Collepasso, serate culturali nel castello baronale.

 

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SABATO 27 E DOMENICA 28 NEL CASTELLO BARONALE, DUE SERATE ALL’INSEGNA DELLA CULTURA.

A cura della casa editrice Akàdemos

                Il nostro storico professor Salvatore Marra, presenterà la sua ricerca storica sull’unità d’Italia nei suoi 150 anni di storia, dal titolo: “L’unità d’Italia tra mito e realtà”. Un libro che, dopo averlo letto, ho trovato moltissimi parallelismi con la ricerca storica di Pino Aprile contenuta nel suo libro dal titolo altrettanto significativo: “TERRONI”. Anche questo molto critico, anzi denigratore totale del modo in cui è  stata portata a termine” l’annessione del meridione al Piemonte”.

Nel libro di Salvatore Marra, pur non mancando osservazioni del tipo che fa Pino Aprile con il suo “TERRONI”, non manca, né poteva mancare, una particolare attenzione a quella parte del clero che si schierava dalla parte del popolo e contro le truppe inviate dai piemontesi. Insomma anche questa sua ricerca approda in una visione molto critica del modo in cui è stata imposta l’unità d’Italia: più come un’occupazione savoiarda che una liberazione dai borboni. Rivendica un ruolo notevole e più umano che la chiesa ha sempre mantenuto nei confronti dei contadini pretendendo solo la decima, mentre i nuovi padroni portano alla fame nera un’intera generazione di contadini i quali sono costretti a diventare o emigranti o briganti, non esistevano alternative di alcun genere. Poi tanti singoli casi in cui emergono figure di sacerdoti impegnati in prima persona. Insomma, cacciare un re e accollarsene un altro, non è mai stata operazione buona e giusta. Né io posso dargli torto. AUGURI DI UN BUONO E PROFICUO DIBATTITO.

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A cura dell’associazione culturale Akàdemos

            Domenica sera, invece, si potrà ammirare la mostra personale della fotografa Maria Luce Bianco; sentiremo declamare le poesie del prof. Giuseppe Marzano scrittore e poeta, il tutto presentato dalla PRO LOCO di Collepasso. Occasioni così a collepasso ne capitano poche. Approfittiamone!

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 24/8/2011

  1. aoh, ma è robba reazzionaria…

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  2. X aoh. Quando un re scaccia un altro re, per i sudditi non è cambiato un cacchio. la chiesa perse il potere temporale è fu grande e opportuno mutamento storico. però, che i contadini finiti nelle grinfie dei latifondisti furono trattati peggio di quanto la chiesa già li sfruttava, perchè dire questo è reazionario? Forse che la classe economica che nasceva in quel momento era meno reazionaria ed egoista della chiesa?
    sempre di ladri di tratta. la differenza è che la chiesa metteva insieme tante entrate comprese battesimi e funerali e poteva essere più generosa, i capitalisti nascenti avevano più fretta di arricchirsi. tutto qui. reazionari erano e restano tutte e due le sponde. Però se ci sarà un dibattito, beh, ognuno può dire la sua e smontare anche la sua costruzione storica, o no? PROVIAMOCI! ciao gaetano

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