Ci si’ tie e ci su’ jieu (1).

Ci si’ tie e ci su’ jieu.

In puro stile di commedia dell’assurdo, lo scontro continua per la goduria di chi apprezza  pettegolezzo e  urla.

Non so se l’Assessore Montagna ha irrorato veramente quel diserbante ai lati del campo sportivo. C’è chi giura di sì e chi lo nega categoricamente, io ho solo qualche convinzione, non ho certezze, quindi mi astengo dal sostenere una delle due tesi. Di certo c’è che questo amministratore, il Montagna, si prende così tanta cura di strutture pubbliche con mezzi propri e suo tempo libero, non solo per il campo sportivo, ma in modo particolare nel curare il parco del Castello Baronale. C’è chi lo apprezza e non può mancare certo chi lo subisce come fumo negli occhi. Ma si sa, quando si opera il rischio di commettere degli errori in buona fede è a portata di mano per tutti, quindi, semmai fosse stato commesso questo errore, è di fatto un errore in buona fede e ciò gli andrebbe riconosciuto, invece… Domani, domenica 19, il comizio in programma dell’opposizione, certamente non mancherà di rinfocolare ulteriormente il battibecco su “ci si’ tie e ci su’ jieu”; cci ài cumbinatu tie, e cci aggiu cumbinatu jieu”.

Il volantino della maggioranza non è di meno. Tra le righe si fa riferimento all’inquinamento che producono quei ripetitori di telefonini voluti e installati proprio lì sul campo sportivo dall’ amministrazione precedente, i quali, a detta dell’amministrazione attuale, producono molto più inquinamento del diserbante. Ma la cosa più perniciosa che solleva è il riferimento alla zona industriale. Quella concessione a 4,50 euro circa al metro quadro, concessa dall’amministrazione precedente, potrà comportare gravi conseguenze (a detta di alcuni) per le casse del Comune, quindi per i cittadini contribuenti. Si parla di cifre che potrebbero oscillare dai 600 mila euro al milione che il Comune rischia di dover rimborsare ai proprietari della terra sulla quale sono stati installati dei pannelli solari da parte dell’Italgest di Paride De Masi. E questa sì che danneggerebbe gravemente le tasche dei contribuenti collepassesi, sempre che l’ipotesi formulata da qualcuno dovesse risultare veritiera. In questo ultimo caso ci sarebbe di che augurarsi che il giudice, chiamato a decidere, sia benigno nei nostri confronti.

Per capirci meglio: quel terreno sul quale sono stati installati circa dieci ettari di pannelli solari era stato valutato dagli amministratori di allora per 8,50 euro circa al metro quadro, i proprietari dei terreni sostengono di aver pagato l’ICI per quel valore per anni. Poi quando è venuto il momento di vendere all’Italgest è stato concesso, quel terreno, a circa la metà. I proprietari han fatto ricorso e il rischio che vincano il contenzioso con il comune è piuttosto elevato. Diamo per scontato che anche qui c’è stata buona fede, e amen.

Mi fermo qui, per adesso, non c’è altro per cui valga la pena di spendere altro spazio, altro tempo, altro inchiostro.

F.to gaetano paglialonga

Collepasso, 19/8/2012

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