di prevedere il futuro, meno che mai riteniamo saggio arrischiare ipotesi, diciamo col nostro Manzoni:  ai posteri l’ardua sentenza”.   

  

 F.to, gippì

Collepasso, 3/11/2010

 

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