Assemblea pubblica indetta dall’Amministrazione, contenzioso ditta Bianco.

 

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Questa sera ore 19,30.

Eh sì. Questa sera la maggioranza ne avrà  tante di ragioni da sbattere sul muso alla destra, quanto meno ad una parte dell’opposizione.

In quegli anni fu realizzato un atto amministrativo molto discutibile, del quale ancora oggi  subiamo conseguenze negative,  c’ero anch’io, ricordo di averlo vivacemente contestato quel passaggio dalla gestione pubblica della raccolta dei rifiuti solidi urbani, a quella privata. Dissi con convinzione che la gestione privata comporterà senz’altro un onere maggiore per i cittadini, rispetto a quella pubblica, e che non è affatto scontato che la gestione sarà migliore e più puntuale. Affermai inoltre che se c’è chi pensa cose diverse, allora si è fatto un’idea sugli imprenditori completamente sbagliata. Un’impresa deve produrre profitto, questo il suo scopo, il plus-valore, se non c’è questo, nessuno si prende il fastidio di intraprendere un’attività. Mentre una gestione pubblica fa pagare al cittadino solo il costo reale del servizio.

            Da poco si era insediata l’amministrazione di centro destra di Salvatore Perrone e del vice sindaco Paolo Menozzi. Senza neanche una finta gara, come spesso fanno in certi ambienti nel centro destra, questa volta l’accordo assume un carattere poco serio, come fosse affare privato. Il costo del servizio in quegli anni è di 500 milioni di lire annue, che l’Assessore Tonino Gianfreda gestiva con il suo abituale impegno e la riconosciuta destrezza. L’accordo prevedeva un aumento del 20% ogni anno, fino a portarsi nell’arco dei cinque anni di validità del contratto, al raddoppio del costo. Quindi dai 500 miloni, al miliardo tondo. Un bel regalo alla ditta Bianco, questa era la sensazione che si coglieva in quel momento.   Poi, vallo a capire cosa è successo, cosa è andato storto, cosa non è ritornato ai firmatari pubblici di quel contratto, perchè di colpo, Sindaco e vicesindaco non onorano il contratto da essi stessi promosso e firmato, non adeguando gli aumenti così come concordato e sottoscritto. Qui ad essere cattivi uno può pensar male, poi si sa, magari va all’inferno, però, chissà, ci azzecca! Sta di fatto che sia nei cinque anni di validità del contratto, tanto meno negli anni successivi pensano di saldare il dovuto. Ora, a circa dieci anni di arretrati arriva il conto, con interessi e costi legali, che si vanno ad aggiungere al debito vantato. Però, se non si chiude subito questo contenzioso, ci sono gli atti ingiuntivi che stanno per arrivare. Beh, il resto lo lascio agli amministratori, i quali in questo contenzioso hanno di che urlare il loro sdegno per la gestione stravagante delle amministrazioni di centro destra che li ha preceduti. Salvatore & Paolo, questa sera nascondetevi!

Gino del Tacco

Collepasso. 10/6/2010

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 Sintesi dell’assemblea del 10/6/2010

 Il sindaco espone il problema in modo puntuale e documentato. Una descrizione minuziosa di tutto il travaglio che ha comportato il rapporto tra il Comune e la ditta Bianco. Così siamo stati informati che, oltre a non aver onorato il contratto come ho sopra descritto, risulta un’ulteriore omissione amministrativa che ha comportato un danno nell’ordine di altre centinaia di migliaia di euro. Cioè, il non aver provveduto a predisporre quanto dall’amministrazione dovuto per far partire la raccolta differenziata. Omissione, questa, che ha comportato per la ditta Bianco un’ulteriore perdita di gestione. Da una cifra di oltre un milione e quattrocentomila euro circa, che la ditta Bianco richiedeva, mediante una commissione, voluta e decisa dalle due parti in causa, e difesi gli interessi dagli avvocati delle due parti, si è deciso che la cifra congrua è di 850.000 euro circa, compresi interessi e costi legali. Cifra questa che bisogna ora onorare per evitare ingiunzioni di pagamento con conseguenti costi aggiuntivi. Intervengono a sostegno di quanto ha affermato il sindaco, il capogruppo Frassanito, il consigliere Ciccardi, infine l’assessore P. Gianfreda.

            Si chiede di intervenire e non si fanno pregare in quattro, i quali, ognuno, porta un’idea propria sul che fare. L’unico intervento significativo, o meglio, quello che più ho apprezzato, è stato quello di Lagna, il quale coglie il problema da un punto di vista tutto politico affermando che questo guaio, di cui si sta parlando, è un nodo politico nato negli anni ottanta e novanta quando si diede la stura alle turbo-privatizzazione. Convinti, a torto, che avrebbe risolto il problema dei costi, invece i problemi e i costi sono stati moltiplicati dalle privatizzazioni, e non poteva essere diversamente, visto che chi fa impresa lo fa per guadagnarci non certo per servire il popolo. Quindi a mio avviso ottimo intervento, che però, credo, non abbia “commosso” gli amministratori, i quali, sono sempre stati per visione politico-ideologica, dalla parte delle privatizzazioni. Quindi, almeno un accenno di critica nei confronti delle privatizzazioni in generale, avrebbe fatto bene a tutti.

Riprende la parola il sindaco per concludere e, nel concludere sostiene che, non possiamo sfuggire, stiamo studiando come uscirne, abbiamo già fatto delle indagini presso le banche al fine di poter pagare quanto è dovuto e restituire a queste, la cifra in modo rateizzato in dieci anni. Costo dell’operazione in interessi è di duecentomila euro circa. Pertanto nell’arco di dieci anni dovrà, il Comune, restituire alla banca la cifra di un milione e cinquantamila euro circa. Cifra che il comune non potrà non rilevare da tutti i contribuenti collepassesi. Aggiunge: qualcuno ci consiglia di tergiversare ancora un po’ e lasciare questa patata bollente alla futura amministrazione, che potrebbe essere composta anche da quegli amministratori che hanno le responsabilità di tutto questo. Potremmo farlo, ma non sarebbe comportamento corretto. Però una cosa possiamo assicurare, se dovessimo ricevere noi un ulteriore mandato, non mancheremo di spedire tutta la documentazione alla Corte dei Con

ti, in modo che sia questa struttura istituzionale a verificare e se è dovuto, a sanzionare chi ha realizzato il danno suddetto.

Firm. Gino del Tacco

Collepasso 11/6/2010

            

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