CLAMOROSO AL CIBALI

 

Adjusting the Radio

CLAMOROSO AL CIBALI

La radio non ha le immagini? Benissimo, è uno stimolo per la fantasia. Perché in fondo cosa siamo senza fantasia? Cosa siano se non obblighiamo il nostro cervello a elaborare più mondi, ma a subire supinamente quelli proposti dalle immagini azzurrine della TV? Dove andranno a parare i nostri cervelli? E’ vero che siamo più intelligenti perché siamo in grado di trafficare ogni natura cercando di scoprirne i segreti più reconditi, ma poi siamo comunque persi se lo sguardo sul mondo e su noi stessi non ci viene amorevolmente trasmesso da una qualche fonte di immagine? La radio lotta per sopravvivere e ci riesce piuttosto bene, i giornali sono impegnati nello stesso combattimento, ma a occhio e croce con risultati meno positivi. Radio e parola scritta coltivano la fantasia, la fanno crescere, costruiscono quei mondi che ci accompagnano giorno dopo giorno. L’immagine visiva, anche dall’alto delle sue mille e più righe dell’HD. Lo sport, anzi il racconto dello sport, è nel Dna dei Media. Radio, carta stampata, televisione, ma la radio compie 90 anni. Evviva la radio, perbacco. Ma soprattutto evviva quella fantasia di cui la radio è stata per quasi un secolo vettore insostituibile. Perché non c’è nulla al mondo come un’impresa sportiva che prende corpo nel cervello di ciascuno e per ciascuno diventa un’avventura diversa. La parola di un testimone che arriva nelle orecchie di tutti e lascia tutti liberi di reinventare quell’impresa, cosa c’è di più bello e di più libero?

C’è un uomo solo al comando. La sua maglia è biancoceleste . Il suo nome è Fausto Coppi. Chi ha ascoltato quelle parole non le ha dimenticate. Nessuna fiction e immagine venuta dopo ha aggiunto qualcosa a quei sogni. Perché le parole di FERRETTI ha dato modo a chissà quanti ragazzini di pedalare sulle salite collinari delle loro vacanze estive per diventare loro stessi fausto coppi e gino bartali . Nei loro sogni ha creato mondi fantastici.

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La voce perfetta per eloquio e partecipazione di Enrico Ameri, o  la voce gutturale per problemi alle corde vocali, ancora oggi conosciuta da tutti,  fece diventare famoso Sandro Ciotti. Voci che hanno fatto parte del gruppo più straordinario della storia della radiofonia italiana, quella di “Tutto il calcio minuto per minuto”, un’ alchimia vivente così perfetta da risultare davvero irripetibile, dove i narratori erano parte integrante dell’emozione sportiva, dell’evento. Dove i nostri cervelli potevano rielaborare non solo l’impresa, ma anche i volti di coloro che la raccontavano, diventando loro stessi uno show. Da uno scambio di battute tra Ameri e Ciotti , nella suddetta trasmissione radiofonica nacque la mitologica frase ”Clamoroso al Cibali( lo stadio allora del Catania oggi stadio Massimino)”

Comunque oggi, la fantasia ce l’hanno rubata. Mentre la radio vive e combatte e credo sopravviverà a tutto e a tutti come la parola scritta(i giornali). Ma senza la radio che racconta,  dominati solo da un’overdose di immagini in HD di cui non si scorge la fine tanto da fare indigestione, il calcio e gli altri sport si riveleranno  un’esibizione di tizi in pantaloncini idolatrati,ma solo impegnati a giocare con le mani o con i piedi con una palla rotonda.

Senza fantasia tutto è più grigio. Dai Radio, non mollare,  continua a farci  sognare; e stavolta per sempre.

F.to Antonio Leo

Collepasso, 11/10/2014

 

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